La nuova rete (delle amicizie)

Immagine tratta dal webCon le mie amiche italiane (in particolare una, l’Amica conosciuta qui) discutiamo spesso su come si fa a fare amicizia coi tedeschi. Posta così la questione sembra un problema da pre adolescenti che alle medie non riescono ad inserirsi e a farsi nuovi amici, in realtà si tratta di un problema serio, anche tra i trentenni emigrati del nuovo millennio.

Sono 3 anni tondi che abito in questa città e nei primi mesi la vita qui aveva uno stile più “erasmus” piuttosto che “novelli sposi”. Un po’ ci mettete il fatto che stavamo già insieme da tipo 10 anni, che convivevamo già da tempo e che, quindi, di novello, non avevamo proprio niente. Decisi a conoscere nuove persone e a vivere fino in fondo questa nuova vita, ci siamo impegnati a fare nuove amicizie, andare alle feste, intrecciare conoscenze. Non è andata male all’inizio, ma si è verificato il noto fenomeno della calamita italiana all’estero. Il giornalista Beppe Severgnini, che scrive di italiani all’estero sia turisti che emigrati, sul corriere e in vari libri,  ne è un grande esperto. Si tratta di un’attrazione spontanea e naturale, quasi ineluttabile, che porta gli italiani a conoscersi, a fare gruppo, a creare comunità. Io non sono una grande fan di questo fenomeno, perché, almeno su questo, sono un po’ “choosy”, cioè non mi piace la caciara a prescindere, e spesso coi connazionali è così. E poi c’è la questione della lingua, se si fa branco con gli italiani, si finisce per uscire e interagire solo con loro e … ciao ciao tedesco. Impossibile migliorarlo. Per quanto cauti e attenti e, soprattutto, intenzionati a conoscere gli indigeni, siamo finiti lo stesso nell’inevitabile calamita italiana. E’ stato sicuramente un bene, con le prime feste, le prime cene, le prime uscite nei pub, abbiamo conosciuto un sacco di gente. Qualcuno è ancora nostro amico, qualcuno si è disperso, come spesso capita. Qualcuno è stato semplicemente il ponte per conoscere altre persone ancora.

Vivere all’estero ti fa realizzare quanto possa essere effimera una nuova conoscenza e, per quanto sia facile conoscere nuove persone se si ha un po’ di buona volontà e voglia di party, all’improvviso una dura verità ti viene sbattuta in faccia: quanto sia difficile, faticoso, impegnativo, costruire relazioni nuove, vere e concrete, e che trovare nuove amicizie sia praticamente un miracolo.

E questo ve lo dice una che, per definizione del marito, “fa amicizia anche coi muri”. Pensate un po’ che deve fa’ un emigrato timido!

Facendo una rapida statistica, nei primi 6 mesi qui ho conosciuto:

  • un sacco di italiani
  • un paio di brasiliani (di origine giapponese, che fa ancora più esotico)
  • un altro po’ di italiani
  • qualche inglese
  • qualche americano/a
  • altri italiani
  • un paio di giapponesi
  • gente di vari paesi (al santissimo corso di tedesco)
  • ah, una ventina di tedeschi (i miei studenti ai corsi di italiano!)

Il bilancio era quindi positivo in generale, ma negativo sul lato dell’integrazione nel paese ospite. Nel corso del tempo ho cercato di coltivare le conoscenze coi tedeschi che più mi attraevano (non di indurmi l’adulterio, eh) e ho ottenuto qualche successo. Alcuni dei miei studenti tedeschi sono diventati degli amici, anche molto importanti. La mia insegnante di tedesco (quella del bidet) per un periodo ho pensato che potesse diventare davvero un’amica, poi si è dissolta.

Ho provato a fare il tandem, ho provato a uscire un po’ di più con un paio di colleghe tedesche del mio compagno – le mie colleghe, insegnando lingue straniere, sono quasi tutte ovviamente straniere e con qualcuna ho fatto amicizia. Ma la cosa, specialmente con le tedesche, ha dato frutti scarsi. Non voglio dire che è tutta colpa del fatto che sono immigrata. E nemmeno che dipenda tutto da come sono fatti i tedeschi o da come sono fatta io. Ci sono fattori oggettivi, al di là della situazione contingente, che rendono più difficile fare nuove amicizie.

