Signora, dovrebbe prendere un appuntamento telefonicamente.

Nota su una scena di ordinaria incomprensione con un’infermiera di uno studio medico.

Ebbene sì, nonostante il 2012 sia ormai finito, chiuso, passato, archiviato, pare che i malanni non abbiano ancora del tutto abbandonato il mio corpo. Così questa settimana mi sono goduta una bella influenza, al completo. Ho iniziato con la febbre, piuttosto alta, poi è arrivato un mal di gola terribile e alla fine anche un bel raffreddore, di quelli che ti fanno parlare come l’orso Yoghi (do, do, non scherzo, parlavo proprio così, dudda chiusa e nasale).

Arrivata a giovedì ho ingenuamente pensato di essere ormai sulla dolce discesa della guarigione, così la sera me ne vado a nanna tutta contenta, sperando che finalmente una bella dormita, un lungo riposo, mi potessero regalare un risveglio finalmente in forma, o almeno con un naso meno gocciolante. E invece. Dormo malissimo, agitata, con mille risvegli e un fastidio sordo che nel sonno non identifico chiaramente. Mi sveglio a pezzi e con un dolore lancinante ad un orecchio. Giuro. Mal d’orecchio. Ero davvero distrutta e col morale a terra. Il mondo ce l’ha con me, sto invecchiando precocemente, ma guarda qui in che stato, non riesco a ragionare da quanto mi fa male…e cose così, al punto che ho pensato che lui mi mandasse alla rottamazione, e invece, saggio, razionale, placido mi fa: ma un giro dalla dottoressa, no?

In effetti, mica ha torto. Brava brava, già con timore di otite o chissà che altro, me ne vado dalla mia carinissima dottoressa di famiglia (Hausarztin), senza appuntamento e consapevole che la cosa può essere longa. Lunga è stata lunga, ma una cosa ragionevole. Mi guarda rassegnata, dato che credo che abbia visto più volte me negli ultimi mesi che i su’ figlioli, e procede alla visita. Et voilà, trova un simpatico tappo nell’orecchio. E’ quello che mi fa male. Da togliere subito. Noioso e doloroso, ma niente di che.

Mi da tutti i fogli e foglietti del caso e mi indica due studi medici di otorini che potrebbero essere aperti di venerdì pomeriggio per fare questa piccola procedura. Visto che uno dei due studi è a 100 mt da dove mi trovo e visto che già ci sono stata, decido di passarci di persona per chiedere in ginocchio un appuntamento per il pomeriggio.

Mai errore fu più grave. L’infermiera che sta al bancone all’ingresso mi dice di avvicinarmi. Porgo timidamente la mia ricetta e spiego che il mio medico di famiglia mi ha ordinato di fare in giornata questa procedura e che, appunto, sono passata per chiedere se potevano farmela in giornata.

  • Signora, lei ha un appuntamento?
  • No, appunto, le dicevo, la mia dottoressa stamattina ha trovato questo tappo, che va rimosso, e mi chiedevo se fosse possibile oggi…
  • Oggi? Beh, siamo pieni e lei non ha un appuntamento.
  • Sì, ho capito. Ma oggi pomeriggio non avrest-
  • Oggi pomeriggio siamo chiusi. E poi, signora, prima di venire al nostro studio, è necessario prendere un appuntamento.
  • Sì, lo so, infatti sono passata proprio per-
  • Signora, prima di venire qui da noi è meglio sempre telefonare per prendere un appuntamento
  • Sì, ho capito, ma visto che ero qui vicino, ho pensato di chiedere di persona se potevate darmi un appuntamento per questa cosa urgente per oggi pomeriggio.
  • Oggi pomeriggio siamo chiusi, lei dovrebbe sempre telefonare per prendere un appuntamento, così si risparmia il viaggio.
  • Sì, ho capito, non pensavo ci fosse differenza, ero qui vicino, visto che il tedesco non è la mia lingua preferisco sempre parlare di persona, non credevo fosse un problema (stavo iniziando veramente a innervosirmi)
  • Allora chiedo al medico se è possibile farle procedura.
  • Grazie molto gentile.
  • ….attesa di pochissimi minuti….
  • Allora, signora, si può accomodare nella sala d’aspetto. La avviso, però, che dato che lei E’ SENZA APPUNTAMENTO (shame on me) ci sarà da aspettare molto. Ah, aspetti, mi dia un suo documento che la registro. Ha la carta dell’assicurazione?
  • (Io sono stupita, non credevo mi facessero rimanere) Ok, non c’è problema per l’attesa. Senta, il mio nome è BLA BLA BLA, sono già registrata, sono già venuta in passato nel vostro studio. Non ho la carta, sono con l’assicurazione privata.
  • (Sorriso tirato) Sì, ok, perfetto. Si può accomodare, i tempi d’attesa potrebbero essere lunghi, visto che è SENZA APPUNTAMENTO. E si ricordi, la prossima volta, di telefonare prima.

O, ma tutte io le trovo?????

Da questa conversazione ho capito delle cose molto importanti, tra cui: prima di andare in un studio medico, anche solo per chiedere un’informazione o per prendere un appuntamento, DEVO PRIMA TELEFONARE. Questa è la procedura. Se si esce dalla procedura, beh, si manda in tilt il sistema.

Comunque, con o senza appuntamento, in meno di mezzora, massimo 3 quarti d’ora, ero fuori dallo studio, con un orecchio dolorante ma stappato. La procedura assomiglia ad una tortura cinese: il dottore, con una pistolina speciale, spara un getto d’acqua direttamente nell’orecchio, e poi dopo, un’altra pistolina, aspira quello che c’è da aspirare.

