Progetti didattici ma non natalizi – seconda parte

Due giorni fa sono riuscita finalmente a concludere il progetto didattico che avevo iniziato col mio gruppo di conversazione. La soddisfazione è stata tanta, visto che mi è sembrato che il gruppo si divertisse.

Alla fine tutto il ciclo è durato 3 o 4 lezioni in tutto. Dopo l’inizio scherzoso col test per scoprire se si è più tedeschi o più italiani, abbiamo proseguito con la lettura di alcuni brani di post che io ho tratto da alcuni blog di espatriati in Germania come me. I temi erano vari, dalle considerazioni sulle differenze alimentari, al problema filosofico del cappuccino, fino ad arrivare a temi più delicati come ad esempio la tanto lamentata difficoltà a fare amicizia coi tedeschi, o comunque la diversità tra tedeschi e italiani nel relazionarsi agli altri. L’obiettivo finale era quello di farli parlare, sperando che i temi proposti fossero stimolanti per loro. Durante la penultima lezione, in piccoli gruppetti, hanno discusso un po’, alla ricerca delle cose che LORO, in quanto TEDESCHI, trovavano strane degli italiani. Beh, ne sono venute fuori di cose, e io mi sono divertita tantissimo in questo confronto allo specchio. Ma ecco qualche perla:

  • I bambini italiani sono vestiti come piccoli lord e principesse e in spiaggia si sporcano poco (una delle mie studentesse ha raccontato che in vacanza i suoi bimbi erano gli unici ad essere ricoperti di sabbia e a mangiarla!) 

    piccoli lord e principesse - immagine tratta dal web

    piccoli lord e principesse – immagine tratta dal web

  • In Italia, specialmente in Toscana, ci sono le feste e le sagre, come ad esempio quella del tortello, del cinghiale, dei funghi, delle castagne, delle palle fritte e chi più ne ha più ne metta. E fin qui, è gastronomia e folklore. Il fatto è che poi, alle sagre, se non sono finto medievali o con sfilate storiche, di solito c’è un gruppo più o meno trash che suona i successi della stagione (ma anche di 50 anni fa…) e tutti si mettono a ballare e….ballano tutti insieme seguendo uno schema ben preciso. I miei studenti erano un po’ sconvolti da questa pratica…e se guardate il video, credo che sarete solidali con loro:  
  • Gli italiani, o almeno, molti di loro, vanno al mare agli stabilimenti balneari. Beh, ai miei studenti sembra strano che dopo tanto caos sparpagliato sul suolo del bel paese, proprio il luogo dedicato al relax sia così ordinato, sdraio e ombrelloni in bella fila, cabine che seguono uno schema geometrico ben preciso, confini netti e separati tra uno stabilimento e l’altro. E i bagnini che sembrano i padroni di casa, sempre a controllare tutto e tutti e a mantenere l’ordine e la pulizia.
Una bella fila di ombrelloni

Una bella fila di ombrelloni

  • sempre al mare, gli italiani non si cambiano il costume, restano col costume bagnato, raramente praticano il nudismo e in generale sembrano piuttosto pudici nel cambiarsi in spiaggia, e vi arrivano col costume già addosso. Beh, tutto questo appare piuttosto curioso ai miei studenti tedeschi, abituati ad un approccio più naturalista e tranquillo rispetto alla nudità.
  • Il tema del mare e della spiaggia è stato un po’ il leit motiv di una delle lezioni, perché un’altra delle cose trovate curiose erano i pantagruelici pasti consumati dagli italici bagnanti. I “miei” tedeschi si stupiscono anche del fatto che gli italiani, quando passano una giornata intera ai bagni, facciano una vera e propria pausa pranzo, spesso proprio a tavolino, con un pasto abbondante e completo, un po’ come se fossero a casa o al ristorante.

L’ultima lezione poi si è incentrata più sul tema delle relazioni, e qui è stato molto interessante vedere come anche gli stessi tedeschi ammettessero che non fosse facile fare amicizia con altri tedeschi. C’è chi ha parlato del Freizeitstress, cioè lo stress derivato dall’avere il proprio tempo libero già programmato e dall’ansia derivata dall’avere un’agenda bella piena di impegni (non lavorativi) per settimane e settimane. Questo stress pregiudicherebbe in qualche modo l’apertura a nuove amicizie, non essendoci lo spazio per pensare a nuove relazioni e nuovi appuntamenti.