Prima di tutto l’età. Per me la svolta è stata dopo i 25-26 anni. Non so di preciso perché, ma ad un certo punto è diventato più complicato. Io sono ancora molto curiosa e volenterosa nei confronti delle persone nuove, ma è semplicemente più difficile conoscerne. Sarà che i ritmi di vita cambiano, sarà che le esigenze aumentano, che la pazienza diminuisce, che a un certo punto il gusto della novità ha un sapore meno invitante, rispetto alla bella sensazione di avere un passato e un qualcosa di condiviso alle spalle. Sarà che passare del tempo da soli fa meno paura che a 20 anni. Sarà che certi valori diventano sempre più importanti e su certe cose non ci si passa sopra con tanta facilità ( e non la butto in politica, che poi scrivo un romanzo). Così mi sono accorta di essere diventata più selettiva. E questo ancora prima di trasferirmi armi e bagagli 800 km più a nord.

Nonostante abbia sommato questi nuovi fattori di selettività alla nuova vita tedesca, il risultato è stato che comunque  ho trovato dei nuovi amici, e anche importanti, ma di loro ben pochi sono tedeschi. Mettiamoci nel mezzo anche il fatto di diventare mamma, che fino a che sei incinta magari può anche essere una scusa per allargare la cerchia delle amicizie – corsi preparto, ginnastica per future mamme ecc. Ma quando poi diventi mamma il mondo si ribalta, i ritmi di prima impazziscono e le cose cambiano radicalmente. In realtà pensavo che sia la gravidanza che il diventare mamma, al di là delle complicazioni pratiche oggettive, avrebbero portato tutto un indotto di nuove conoscenze.

E invece. Al corso preparto ho fatto un’amicizia, una di numero. Con una turca.

Con la bimba piccola, dalla Tagesmutter prima, e al nido poi, ho fatto amicizia con una mamma. Una. Un’indiana. Ah, e prima delle vacanze estive ero in contatto con una mamma tedesca simpaticissima. Dopo due settimane il marito ha cambiato lavoro e si sono trasferiti a Dresda. Sfiga nera (per me, mica per loro).

Ora in pratica faccio la stalker alle mamme simpatiche del nido. All’entrata e all’uscita attacco bottone col mio tedesco un po’ zoppicante, cercando magari di non rompere troppo le palle. Ma nulla. Le conversazioni cadono nel nulla e la volta dopo si deve ricominciare da capo. Ho provato di tutto, dalle domande sceme sulle cose dei bimbi – cosa comprare, dove andare, “ma tu che fai quando il bimbo fa così? no, perché io non so che fare…”. Ho provato con le battute – sul tempo, sul modo buffo di un bimbo, su quanto parla e mangia mia figlia, su quanto poco si dorma coi bimbi piccoli. Ho provato con gli approcci gastronomico-culturali – “alla festa dei bimbi potrei portare qualcosa di italiano”, “ah, ma lo sai che in Italia c’è anche questo piatto così e così”, “ho trovato un supermercato con dei prodotti italiani buonissimi”. Ho provato a buttarla sul personale – qualche accenno alla mia vita privata e altri cazzi amari successi di recente (magari smuovevo le mamme a compassione). NIENTE. NON E’ SUCCESSO NIENTE. Nessuna di queste mamme ha mai continuato la conversazione per più di 2-3 minuti, e alla fine il discorso è caduto nel vuoto. Una frustrazione, ma una frustrazione…

Ma cosa si deve fare per fare amicizia con questi tedeschi???? Sbaglio qualcosa io? Semplicemente gli sto antipatica (a tutte e 9 le mamme del nido contemporaneamente)? Il mio approccio è troppo italiano? Troppe parole? e perché con quelle mamme, e persone in generale, di altre nazionalità è stato così facile? Un saluto, un paio di battute, un discorso fuori dal nido, o fuori dalla scuola di lingue, e la volta dopo siamo andate a prenderci un caffè insieme. E giù chiacchiere sui bimbi, o sulle lezioni, o sugli studenti, o sui propri sogni e progetti o semplicemte  su come si vive qui.