Così, in un gelido ma soleggiato venerdì friburghese, ho imparato che discutere con le infermiere tedesche non è cosa facile, sono dure come le pine verdi – questo non è il primo episodio di incomprensione che mi capita, ve lo posso assicurare! Ed ho di nuovo confermato che il concetto di “aspettare tanto” espresso dai tedeschi non coincide con la nostra stessa scala temporale.

Giusto per fare un confronto al volo, qualche giorno fa mio fratello si è fatto male a scuola, mia mamma lo ha portato al pronto soccorso, non era niente di grave, gli hanno dato qualche punto sul mento e via. Alla fine della fiera sono stati al pronto soccorso tra le 5 e le 6 ore, erano stravolti, ma il succo è stato “dai, non è andata poi così male, s’è aspettato un po’, ma poteva andare peggio”. La percezione del tempo, e in particolare dei tempi d’attesa, è davvero una cosa relativa!

Meno male che stamattina mi sono svegliata, sì all’alba, ma almeno più in forma di ieri. (e no, in realtà non è l’alba, fuori è proprio buio, e nevica, ma vabbè).

Non è proprio l'alba, è tutto buio, fa freddo e nevica. Buongiorno! Foto fatta col cellulare, pessima qualità, sorry

Non è proprio l’alba, è tutto buio, fa freddo e nevica. Buongiorno! Foto fatta col cellulare, pessima qualità, sorry

10 commenti

Archiviato in il gioco delle differenze

10 risposte a “Signora, dovrebbe prendere un appuntamento telefonicamente.

  1. lol.
    cmq il segreto dell’acciaio è nella mano di chi lo impugna (conan)

  2. Fernando

    Ciao, mi chiamo Fernando e vivo da più di 40 anni in Germania, le storie che scrivi mi piacciono molto.
    Voglio farti sapere perchè l´infermiera si comportava così, è una questione di mentalità, per un tedesco è inpensabile andare a visitare un amico senza prendere un appuntamento per telefono, solo perchè si è nelle vicinanze.
    Lo stesso vale per appuntamenti dal medico, e qualsiasi altra cosa.
    Mentalità tedesca: non si va mai ha disturbare qualcuno, si aspetta di venire invitati,
    non si telefona dopo le otto di sera a meno che sia molto, molto importante, per esempio un incidente.

  3. Ciao Fernando! Grazie per il tuo commento, in effetti sto ancora prendendo le misure con questa mentalità tedesca. Per quanto riguarda gli inviti e gli amici e gli appuntamenti capisco benissimo cosa vuoi dire, ma per uno studio medico? Davvero è così strano passare di persona in uno studio per prendere un appuntamento? (io mica volevo essere visitata senza appuntamento, ci mancherebbe) Sarà che ancora mi comporto qui come mi comporterei in Italia.
    Grazie, spero a presto
    ciao

  4. pinguino

    Ho trovato tramite altri blog il tuo blog, abitiamo non lontanissime dato che io vivo in svizzera e adoro la città in cui vivi. Confermo quanto detto sopra, anche in svizzera andare in uno studio medico senza appuntamento preso precedentemente per telefono non si fa. Le “infermiere” sono molto fiscali in questo e sembra di parlare ai muri. Alle volte me ne frego bellamente e dico che è una urgenza e che voglio aspettare, tanto il tempo d’attesa è sempre meno dell’attesa in uno studio italiano.
    Al telefono con certe infermiere non ci voglio proprio parlare, di solito qui assumono ragazzine di poco meno di 20 anni che non parlano tedesco ma dialetto svizzero! Ho bisogno degli untertitel solo per capire il nome dello studio 😀

  5. Oddio, non mi voglio immaginare come possa essere parlare al telefono con qualcuno che parla schwyzerdütsch!!! a servono i sottotitolo anche solo per parlare coi tedeschi di qui (che spesso hanno un forte accento badisch). Anch’io spesso adotto il metodo “ingenua” e vado a dritto, ma qualche volta mi becco le ramanzine dalle infermiere, che sanno essere cattivissime 😉

  6. Ciao Nicla,
    also das kommt wirklich auf den Arzt an. Bei Hausärzten ist das in der Regel eher unproblematisch. Spezialisten haben es lieber, wenn man einen Termin vereinbart, aber letztlich kommt man meistens doch schnell dran. Häufig kümmert sich auch die Praxishelferin des Hausarztes um einen Termin beim Spezialisten, wenn es dringend ist. Das ist in Freiburg zum Glück meistens einfach, weil wir hier sehr viele Spezialisten haben.

    Und: Ich finde es nicht ungewöhnlich, einen Termin persönlich zu vereinbaren. Das habe ich auch schon gemacht, weil auch ich manchmal lieber persönlich vorbeigehe als anzurufen.
    Ich denke, dass diese Praxishelferin etwas speziell war.

    Ich kann aber bestätigen, dass es in der Schweiz nach meiner Erfahrung wesentlich “strenger” zugeht und auch in Großstädten wie Basel schwieriger ist, spontan einen Termin zu bekommen.

    Ich kann Dir einen HNO-Arzt empfehlen, mit dem ich sehr zufrieden war (Siegesdenkmal). 😉

    Viele Grüße

    Stefan

  7. Se si esce dalla procedura, beh, si manda in tilt il sistema.

    Genau 🙂

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