Il potere della parola (scritta)

La terapia della parola scritta. Un mezzo per (ri)costruire la propria identità

Mi cucio addosso un tailleur di parole

Oggi sul tram frasi confuse e parole sparse mi si accavallavano nella mente, e il primo impulso è stato quello di scriverle, di buttare giù degli appunti per fare chiarezza, per riordinare, letteralmente, le idee. Poi però mi sono persa nel rincorrere un pensiero che non riusciva a fermarsi e a farsi capire, forse cercavo di ricordare una cosa che avevo letto o sentito. Così le parole hanno continuato a fluire e a mescolarsi come un prisma ed ho avuto la netta sensazione che, fino a che erano solo parole in testa, fossero liquide. Ed ho pensato invece alla concretezza, alla solidità della parola scritta e lì mi è partito il pensierone filosofico della giornata. All’improvviso ho avuto un’immagine nitida di un vestito fatto di parole, un po’ come una stoffa con la stampa di un giornale, che uno poi se ne compra un paio di metri e ci fa un tailleur.

Ho pensato che questa mania di scrivere che ho sempre avuto fosse un modo per cucirmi addosso un vestito, per creare un’identità visibile alla me stessa invisibile.

Inevitabilmente il pensiero è andato a questo mio nuovo blog, ma poi è scappato e ho ripensato a uno dei blog che leggo volentieri, di una mamma molto attiva e intraprendente ( http://www.machedavvero.it/)

Quel blog mi piace tanto, ma soprattutto mi ha fatto riflettere, perché mi sono immaginata l’autrice del blog, come me la figuro io e come è in realtà. E l’immagine che io avevo creato nella mia mente scaturiva direttamente dalle sue parole scritte.  Che poi sono quello che lei, in quello spazio, ha voluto farci sapere di se stessa.

Subito dopo aver formulato questo grande pensiero filosofico mi sono data della cretina, ci sono tonnellate di libri e di parole scritte su questo tema. Persone, scrittori, pensatori e chi più ne ha più ne metta sono secoli che si fanno le seghe mentali sul potere della parola scritta, su come stimoli la fantasia e sulla capacità immaginifica che scatena nel lettore. Quindi mi sono un po’ afflosciata, ma ho anche pensato che questa forma di scrittura e di condivisione che avevo scelto per me stessa in questo momento della vita era di fatto un blog, cioè una sorta di diario pubblico, e che quindi per una volta potevo abbandonare il mio perfezionismo e andare bella spontanea (ma non scazzona) anche su cose di cui in fondo non so molto (detesto quelli che sparano opinioni su temi diversi senza avere coscienza di ciò che dicono e soprattutto senza essersi documentati).

Insomma, l’immagine che si è concretizzata è stata quella di essermi messa a scrivere per avere la stoffa per cucirmi addosso il vestito della mia (nuova) identità. Cioè, sono sempre io, solo che gli eventi che la vita mi ha sottoposto negli ultimi tempi mi hanno spostato il baricentro, e devo un po’ ricentrarmi per ritrovare l’equilibrio.  E mi piace l’idea che le mie parole scritte siano il filtro, la lente, attraverso cui, chi non mi conosce di persona, può immaginarmi.  (Forse urge una regolata al livello di egocentrismo).

In sostanza sto usando il caro vecchio metodo della terapia della parola scritta: scrivere per conoscersi se stessi, scrivere per esprimere l’inespresso, scrivere per esternare le emozioni, scrivere per superare i propri blocchi, scrivere per elaborare un lutto, e mi fermo con la lista che poi intaso il blog, che in questo periodo sto incasinata di brutto!

Dopo questo post da analisi, credo che mi concederò una pausa per ritornare poi alla normale, classicissima formula dello scrivere semplicemente per comunicare.

Un altro grazie di cuore ai miei neolettori per il grande supporto in questi primi 3 giorni di vita del blog.

9 commenti

Archiviato in riflessioni (finto profonde) a caso

9 risposte a “Il potere della parola (scritta)

  1. Simona

    Nicla! … Continua…scrivi…scrivi… E’ un piacevole appuntamento quotidiano che mi stai regalando! … Un po’ come “il piccolo principe” con la volpe!😉 un abbraccio grande Simo

  2. caterina

    scrivi, scrivi, continua a scrivere lo so non ho fantasia(come dice vittorio) ma per me che non ero avezza al computer sta diventando un appuntamento piacevole

    • grande mamma!!! Sono riuscita a farti riconciliare con internet? sarebbe lo scoop dell’anno😉 potrei scriverci un altro post…. una cosa tipo “le mamme delle immigrate nel nuovo millennio e nuovi mass media”, che ne dici?😉

  3. anna maria

    brava nicla scrivere e’ bellissimo e di sicuro fa bene a te e a me che nn mi perdo una puntata.

  4. Francesca

    una bella veste, quella delle parole scritte addosso… parole che conosciamo, parole straniere, strane, nuove, vacchie, composte. e l’immagine che ne sta venendo fuori è bella e interessante!

  5. caterina

    non so se mi sono riconciliata con internet,,so solo come avevo sperimentato con il tuo matrimonio,,riesce a velocizzare la comunicazione di questo non c’è dubbio, ma se voui fare lo scoop dell’anno diciamo di si(cosa non si farebbe per i propri figli):comunque l’idea del post che proponi mi piace,mi intriga.BACIII

  6. Anonimo

    Si Picla, parla delle mamme… che la mia con mia sorella a Londra ha imparato a usare skype, questo sconosciuto, facebook, insomma ormai sembra anche capire cosa fa quando apre il pc!

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