Magari qualche altro/a immigrato/a ha dei consigli da darmi. O magari qualche tedesco/a saprà dirmi come fare ad entrare in confidenza con gli autoctoni. Sono disposta a grandi compromessi. Come, ad esempio, prendere un appuntamento per vederci per un caffè tra 2 settimane. “Ci vediamo per un caffè tra 2 SETTIMANE?”, non so se mi spiego. Una programmazione che viola la natura italiana e viola il sacro concetto di caffè. Il caffè si prende al volo, o anche con calma, ma subito, o domani. Ti offro un caffè più tardi. Non tra un mese, programmato. E’ un gesto spontaneo, un’espressione spontanea del volere passare del tempo, anche se solo 5 minuti, con una persona che ti fa piacere vedere. Ora, nel presente. Sarà che la programmazione a lungo termine mi angoscia.

Comunque sarei disposta a soprassedere e a prendere appuntamenti amichevoli anche tra 5 settimane, se questo servisse ad inserirsi e a farsi degli amici tedeschi. Quindi aspetto l’illuminazione per capire cosa sto sbagliando. Nel frattempo mi godo gli amici che ho già. Sia qui che altrove. E mi compiaccio del culo che ho avuto (ancora una volta) a trovare delle persone speciali anche qui.

16 commenti

Archiviato in cervelli in fuga, il gioco delle differenze

16 risposte a “La nuova rete (delle amicizie)

  1. lalienorossonellettodelviva

    per farla breve: siamo italiane, quindi troppo di tutto, positivo e negativo che sia. le tedesche sono asociali? cazzi loro, non sanno cosa si perdono!!! 😉 come dicono qui a zena, non farti troppe paturnie (prima o poi il dizionario pisano-livornese/genovese me lo faccio sul serio!!!)…belin!!!

  2. Non mi farò le paturnie, ok, ma volendo essere concreta: escludendo la possibilità di migliorare il tedesco con un fidanzato indigeno (il miglior metodo di sempre per imparare le lingue), dato che il marito pare non essere d’accordo, se non faccio amicizia coi tedeschi, come cazz* la miglioro ‘sta lingua???

  3. caterina

    non solo vieni ti offro un caffe ma dai fermati si mangia una pastasciutta insieme ,e se si vede che l’amico e reticente insistere.Spesso sono attimi importanti che cambiano la vita.tvb

  4. Anonimo

    Nicla, leggo ogni tanto il tuo blog, ho capito che roba è e mi piace un ssacco! Stavolta mi tocca intervenire….. guarda che tu non fai nessun errore, sono loro che sono fatti così,non sono abituati a queste cose immediate, si prende appuntamento ,sì, 15 giorni prima per bere un lento caffè insieme e chiacchierare,, terrificante! Che volemo da fa’? ogni tanto capita qualcunon he è più immediato e cpnclusivo, ma in genere ha vissuto a lungo in Italia o in Grecia…. se no, niente da fare.. ogni cos aha il suo momento.. le amicizie più calde sono con gli altri stranieri, almeno anche a me che sono vecchiotta è successo così, però non te la prendere che piano piano le cose unn po’ si sciolgono.. e poi forse molte di queste mamme del nido son dei pesci lessi! baci Silvia

    • Non me la prendo, no, solo che qualche volta una si sente un po’ aliena, e si fa un po’ di seghe mentali sull’irruenza italiana, che a volte sembra spaventare i tedeschi e altre volte sembra attirarli. Saperti a navigare nel mio blog mi fa davvero molto piacere! Un abbraccio

  5. Marianne

    Non so se hai mai passato un periodo in ricerca di un nuovo amore. Secondo me il meccanismo è lo stesso. Si sente che sei in RICERCA di amicizie e questo spaventa chi avvicini.
    Forse ti può consolare il fatto che faccio la stessa tua esperienza qui in Italia (e questo dopo 10 anni che mi sono trasferita qui). Non è da meravigliarsi che ti riesca con altri stranieri; alla fine sono nella tua stessa situazione, no?
    A presto su Skype!

