L’argento vivo (addosso)

Non so se è perché è italiana o perché sembra così a tutte le mamme, ma la mia bimba ha l’argento vivo addosso. E non posso fare a meno di fare paragoni con gli altri (tutte le mamme lo fanno, che lo ammettano o meno) e di vedere come si distingua sempre in mezzo ai bimbi tedeschi. Ma non in meglio o in peggio. Si distingue e basta. Quasi sempre.

Urla di più. Parla di più. Si muove di più. Nei ristoranti si sente di più. Al parchino dei giochi piange di più. E’ come se fosse geneticamente programmata a fare le cose “di più” rispetto agli altri.

Questa mia percezione di mia figlia mi pone diversi quesiti.

Intanto non so se è reale o se è, appunto, esclusivamente una mia percezione. Forse sembra a me, ma magari anche agli altri genitori sembra che i propri figli siano diversi. E se fosse così, beh, potrei anche fermarmi qui a scrivere, se qualcuno risolvesse i miei dubbi con una risposta certa.

Comunque, poniamo che non sia una mia proiezione, ma che davvero ci sia in lei un po’ più di vivacità rispetto agli altri. Questa sua prerogativa è in qualche modo legata alla sua italianità o è semplicemente caratteriale?

So che questa domanda apre troppe altre questioni, ma io mi interrogo. Davvero, sul serio. Mi faccio tante domande sull’essere genitore e mi chiedo continuamente se sono adeguata, se faccio  le cose per bene, se sono abbastanza severa, se sono abbastanza affettuosa, se sono abbastanza presente, se la faccio giocare abbastanza, se la porto fuori a prendere aria a sufficienza, se preparo le cose giuste da mangiare, se sono troppo rigida o troppo flessibile nel far rispettar le regole che di volta in volta io e mio marito fissiamo su cosa si può fare e su cosa non si può. Insomma, mi faccio quelle domande che credo quasi tutti i genitori si facciano. O meglio, diciamola tutta, mi rovino dalle seghe mentali. Ma la cosa che a volte mi resta più difficile da affrontare, è che, non solo mi pongo tutti questi interrogativi naturali, ma spesso mi trovo anche a fare confronti con le mamme tedesche e i bimbi tedeschi, e parte tutta un’altra sfilza di interrogativi.

Sarà giusto seguire i nostri orari familiari -tutt’ora italianissimi- cenare alle 20,30 e mettere la bimba a nanna alle 21,30 o dovremmo conformarci agli orari tedeschi – a nanna alle 19 – visto che poi la mattina siamo gli ultimi ad arrivare all’asilo?

Tutti i bimbi tedeschi sono vestiti da settembre in poi con multistrati termici, io metto solo i pantaloni di felpa alla bimba, prenderà freddo? Sono una madre degenere?

La mia bimba mangia, in media, più cose dolci degli altri bimbi che vanno al nido con lei. In pratica, spesso a merenda le faccio pane e marmellata (mentre gli altri c’hanno pane e prosciutto e/o formaggio, alle 9 di mattina!!!!). Sto esagerando con gli zuccheri e la sto danneggiando irreparabilmente? Eppure io e le generazioni prima di me, siamo cresciute benissimo a pane e marmellata…

Questi sono solo alcuni dei miei dubbi. Dubbi amletici, davvero…eppure io ci perdo del tempo, e non poco, a cercare delle risposte!

Mi trovo spesso confusa, perché le domande “classiche” si accavallano a quelle extra, a quelle scaturite dalle differenze culturali tra l’Italia e la Germania. Ma il punto è che, oltre a lasciare che milioni di domande (più o meno lecite) mi ricoprano fino a farmi mancare il fiato, non riesco a smettere di vedere delle differenze tra la mia erede e gli altri bambini di qui.

