Confessioni di una mamma mancata

30.10.12 ore 7 del mattino

Sul treno per Milano, in attesa di partire. Un po’ nervosa e un po’ sollevata per questa decisione. Allora è scattato il bisogno di scrivere per chiarirsi le idee, per sfogarsi un po’, per coccolarsi anche. Questa nuova gravidanza, un po’ voluta, un po’ intimamente temuta, mi sta mettendo in difficoltà. C’è una felicità, una gioia in fondo, dentro di me, che ancora non è riuscita a esplodere, che ancora è soffocata da una catena di eventi che sembra non terminare mai, siamo solo all’inizio del 4° mese!

Prima le perdite, le emorragie, i crampi e le corse all’ospedale, col dubbio che ogni volta fosse l’ultima, che quest* bimb*  forse non era sulla via giusta. E i dubbi. Se una gravidanza non si evolve nei primi tre mesi, probabilmente si tratta di selezione naturale, e forse, per quanto dispiaccia, è meglio così. E quindi il sospetto che l’intervento medico per stabilizzare la cosa, forse non era la cosa migliore. Ma anche il desiderio che andasse tutto bene e di sentirsi finalmente dire che il pericolo era scampato. Poi l’ipotesi della doppia gravidanza e lo shock retroattivo, ma i pezzi del puzzle che in qualche modo tornano al loro posto. Ma l’ansia, lo stress, la pressione che mi schiacciano in questi giorni sono incalcolabili. O forse sono calcolabili tramite le chiazze che ormai ornano la mia pelle e diaboliche mi istigano a grattarmi sempre di più, in un loop terribile e autodistruttivo. Così l’esame più tranquillo, il controllo medico prenatale che si dava per scontato e che aspettavo con una certa impazienza, diventa cruciale. E sapere che per superficialità, leggerezza o semplicemente gap culturale mi viene negato di farlo mi ha fatto impazzire. Mi sarei strappata la pelle di dosso per il senso di rabbia e di impotenza che mi ha pervasa e abitata nelle ultime ore.

E così, per una volta, l’Italia, che di solito sembra capace di dare solo delusioni, mi offre una soluzione, un appiglio, un’ancora di salvezza a cui aggrapparsi e finalmente respirare di nuovo.

E così eccomi sul treno per Milano, in un’alba ghiacciata ancora indecisa tra il grigio e l’azzurro e per ora solo biancolatte. Il prurito sembra essersi acquietato come gli altri demoni che mi fanno compagnia. Forse è il sollievo, o forse l’aver interrotto il progesterone o aver finalmente imboccato la via giusta per curare questa pelle insurrezionalista.

E la voglia di scrivere mi è venuta così, sgorgata da dentro, potente e ineluttabile, dedicata a me stessa, ma animata da desideri più segreti e intimi.

Generata dalla voglia di comunione, al di là del tempo e dello spazio, con quella persona che un giorno sarà mi* figli*, quella persona che ancora non è, ma che potrebbe essere. Quell’essere in divenire che in questo momento dipende così tanto da me, da non poter esistere senza di me. Ma è complicato, perché è una condizione transitoria e spesso reversibile.

Sara non esisterebbe senza di me, e ora che esiste io sono consapevole di essere quella che sono adesso anche grazie a lei e mi è difficile immaginare altrimenti.

E così questa nuova persona che potrebbe esistere tra qualche mese, per ora per me è un’idea, un grumo di energia e di cellule che vive in me e che ha la forza di innescare una bomba di gioia, ma che fino ad ora non ha ancora avuto la forza di farla scoppiare. E gli/le dedico questi pensieri e queste parole, perché vorrei così tanto che tra qualche anno potesse esistere e potesse leggerli.

(Non avendo trovato un appuntamento a Friburgo, quel giorno avevo l’appuntamento per la translucenza nucale in un famoso studio medico di Milano, purtroppo dall’ecografia si è visto che non c’era più battito, due giorni dopo mi hanno ricoverata per l’intervento.)

Confessioni di una mamma mancata: avevo bisogno di distrarmi da questa cosa quando ho iniziato a scrivere questo blog, per questo dico spesso che per me è un blog terapeutico.

8 commenti

Archiviato in cose di mamma, Intimamente

8 risposte a “Confessioni di una mamma mancata

  1. c’è poco da commentare: ahi!

  2. lalienorossonellettodelviva

    …and it’s hard to dance with a devil on your back

    I am done with my graceless heart
    So tonight I’m gonna cut it out and then restart
    Cause I like to keep my issues strong
    It’s always darkest before the dawn

    Shake it out, shake it out, shake it out, shake it…

    F&TM docet

  3. Un abbraccio. La seconda gravidanza l’ ho trascorsa praticamente a letto, immobile. Alcuni in ospedale, pensando al mio piccolo a casa con la nonna.
    Ricordo quanto amavo quel piccolo esserino che combatteva con me…Io sono stata fortunata, a differenza di tante altre mamme “mancate ” conosciute in quei mesi. Mi ricordo ancora il terrore ad ogni ecografia…oggi Giuli ha 23 anni !

  4. Anonimo

    grazie per aver condiviso!se ne parla poco
    mi è piaciuta molto la delicatezza e l’umanità con cui hai parlato di te e di ciò che ti è successo…

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