  6. Veronica

    La cosa sull’immediatezza del caffè è bellissima. Davvero.

  7. Veronica

    Per il resto, io che sono immigrata da una vita (ma immigrata vera, immigrata dentro, immigrata ma così immigrata che anche quando vivevamo nella città d’origine io mi sentivo immigrata uguale), ti posso dire che è solo questione di ambienti giusti, di tempi giusti, di momenti giusti. Solo questione di culo, insomma. 🙂

  8. Jessica

    Ti rileggo ancora, e non riesco a non commentare anche stavolta!A Friburgo la gente è strana, non sei tu, è la grande città che allontana le persone. Io stò nel Markgräflerland, cioé un po’ più a sud, nella terra del vino e del sole. Qui la gente è splendida, in due anni abbiamo stretto un sacco di amicizie, non solo con italiani e stranieri, ma anche e soprattutto con tedeschi di tutte le età. Ti dirò son loro che ci cercano, ci invitano e sono gentili. Dopo il parto pure la ragazza con cui ho diviso la stanza, una simpaticissima 24 di nome Jessica, anche lei, due figli, mi ha scritto dicendomi di aver trovato il mio indirizzo e di voler continuare a sentirci e vederci, perchè aveva nostalgia di me!O.o Ovviamente le ho risposto e da un po’ci scriviamo sms e ci vediamo tutte le settimane alla ginnastica post-parto. Adesso sabato mi ha anche invitato a casa sua per un party tutto per mamme e bimbi, spero che il mio tedesco regga il colpo!Un consiglio:come in amore vince chi fugge, così anche per le amicizie. E soprattutto cambia zona!bacioni. Ps:a parer mio sei simpaticissima!;-)

  9. ma che bella ventata di ottimismo, grazie! Davvero, mi consola sapere che spostandosi in centri più piccoli questi tedeschi si sciolgono un po’. Devo ammettere che i tedeschi con cui ho legato, anche se non sono molti, sono fantastici, come li descrivi tu: gentili, premurosi e poi ho avuto la fortuna di conoscere persone interessanti, e davvero sono nate delle belle amicizie. Ma di solito li ho incontrati perché erano in qualche modo interessati all’italia, studiavano con me, o latro. Ma resta quello che ho scritto, cioè la difficoltà del contatto spontaneo, della chiacchiera al volo. Eppure Friburgo, per come la vedo io, non ha l’aria della grande città…
    Proverò a fare la sfuggente con le mamme, e vediamo come va. Un caro saluto e spero a presto

  10. Pingback: Progetti didattici ma non natalizi – seconda parte | malditestadellimmigrata

  11. arigrz

    Stessa identica esperienza, ma in Francia, nella grande Lione (che poi… “grande”… è un terzo di Milano!). Al contrario dei tedeschi, i francesi ti danno un sacco di confidenza fin dall’inizio. Solo che poi non approfondiscono. Da ormai tre mesi esco spesso con gli amici dei miei ex coinquilini, con alcuni ho anche parlato di questa difficoltà nell’incontrare gente, ma nessuno ha colto. Nessun “lasciami il tuo numero di telefono, che magari qualche volta andiamo a prenderci qualcosa”. Perfino quando mi invitano da qualche parte, lo fanno sempre tramite la nostra conoscenza comune.
    Allora provo a darti un suggerimento, un sito che forse non conosci: Couchsurfing (esiste anche una nuova versione per puristi, BeWelcome, che però ha meno iscritti). Si crea un proprio profilo e si cercano persone con un profilo compatibile o interessante. Alla base è nato per ospitare viaggiatori, ma è possibile semplicemente uscire con quelli della stessa città. Basta iscriversi al gruppo di riferimento e vedere quando organizzano i ritrovi mensili.
    In bocca al lupo!

  12. Ciao! Grazie per il consiglio, conoscevo il progetto del couchsurfing, ma non avevo mai provato, visto che con una bimba piccola mi pareva poco pratico, e non avevo pensato che potesse essere un canale anche semplicemente per conoscere gente della mia zona. Intanto provo anche il corso di taglio&cucito 😉
    in bocca al lupo a Lione

commenta se ti va

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...