Fichi e mandorle e i sapori dell’anima

Ieri ho avuto un’epifania gastronomica. Sono andata a fare la spesa da Real, il mitico supermercato che tanto assomiglia ad una coop italica e che offre una gamma di prodotti per me fondamentali (varie marche di pasta italiana, carne decente, diversi prodotti italiani confezionati a prezzi ragionevoli). Per la spesa, quella grande, è perfetto.

Mentre girovagavo senza troppa concentrazione tra una corsia e l’altra, perdendomi come faccio sempre, mi sono ricordata che mancava la marmellata, così mi sono gettata a capofitto tra confetture e creme varie. All’inizio ho cercato prodotti locali, magari con una quantità ragionevole di frutta dentro. Poi sono stata affascinata dal numero infinito di marmellate di bacche (Beeren di ogni sorta) che c’erano sugli scaffali e mi è salito un moto di rimpianto per le marmellate di casa mia. Ad un certo punto sono stata letteralmente folgorata. Da uno scaffale in basso è spuntata una marmellata di fattura austriaca che mi ha riempita di gioia: FICHI CON MANDORLE.

Ora credo che sia necessaria una digressione, che forse avrei potuto semplicemente fare senza annunciare, ma vabbè.

Io ho alcune preferenze alimentari ataviche e ci sono dei gusti, dei sapori, degli odori,  che sono per me essenze dell’anima. Potrei citare il romantico odore della salsedine, o il più terreno profumo del prosciutto crudo o della zuppa di cozze fumante. Si tratta di una lista lunga e non sempre sensatamente gastronomica o sensata in generale. Qualche volta sono profumi legati a un momento particolare, qualche volta sono sapori o odori che hanno permeato la mia vita per tanto tempo fino a diventarne parte integrante. Tra questi ci sono cose anche meno romantiche di quelle citate, come per esempio l’odore dei piedini della mia bimba, non sempre ottimo, ma che mi commuove sempre (forse tra qualche anno non la penserò più così…) o quello di fumo di sigarette che c’è a casa di mia nonna, anche se lei, invece, misteriosamente profuma sempre.

Ed è così che arriviamo ai FICHI CON MANDORLE. C’è stato un bel periodo della mia vita in cui ho vissuto con mio padre nella nostra bellissima casa di Livorno , andavo ancora al liceo, e lui aveva l’abitudine di fare la spesa da qualche parte vicino casa. Ad un certo punto portò a casa dei vasetti di marmellata particolari, non erano di vetro, ma fatti quasi come una lattina, color alluminio. Portò a casa la confettura extra di more di rovo dei F.lli Chiaverini, una ditta della zona di Firenze.

La "lattina" della marmellata di more Chiaverini

La “lattina” della marmellata di more Chiaverini

Questa marmellata era un nettare, una droga, era buona come una marmellata fatta in casa, il gusto era intenso, il profumo fantastico. Divenne la nostra marmellata prediletta. Ci facevamo colazione spessissimo. Una goduria!

Poi un giorno approdò a casa nostra anche un nuovo gusto della stessa marca. E lì pensai seriamente che avrei potuto sposare uno dei F.lli Chiaverini, credendo ingenuamente che si trattasse davvero di due fratelli che, alla luce fioca di una lampada, in un cascinale tra i colli fiorentini, bollivano dei pentoloni enormi di frutta per regalare a noi comuni mortali quelle delizie paradisiache. Non ho mai indagato questo aspetto, magari ci sono davvero due fratelli Chiaverini a gestire l’azienda…

Insomma, babbo comprò la marmellata di FICHI CON MANDORLE. Amore a prima vista e al primo assaggio. Una delle cose più dolci e caloriche che abbia mai mangiato, e un abbinamento davvero azzeccato.

Per me quelle marmellate rimangono il simbolo di quelle belle colazioni fatte insieme col mi’ babbo, della coccola dopo pranzo e dopo cena, un pezzetto di pane con un cucchiaino di una delle due marmellate, dello sfizio a merenda, tra un compito per casa e l’altro. E anche se l’adolescenza raramente è serena, per me sono un morso di serenità e di gioia, anche se probabilmente  sono piuttosto una bomba zuccherina!

Così ieri, all’improvviso e senza alcun avvertimento, spunta fuori questa confettura austriaca, FEIGEN MIT MANDELN (fichi con mandorle) e io ovviamente ho iniziato a gioire, tanto che la mia amica che faceva la spesa con me e la mia bimba che se ne stava imbalsamata nel carrello mi  hanno preso per matta.