E torniamo quindi al dunque. La mia bimba fa casino. Più degli altri bimbi. Per esempio al nido parla sempre. Gli altri bimbi no, o almeno, non con la sua insistenza. Lei ha proprio un bisogno inesauribile di comunicare. Si è addirittura creata una situazione assurda, che ormai fa ridere tutti quanti al nido: lei è tra i più grandi ed è quella che parla di più, ma parla quasi esclusivamente italiano. Dopo le vancanze estive, a pochi giorni dalla ripresa dell’asilo, alcune mamme mi si sono avvicinate per chiedermi il significato di alcune parole italiane, cose tipo “pappa”, “nanna”, “palla”, “mimmo”, “questo”, “bello”. Questo perché i loro bimbi avevano iniziato a dire quelle parole a casa, visto che Sara li aveva bombardati con la sua parlantina a mitragliatrice, e in pratica anche gli altri ormai sapevano qualche parola di italiano. E meno male che la mando al nido per imparare il tedesco! Una delle mamme mi ha raccontato che a casa, il figlio ormai non risponde più  con “ja” e “nein”, ma con “sì” e “no”😉

Su questo aneddoto ovviamente si potrebbe speculare, dicendo che gli italiani sono più comunicativi, che parlano di più, sono più vivaci bla bla bla. Ma è davvero così, o semplicemente lei è figlia a me, e quindi, per questo, straparla?

Quando andiamo fuori, in un bar o al ristorante, io noto che i bimbi tedeschi sono bravissimi. Difficilmente urlano come ossessi disturbando gli altri avventori, o corrono tra i tavoli come scalmanati. Ecco, lei fa tutte queste cose, oltre ad andare, di tavolo in tavolo, a mendicare cibo, sorrisi e carezze. Sarà perché è italiana, e quindi usa un tono di voce di diversi decibel superiore a quello tedesco, o sarà perché semplicemente io non sono brava ad insegnarle le buone maniere? E ancora, è geneticamente ruffiana (avendo preso da me!) o come tutti gli italiani si fa ben volere e ha già capito che per sopravvivere è necessario ingraziarsi il prossimo?

Io non so davvero cosa rispondermi. In giro vedo tanti bimbi vivaci (non è che i tedeschi siano mummie, eh!), ma poi obbediscono alla prima sgridata – mentre Sara mi fa perdere la voce, corrono e saltano al parco, ma poi stanno buoni nei passeggini – mentre Sara vuole camminare, si getta di sotto, si arrampica di nuovo, al supermercato restano seduti nel carrello –  mentre Sara dopo 5 minuti vuole scendere e fare la spesa con me attivamente (gettando prodotti inverosimili nel carrello!). Dopo una lista del genere, è normale che una poi si chieda se i genitori tedeschi non siano più bravi ad educare i propri figli o semplicemente abbia dei leciti dubbi sulle proprie capacità genitoriali.

Vorrei proprio avere la sfera di cristallo per sapere se davvero sto sbagliando qualcosa. Però, va detto che in generale, finché non faccio confronti, sono serena nelle cose che faccio e nelle mie scelte di mamma (compatibilmente con l’essere serena essendo mamma…). E per sapere se davvero ci sono delle differenze tra la mia bimba e gli altri bimbi, o è una mia impressione, e se davvero i bimbi tedeschi – e relativi genitori- son fatti di un’altra pasta.

Forse dovrei finalmente decidermi e lanciarmi nel fare amicizia con mamme tedesche (che non siano straniere come tutte quelle con cui ho legato finora), forse potrei scoprire qualcosa di più. Fare amicizia con le mamme teutoniche, e coi tedeschi in generale, però, non è semplice. Ma questo è un altro post….

