Elogio dell’efficienza tedesca

“Signora, la devo avvisare, c’è da aspettare tanto”

Dovrei scrivere un post sulla sfiga, visto che in questo 2012 gli eventi funesti sembrano particolarmente attratti da me e dalla mia famiglia. Ma visto che alcune ferite si devono ancora rimarginare e non me la sento di parlarne a vanvera, sempre restando in tema di sfiga e dintorni, voglio proseguire col gioco delle differenze Italia vs. Germania.

momenti idilliaci – bimba e mamma sulla prima neve

Domenica mattina ci siamo svegliati ed era tutto ricoperto di neve, c’era una luce fantastica e, come la famigliola del mulino bianco, siamo usciti tutti insieme.

La bimba quasi duenne era estasiata, camminava  a mezza gamba nella neve, urlando felice “guarda qui, c’è di neve, tutta neve, è ghiaccia” (si sa, è toscana). Io e lui ci siamo presi a pallate di neve, e io, patata come sempre, ho subito come sempre. L’idillio è proseguito allo spielplatz (parchino giochi) dove c’è un gioco bellisismo, una sorta di skilift, ma orizzontale, al quale ti aggrappi dopo una rincorsa per poi ondeggiare su e giù appeso a un cavo d’acciaio.


Non resistiamo alla tentazione e via, come due cretini a fare come tarzan, ma con la liana moderna. E la bimba che fa il tifo!

Io, sportiva come sempre, al secondo giro appoggio la gamba per fermare la liana in corsa, e mettendo male il piede mi faccio male al ginocchio, già parecchio malandato. Della serie: come rovinarsi la domenica in un istante.

Serata al pronto soccorso, entro zoppicando, esco con le stampelle e una lista di medicine. Ah, e anche un’impegnativa per un’ulteriore visita per martedì. Ma mi avvisano che, essendo paziente ohne termin (orrore, senza appuntamento), il martedì ci sarebbe stato da aspettare parecchio.

Ora, devo precisare che negli ultimi mesi ho avuto a che fare spesso (trooooooppo spesso) e mio malgrado con dottori e ospedali. Ho avuto già modo di vedere le differenze enormi tra Italia e Germania, anche in questo campo.

  • In Germania c’è un complicatissimo sistema sanitario, in parte pubblico e in parte privatizzato. L’assistenza sanitaria di solito è legata al tipo di lavoro dell’assistito, e ci sono varie forme di assicurazione sanitaria. Alcuni lavoratori (come i liberi professionisti) hanno assicurazioni private, altri (come i dipendenti pubblici) hanno una copertura in parte statale e in parte privata. Questo per sommi capi quello che ho capito. L’unica cosa chiara è che si tratta di una giungla, nella quale spesso anche i tedeschi sono disorientati.
  • Chi ha l’assicurazione privata è trattato meglio, passa prima, paga di più- c’è proprio scritto nelle fatture, il costo è aumentato di un fattore xxy perché sei Privatversichert- e sticazzi.
  • In Germania il personale medico e paramedico credo che faccia dei corsi per trattare i pazienti in modo gentile.
  • Se sei un paziente con l’assicurazione privata (come nel mio caso) ricevi i conti di tutti i trattamenti e di tutte le visite, e poi vieni rimborsato. A quel punto inizi ad avere una pungente nostalgia di casa, dell’Italia, e ti rendi conto di cosa significhi SISTEMA SANITARIO PUBBLICO.
  • Quando ricevo delle fatture di centinaia di euro per le visite e le analisi fatte, mi rendo conto di quanto costi la sanità e rimpiango il sistema italiano, che pur imperfetto, garantisce l’assistenza sanitaria a tutti, a prescindere dal tipo di lavoro e dalla classe sociale.
  • Quando comunico che sono una paziente con l’assicurazione privata, i dottori tedeschi improvvisamente diventano moooolto scrupolosi e devo fare decine di controlli – “per sicurezza, non si sa mai” – e mi sento un po’ un pollo da spennare.

Detto questo, è innegabile che i servizi sanitari di cui ho usufruito fino ad ora ( e sono gli stessi degli altri pazienti, non vado in altre strutture) sono sempre stati ottimi ed efficienti.

Torniamo così alla mia domenica sera al pronto soccorso, tra bestemmie e madonne per il dolore e la sfiga. Me ne torno a casa col mio bel plico e so di dover tornare a farmi una risonanza magnetica e un nuovo controllo il martedì mattina presto. Il dottore mi ha avvisata che sarò una paziente, tra i tanti, che verrà visitata al di fuori dei normali appuntamenti.

