Non sono sola in questa Germania

ovvero delle fonti infinite d’ispirazione.

La rete, si sa, offre tanti spunti e tante idee, e si trova di tutto, proprio di tutto.

Sinceramente, prima di iniziare a scrivere questo blog, non avevo mai cercato in rete niente che riguardasse il confronto tra italiani e tedeschi, o umorismo sui tedeschi e sugli italiani.

Falso. In realtà l’avevo fatto, ma sempre a scopo didattico, non per mio personale sollazzo.

La cosa più usata per i miei corsi, come rompighiaccio, è di sicuro il video di Bozzetto sul caffè.

Un grande classico, adatto a tutti i livelli (anche i principianti assoluti lo capiscono) e ottimo spunto sia per una lezione “classica” su come si ordina al bar, che per una lezione “libera”, di conversazione.

Un’altra cosa carina che avevo trovato, e che poi avevo usato in un lavoro piuttosto articolato sulle differenze tra italiani e tedeschi e su cosa amassimo/odiassimo dei nostri rispettivi paesi, era un progetto del Goethe Institut realizzato dai giornalisti Beppe Severgnini e Mark Spörrle – Berlino/Palermo. Tra video e articoli sul blog, c’erano spunti a palate. Coi miei studenti ci siamo divertiti un sacco a fare i confronti, ma siamo sempre rimasti, più o meno, nel politicamente corretto.

In realtà ero stata un po’ naive e non avevo riflettutto sul fatto che, come me, tanti altri vivevano questa situazione di straniamento. Falso di nuovo. Ci avevo riflettutto, lo devo ammettere, anche perché  ci sarebbero tutti gli amici italiani in carne ed ossa, con cui condivido le lagne gastronomico-climatiche-modaiole, che testimonierebbero contro di me. Semplicemente non avevo pensato al fatto che anche altri stessero raccontando delle storie così simili alla mia, che anche altri (ma soprattutto altrE) vedessero quasi coi miei stessi occhi questa immersione in crucconia. Ma si sa, l’egocentrismo a tratti mi offusca la mente…

Così, iniziare questo blog, per me è stato un detonatore. Un po’ perché sono approdate qui persone nella mia stessa situazione (ebbene sì, non mi legge solo la mamma e la migliore amica, mi son stupita anch’io), un po’ perché tra un link e l’altro, un commento, una battuta, una condivisione su fb (mi son scoperta spammer, ahimè e ahivoi), una segnalazione di qualcuno, un consiglio di qualcun altro,  all’improvviso mi si è aperto un mondo.

Ed è iniziata la mia navigazione folle tra i blog dei connazionali fuggiti dall’Italia, o semplicemente partiti all’inseguimento di un sogno, una vita diversa, un’avventura, un amore. E da lì altri blog, non necessariamente di italiani, dove si scherza e si ride sulle stranezze germaniche.

Prima di tutto ho riso, ho riso come una scema leggendo le avventure di questi virtuali compagni di viaggio, ma sarebbe più corretto dire, compagne di viaggio. Ebbene sì, tutte donne sono!

Mi ci sono riconosciuta, e tra le risate, è salita anche un po’ di malinconia. Poi proseguendo nella lettura di post, uno dopo l’altro, random, saltando qui e là, ho pensato “verissimo questo”,  “troppo bello questo spunto, voglio scriverci qualcosa anch’io su ‘sta cosa”, e subito dopo ho pensato “cazzo, ma mi hanno rubato tutte le idee, e ora come faccio, chiudo il mio blog?”.

Alla fine mi sono rassegnata all’evidenza: noi italiani siamo geneticamente programmati a vedere nei tedeschi le stesse stranezze e ad osservare certi fenomeni piuttosto che altri. Ma è comunque divertente sapere la storia degli altri e seguire l’evoluzione che questo contatto con la tedeschità ha causato.

Così ho deciso che, anche se altre hanno già sviscerato alcuni temi a me cari (la moda italiana vs. tedesca, il cibo italiano vs. tedesco, gli stereotipi tedeschi sull’Italia e viceversa…), continuerò lo stesso a scrivere senza remore e sperando di non “copiare”, ma solo di trarre ispirazione dalle cose scritte dalle altre.

In particolare ho provato un’immediata empatia leggendo questo divertentissimo elenco di una musicista italiana e, in attesa della fine del suo personale alfabeto, mi permetto di citare una sua geniale descrizione della Germania che  “in fondo è come l’Italia, solo più ordinata, più pulita, più fredda e con più consonanti”.

Poi mi sono scompisciata dalle risate, ma anche a tratti immalinconita (si dice?), leggendo le avventure di una giovane giornalista italiana, sempre in movimento sul suolo tedesco. E uno dei suoi post mi ha scatenato un’attenta autovalutazione sugli effetti provocati dal vivere in Germania, e sono ancora sotto shock per quello che ho scoperto – non solo sono caduta nel terribile vizio di bere il cappuccino di pomeriggio, ma mangio una quantità di carne,  maiale e derivati da far impallidire la mia più che carnivora nonna russa. Urge una cura a base di pasta.

Tra tanto girovagare sono approdata al blog di un’altra immigrata in Germania, un scrittrice, stavolta direttamente dall’Africa. E le sue deliziose liste di cose che trova strane e di cose che ama della Germania, seppure non condivise al 100% da me, sono imperdibili.

Lascerò sedimentare le migliaia di parole che ho letto in questi ultimi giorni e le centinaia di idee e di immagini che mi si accavallano in mente, e vediamo che non esca fuori anche un mio personale elenco su questa amata/odiata/ammirata Germania che più o meno amorevolmente ci accoglie.

5 commenti

Archiviato in il gioco delle differenze

5 risposte a “Non sono sola in questa Germania

  1. Bello!🙂 Siamo tante e ci piace raccontarci…i punti di vista sono spesso comuni ma sempre personali e vivi, continua a raccontarci la tua Germania!!!

  2. Cara Nicla,
    le tue avventure e sensazioni in terra straniera mi riportano indietro nel tempo, quando mi confrontavo con una umanità variegata in terra texana.
    Ti trovo divertente, leggera ed interessante e continuerò a seguirti nelle tue avventure.
    Ho una piccola sorpresa per te sul mio blog, spero di averti fatto una cosa gradita
    Gaia

    • Grazie della sorpresa! Che meraviglia, mi sono emozianata! Ora pubblico la cosa, grazie davvero! Ah, e per il fatto di avere meno di 200 follower, nel mio caso ci hai azzeccato, ne ho per ora una ventina, ma il contatore di WP è un fake: include anche i miei amici di facebook, facendomi sembrare seguitissima…

  3. Awww…. grazie❤❤ PS: il tuo elenco lo aspetto con impazienza🙂

  4. Pingback: Ho ricevuto un premio…wow!!!!! | malditestadellimmigrata

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