17 commenti

Archiviato in cose di mamma, il gioco delle differenze

17 risposte a “L’argento vivo (addosso)

  1. Irene Zamora-Pedroni

    Nicla ma stai parlando di Sara oppure di Emma? Sara’ la parte Italiana?🙂

  2. Enrica

    Anche io mi faccio sempre la stessa tua domanda: ma sono io che trovo Marco MOLTO vivace o e’ davvero cosi’? Poi al parco vedo le mamme sedute sulle panchine a chiacchierare mentre a me tocca camminare dietro a mio figlio che rincorre piccioni, corre nella pista delle biciclette, va alla fontana, si arrampica dove non deve….Insomma secondo me le mamme hanno alla fine la “giusta percezione”!

    • Solidarietà! Anch’io al parco non riesco a stare seduta per più di 2 minuti, che la bimba inizia a chiamarmi, cade, si infila in un cespuglio, insomma, mi costringe ad alzarmi. Invidio le altre mamme…e mi consola sapere che abbiamo la stessa “percezione”. Un abbraccio

  3. Franca

    Tutto nasce dal fatto che sia Sara che Emma nel sangue hanno un po’ di quella salsedine portata dal libeccio e come ben sappiamo noi livornesi il libeccio e’ un vento molto forte che spazza via le nuvole ma fa arrivare le onde del mare sul Romito!

  4. Anonimo

    Ciao Nicla,
    io credo che, come suggerisce il detto, “buon sangue non menta”, necessariamente Sara avrà ereditato tutte quelle caratteristiche in cui ti riconosci, respirerà in casa un pò di aria italiana (fosse altro per gli orari!), alla fine tu hai portato le tue abitudini in crucconia e la tua famiglia vive all’italiana, vociare compreso!
    l’unica cosa su cui accetterei suggerimenti dalle mamme teutoniche è l’abbigliamento multistrato: noi mica siamo abituati a convivere con certe temperature!
    baci

  5. francesca

    lorenzo e’ caos ambulante, totalmente ineducato rispetto ai tedeschi e mi fa impazzire, neanche me le faccio piu’ queste domande, glissiamo allegramente!

  6. Simona

    Ciao! Mi diverto un mondo a leggere il tuo blog! Le tue riflessioni sono legittime, ma, pur non avendo figli, ma tanti nipoti, te compresa, ti posso assicurare che: non dipende solo “dall’italianità” l’indole di Sara, ma bensì dal suo patrimonio genetico! Ho lavorato spesso con bambini italiani, e anch’io facevo confronti con te, quando eri piccola, con i tuoi fratellini e ora con Sara, per me siete “diversi”!😉 Ma in positivo! Sara ha cominciato a gattonare prestissimo e in seguito a camminare, in quel periodo seguivo una bimba di 4 mesi più grande di lei …insomma non parlava e a mala pena stava seduta, non camminava, non gattonava …ognuno ha i suoi tempi! Un giorno, sempre in quel periodo, al mercato ho sentito una mamma che gioiva, parlando con una sua amica, le diceva che sua figlia a 19 mesi aveva cominciato a camminare, dentro di me mi sono detta, caspita così tradì!? Se fosso in te, non mi farei troppe domande, del tipo: “è normale, è diversa, sbaglio io ect..” goditela e basta! L’importante è che sia in salute! Poi trovami qualcuno nella nostra famiglia che riesce a stare muto come un “pesce”!?… Impossibile!!!🙂 L’unica cosa …. forse meno cibi dolci, lo zucchero è un energetico potente!!!! Quindi contribuisce “all’argento vivo”!? Ricordo che gli zii messicani, avevano lo stesso problema con i due gemelli, erano costretti a mandarli a fare atletica prima di entrare a scuola la mattina, perché erano degli “uragani” di vivacità, incontenibili! Gli hanno vietato di mangiare cioccolata! Spero, nel mio piccolo, di averti rassicurato un pochino! un bacio grande S

  7. sono appena arrivata e, quanto mi piace il tuo blog!

  8. noooooo fantastica sarina che insegna italiano ai binbini teteschi!

  9. Pingback: Socializzazione tedesca – cronaca del tentativo n. 1 – parte seconda | malditestadellimmigrata

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