Del peccato, del sesso e della morale (al supermercato)

I vantaggi di vivere in Germania talvolta si palesano in modo inaspettato.

Ma andiamo con ordine.

Guarda un po’ cosa ho trovato nel reparto igiene intima di Müller

Oggi il tempo era bello, si respirava un clima prenatalizio e c’era un sacco di vita in giro. Invitati dal clima mite ci siamo mescolati alla folla e ci siamo goduti un sabato coi fiocchi. La famiglia era al completo e c’era anche un’amica spagnola, e a un certo punto ci siamo infilati in un grande negozio a più piani, Müller. Una cosa grande tipo Rinascente, ma coi prodotti tipo Acqua&sapone. Un grande supermercato dedicato per lo più ai cosmetici e all’igiene personale. Abbiamo sguinzagliato la pupa tra gli scaffali e ci siamo divertiti a scherzare sulle decorazioni natalizie decisamente kitsch. A un certo punto, gironzolando alla ricerca di un porta saponetta che non scivoli in continuazione nel lavandino, abbiamo avuto una bella sorpresa. Una bella fila di vibratori, di varia foggia e misura, in bella vista nel reparto dedicato all’igiene femminile.

Immaginatevi la scena. Cerchiamo sto benedetto portasaponette, che misteriosamente si trova accanto alla corsia degli assorbenti. Finiamo, appunto, nel reparto assorbenti interni e affini, e in alto, a troneggiare sopra file di OB, Tampax, test di gravidanza e lubrificanti, vediamo questa bella fila di vibratori, accompagnati dagli ormai immancabili anelli stimolanti della Durex.

La prima domanda arrivata spontanea, sia da parte mia che dell’amica spagnola, è stata: ma quanto è grande quel modello lì???? (Per la cronaca quello viola, l’ultimo a destra). Perplessità e curiosità sui nostri volti. L’altra reazione è stata l’incredulità: non è che in Italia (o in Spagna) si trovino i vibratori al supermercato. Non è normale una cosa del tipo: vado a comprare il dentifricio, la carta igienica, due merendine, che altro manca…. ah, già, mi scordavo il vibratore, che mi serve dopo cena (o anche prima, fate voi).

Eravamo basite. E divertite. Come bambine davanti un gioco che sanno proibito.

Poi ci siamo anche domandati, tutti e tre, marito mio, amica mia ed io, con quale malata associazione di idee avessero messo quegli accessori erotici due scaffali sopra agli assorbenti interni…della serie, mettiamo in ‘sta corsia tutto ciò che è per uso “interno”? Di dubbio gusto, direi. Poi c’erano anche i test di gravidanza. Una sorta di monito indiretto? Se usi questi oggetti qui sopra, poi non hai bisogno di comprare il test? E allora perché nell’ultimo scaffale in basso c’erano i reggiseni da allattamento????

Insomma, ci siamo sbizzarriti con le battute e le illazioni, ma soprattutto abbiamo fatto gli italiani (e gli spagnoli) “bigotti”. Eravamo sconcertati, seppur piacevolmente sorpresi, di aver trovato i vibratori al supermercato. E quindi ci siamo messi a ridere, a scherzare, a fare gli scemi, come degli adolescenti in gita scolastica ad Amsterdam nel quartiere a luci rosse.

Tutta la cosa è stata divertente e mi anche fatto riflettere sull’ennesima differenza tra noi e i tedeschi. Non ci sono cazzi (scusate il gioco di parole), su certe cose sono proprio più avanti di noi. Lo so che arrivo per ultima con questa considerazione, ma evidentemente è un percorso a tappe che devo seguire passo per passo e che è ancora in svolgimento.

Ho iniziato col matrimonio di un mio collega circa 2 anni e mezzo fa. Si è sposato con un uomo. Ovviamente in Italia non avrei mai potuto assistere a una cosa così bella.

Poi ho proseguito col conoscere le famiglie allargate, giovani coppie con figli piccoli, nati dalla relazione precedente. Qui le chiamano famiglie patchwork. Non è raro fare figli e poco dopo, anche coi bimbi ancora piccini, lasciarsi e proseguire la propria vita sentimentale con altri. E magari dopo con altri ancora.