Alcuni degli studenti, non originari di Friburgo, o che in passato hanno vissuto in altri posti, hanno detto di aver avuto un po’ di difficoltà a stringere nuove amicizie. E così, quasi tutti hanno scelto questo tema nelle discussioni a gruppi. E ne è uscito un piccolo manuale di autoaiuto ad uso e consumo di chi, come me, è alla ricerca di modi per farsi nuovi amici. Ma vediamo in dettaglio alcuni, tra i tanti, dei consigli profusi:

  • partecipare a un corso di cucina, taglio&cucito, o di un’altra lingua alla VHS
  • farsi membro di un club di qualsiasi genere (sportivo, taglio&cucito…)
  • andare in un Biergarten e attaccare spontaneamente bottone con qualcuno
  • invitare i propri vicini di casa per un caffè
  • iscriversi a un gruppo di coro
  • cercare un partner di tandem – per chi non la conoscesse è una pratica carina: si cerca un partner germanofono interessato a migliorare il proprio italiano e ci si incontra periodicamente e si parla metà tempo in tedesco e metà in italiano.
  • lamentarsi

su questo ultimo punto vorrei aprire un discorso a parte, perché anche una sera ad una festa tra amici italiani espatriati era uscito lo stesso consiglio. Sembra infatti che i tedeschi amino lamentarsi e che quindi quello della lagna possa essere un buon metodo per creare un contatto. Mi hanno suggerito di provare con temi come: le troppe tasse, il tempo, i numerosi cantieri, le assicurazioni e così via. Così ho pensato che all’asilo, viste le esperienze fallimentari collezionate finora, proverò presto a lamentarmi dell’enorme cantiere che si trova proprio di fronte all’edificio e vediamo come va, magari è la volta buona che le mamme tedesche si ammorbidiscono!

A presto con altri dettagli e nuovi aggiornamenti didattici!

5 commenti

Archiviato in il gioco delle differenze, italiano per stranieri

5 risposte a “Progetti didattici ma non natalizi – seconda parte

  1. Fantastici questi consigli! Anch’io sono stato all’estero per un periodo (in Francia e in Scozia) e capisco bene la voglia che si ha di socializzare con qualcuno. Grazie per il link, ti ho aggiunto anch’io tra i blog amici. Buone lamentazioni e in bocca al lupo!🙂 Fede

  2. Ciao Fede! Grazie, anche se i consigli non sono miei, ma, appunto, dei miei studenti. Mi piace molto il tuo blog, che ho scoperto da pochissimo. In bocca al lupo anche a te col tuo gnappo!

  3. Ah, non immaginavo che lagnarsi funzionasse! Comunque si, vada per i corsi di vario tipo (io faccio sport ma dal punto di vista sociale non ha funzionato, sono tutti super-impegnati a eseguire gli esercizi come stakanovisti e non si preoccupano molto dell’intorno..) e si, anche il tandem è un’idea molto carina! Tra l’altro facendo il tandem ho scoperto che in alcuni libri su cui i tedeschi studiano l’italiano ci sono dialoghi incredibili che ci raffigurano praticamente come dei mezzi deficienti… -_-

  4. Dello sport, beh, non sei la prima che me lo dice, anche una mia amica aveva tentato col pilates, sia per la forma fisica che per qualche nuovo contatto, e niente di niente, nello spogliatoio tutti a fissarsi le punte dei piedi pur di non parlare. E sui libri di italiano edizione crucca, sfondi una porta aperta, io che ne devo usare alcuni per lavoro, certe volte sono in imbarazzo per i dialoghi proposti. Il tandem per me finora purtroppo non ha funzionato, ma forse devo ritentare. Sul lagnarsi il dibattito è ancora aperto, il primo o la prima che lo sperimenta faccia sapere se funziona!!! ciao ciao

  5. Pingback: Socializzazione tedesca – cronaca del tentativo n. 1 | malditestadellimmigrata

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