Memore delle attese italiane, stamani mi presento poco prima delle 8 all’accettazione generale. Poi da lì, con la mia bella cartellina, mi mandano all’accettazione del dipartimento “Ginocchia” – giuro, si chiamava così!!- dove la gentilissima signora mi fa presente quanto segue

  • lei è una paziente senza appuntamento, è consapevole che in questo caso ci sono tempi di attesa molto lunghi?
  • Sì, sì, lo so, ma lunghi quanto?
  • eh, questo non posso dirlo con precisione…prima di lei ci sono 15 altri pazienti senza appuntamento, e tra una visita programmata e l’altra viene chiamato uno di voi. C’è da aspettare un bel po’.
  • Ok, ok, non c’è problema, ma mi sa dire se per le 17 sarò fuori di qui? sa, ho lezione…

Sgrana gli occhi…le 17??????? Beh, direi proprio di sì.

Da brava italiana volevo essere sicura, non si sa mai.

Mi spediscono a fare la risonanza magnetica (mezzora di pace assoluta, ho dormito beata, senza ritegno), e poi ritorno al punto di partenza. Mi avvisano che i tempi sono ancora lunghi. Mi siedo, rassegnata, in sala d’aspetto. Sono superefficienti, un altoparlante discreto chiama di volta in volta i pazienti, indicando in quale ambulatorio andare. Nel giro di 10 minuti realizzo che hanno iniziato a chiamare le persone che erano in fila con me all’accettazione. E infatti dopo 5 minuti mi chiamano per la visita.

ecco cosa mi ha regalato la prima neve - immagine tratta dal web

ecco cosa mi ha regalato la prima neve – immagine tratta dal web

Morale della favola: sono arrivata alle 7.55 , ho fatto la fila all’accettazione, due volte perché c’erano due sportelli da affrontare (ma sulla burocrazia tedesca ci tornerò un’altra volta, promesso!), ho fatto la risonanza magnetica, operazione durata in tutto 40 minuti, ho fatto colazione (m’avevano detto che là ci voleva tanto, ne ho approfittato…), ho aspettato per 15 minuti in sala d’aspetto, mi hanno visitata, alla fine ho aspettato altri 10 minuti che arrivasse il tecnico con un tutore per il mio ginocchio. Alle 11.04 ero fuori. 3 ore tonde. Senza appuntamento. Ah, e il dottore parlava anche un ottimo inglese, sfoggiato prontamente quando mi ha vista in crisi sulle parole tecniche. Era pure carino, chissà se è un requisito per l’assunzione? 😉

Non so a voi, ma a me il processo è sembrato piuttosto veloce e soprattutto efficiente. Alla fine avrei voluto cercare la signora gentilissima e dirle, un po’ per scherzo e un po’ no, che quello non era aspettare, dirle una cosa tipo: “sapesse in Italia, signora, alla ASL quanto c’è da aspettare, anche con l’appuntamento!”

Ah, nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo, ho definitivamente rotto il legamento crociato, un disastro 😦

Alla fine, se proprio devo cercare qualcosa di buono in tutta questa sfiga, è il fatto che si impara sempre qualcosa di nuovo, sia sul paese che ospita, che sul paese che si è lasciato, e che ho realizzato che il paese perfetto non esiste, e certe volte vorrei poter fondere insieme i pregi di Italia e Germania, in questo caso l’efficienza del servizio sanitario tedesco con l’equità del sistema sanitario italiano, pubblico (almeno per ora).

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6 commenti

Archiviato in il gioco delle differenze, Nostalgie

6 risposte a “Elogio dell’efficienza tedesca

  1. Simona

    … piccola domanda, forse un po’ insidiosa!? Per il legamento dovrai operarti? Se fosse il caso affermativo…. dove sceglierai di operarti, in Italia o in Germania? un bacio grande topoletta 😉

  2. Marianne

    Poverina! Se dovessi decidere di farti operare, mi raccomanda, prendi l’appuntamento!!! Gute Besserung!
    Parlando di servizio sanitario pubblico: la settimana scorsa ho dovuto andare a PISA per un semplice prelievo di sangue perchè il laboratorio di Livorno, per risparmiare, non efettua più tutte le analisi. In altre parole: se il medico ti prescrive delle analisi particolari, ovvero un po’ più costosi, non li puoi più fare qui a Livorno (che è comunque in Toskana!).
    Siamo messi malemalemale…

  3. Giusy

    Scusa Nicla, ma perché i medici tedeschi, quando sanno di avere a che fare con un paziente che ha un’assisurazione sanitaria privata, diventano “moooolto scrupolosi” e fanno fare decine di controlli? Cioè, come funziona esattamente? Qual è la percentuale di rimborso delle spese mediche a cui si ha diritto avendo un’assicurazione privata? E qual è il meccanismo che lega medici e assicurazioni private? Grazie anticipatamente per la risposta.

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