Stamattina ho dovuto fare la prova e aprire quel vasetto così carico di promesse

Marmellata viennese Feigen mit Mandeln

Marmellata viennese Feigen mit Mandeln

L'originale fichi con mandorle della Chiaverini

L’originale fichi con mandorle della Chiaverini

La confettura viennese è davvero buona, anche se il gusto è proprio diverso da quello  del prodotto italiano. Dentro c’è del succo di limone e in generale è meno dolce, le mandorle sono tagliate a fettine sottili e non a pezzi e quindi si perdono un po’ in mezzo alla massa della marmellata. Se non avessi impresso nella memoria delle mie papille gustative il sapore della marmellata Chiaverini probabilmente l’avrei trovata molto buona e basta. Ma visto il carico emotivo, sono rimasta purtroppo insoddisfatta da questo esperimento. La cosa bella, però, è stato che ho ripensato a tutta questa storia delle colazioni col mi’ babbo e, anche se mi è salita un po’ di nostalgia, sono tornati tanti bei ricordi e tante belle immagini e alla fine la giornata è girata davvero bene.

Una bella domenica da ricordare, non solo per i ricordi tornati a trovarmi, ma per tante altre cose, il sole, la bimba di buon umore, il brunch (come i fighetti) in un ristorante carino a Wiehre, la buona compagnia e la guerra con le palle di neve. Tra qualche anno ci sarà un dettaglio, un colore, un sapore, un odore che mi riporterà il ricordo di questa bella domenica, di come l’ho passata e dei pensieri che ho avuto, così torneranno anche gli altri ricordi più vecchi, come una scatola cinese di emozioni. Buona domenica!

8 commenti

Archiviato in cose di mamma, Nostalgie, riflessioni (finto profonde) a caso

8 risposte a “Fichi e mandorle e i sapori dell’anima

  1. Simona

    Bella mia! Come ti capisco! I “fratelli Chiaverini” con le loro marmellate, lasciano il segno! Confermo, sembrano confezionate in casa! Ma c’è anche un’altra marmellata, quella della ” conserve della nonna”, che non scherzano in quanto a sapore! Le assaggiai tanto tempo fa, soprattutto quelle alle albicocche …. sembrava frutta fresca! Qui sotto ti metto il link del sito! Non so se a Friburgo ci sono, ma quando verrai te ne farò trovare un barattolo e deciderai se cambiare fornitore!😉 Buone coccole marmellatose !
    http://www.conservedellanonna.it/homemadelike/prodotti/default.aspx

  2. rino

    massimo rispetto per i tuoi ricordi, ma delle marmellate chiaverini quello che posso dire è che una volta in un laboratorio chimico ben attrezzato, dopo giorni di ricerche, è stata riscontrata la presenza di tracce di frutta tra lo zucchero…

    • uff, che precisino, mica ho detto che son genuine, ma che son bone sì, e sì che lo sai che in fondo in fondo mi garba la roba chimica da mangia’, come se tu non mi conoscessi, a casa mia hai visto i pacchi giganti di biscotti del mulino bianco (orrore!)😉

  3. rino

    (e brava simona! io sono andato fino a parma per la mia marmellata di amarene: buona come quella che faceva mia madre è solo quella delle conserve della nonna. a livorno è introvabile)

  4. Mai assaggiata fichi e mandorle. Io sono fortunata, ho mia cognata che le fa in casa. Quest’ estate mi ha regalato alcuni vasetti di marmellata di fragole e rabarbaro. L’ etichetta é stata uno spasso, diceva: ” marmellata di fragole, rubate”

  5. veronica

    scusate, intervengo in quanto massima autorità – modestia a parte – nel campo delle marmellate di arance. per anni la più buona del pianeta era quella delle conserve della nonna. la compravo a parma, dietro casa mia, in uno spaccio di frutta e verdura dove andavo il sabato mattina in bici… sarà perché ero giovane bella libera e felice? forse. in ogni caso marmellata di arance con i pezzi di scorza buonissima. poi siamo venuti a livorno, e non si trova… fra l’altro, ricomprata a parma dopo alcuni anni, ho scoperto che hanno cambiato la ricetta, i maledetti: scorze più piccole e meno polpose, una fregatura.
    poi un giorno ho provato – solo perché era in supersconto – marmellata di arance chiaverini. e non dico altro.
    p.s. quello là che si chiama rino che dice che c’è troppo zucchero, lasciatelo stare. non ne sa nulla lui, di marmellate di arance.

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