Il top, almeno per me, è stata la Tagesmutter da cui andava la mia bimba prima. Aveva in tutto 5 figli/e, avuti da 4 mariti diversi. Non avevo mai visto una famiglia così. E vi posso assicurare che di famiglie speciali ne so qualcosa!

Poi ci sono stati i racconti degli amici che, buon per loro, vivevano in un clima più vacanziero del nostro. Storie, storielle, flirt e avventure. In generale questi racconti avevano un sapore diverso da quelli italici. Sembrava che nelle relazioni ci fosse un grado in più di leggerezza, di libertà, di disinvoltura, e anche di indifferenza, forse. Ma si tratta, ovviamente, di impressioni.

Poi c’è stata la gravidanza e la maternità e il vedere che esistono anche babbi che a lavoro prendono i mesi di “paternità”, dopo che li ha presi la mamma, per stare a casa col bimbo, mentre la mamma cerca di rimettersi in carreggiata.

Poi ci sono state le gite al lago, per scoprire che il nudismo è prassi comune e vedere che tutti sembrano a proprio agio a culo all’aria. Non sono una fan sfegatata, ma è stato comunque educativo vedere la naturalezza della cosa – ovviamente da brava toscana e pettegola mi sono sbizzarrita con le battute su quel tipo e su quell’altra tipa, ma questa è un’altra storia.

E poi ci sono stati ancora tanti altri dettagli, ma sarebbe impossibile elencarli tutti. E la ciliegina sulla torta, almeno come simbolo di quanto questi tedeschi siano più aperti di noi in materia di sesso e di rapporto col proprio corpo, sono stati proprio i vibratori al supermercato.

Non c’è niente da fare, sono avanti. Hanno un concetto di peccato diverso dal nostro (non hanno il Papa in casa, questo aiuta). Hanno un rapporto diverso col sesso (non hanno il Papa in casa, questo aiuta). Sembrano avere un rapporto più sano e naturale col proprio corpo (non hanno il Papa in casa, questo aiuta). Non sono moralisti come noi su questi temi (non hanno il Papa in casa, questo aiuta). Ovviamente non penso che sia tutta colpa del Papa e della chiesa (proprio tutta no, ma insomma…), ma di certo sono contenta di poter vedere che le cose possono anche prendere un’altra piega, rispetto a come le ho sempre viste andare in Italia.

Sono sollevata al pensiero di vivere in un paese che è più civile del mio su temi a me cari come i matrimoni omosessuali, le coppie di fatto, la libertà sessuale, l’emancipazione femminile. Ma soprattutto sono sollevata al pensiero che, andando a fare la spesa la prossima volta, potrò arricchire la mia casa con nuovi, indispensabili accessori😉

13 commenti

Archiviato in il gioco delle differenze, riflessioni (finto profonde) a caso

13 risposte a “Del peccato, del sesso e della morale (al supermercato)

  1. mitica!!! il Papa loro nn ce l’hanno piú in casa perché ce lo hanno spedito..
    non li avevo mai visti dal Müller i vibratori… ma che vergogna andare alla cassa… magari un pacco di gummi bärchen e il vibratore buahbuahahuahuahua

    • oddio, sì, ci ho pensato anch’io, un bel pacco di merendine e il vibratore, te lo immagini? Ma poi ho pensato che mi sarei vergognata perché sono italiana e c’ho il Papa nel cervello😉 secondo me le tedesche non si vergognerebbero, che dici?

      • no, non s vergognano, anzi, ci tengono a far sapere che loro ni danno… sai ostentano (angeben) anche un poino… cmq. io preferirei essere riservata sul modello e il colore e le dimensioni, se mi comprassi un gioino del genere, no? lo prenderei di molto online… e poi le cassiere del Müller… un paio mi conoscono. Conosco il capo benissimo… te lo immagini, scende e mi viene a saputare… ué come stai Charmi…? che ti compri oggi? … :O

  2. Ti ci vorrei vedere alla cassa con quello viola (vallo a vedere perché è “imponente”) mentre ragioni amabilmente col capo reparto di Müller😉 soprattutto ti vorrei impassibile!

  3. Alicek

    e dopo Praga ti stupisci ancora😉

  4. Ti ho aggiunta ai miei preferiti, fantastico blog!!!🙂 Qui a Lipsia mi sa che sono più morigerati, mai visto un vibratore al supermercato! Però i negozi di abbigliamento gothic-erothic pullulano ^^

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