L’ingenuità della turista sprovveduta

Sono stata a Livorno più di una settimana, e dovrei saperlo che, nonostante questa città sia diventata il prototipo del posto col clima perfetto nel mio cervello, in realtà il clima così perfetto non lo è.

Come sempre la lontananza addolcisce i ricordi e quindi Livorno per me è la città del mare, dell’estate, del sole, del poter andare al mare da maggio a settembre, ma se butta bene anche da aprile e un po’ fino ad ottobre. E poi è vero che è colpita dai fenomeni meteorologici come tutto il globo, ma non si sa perché le tempeste e gli altri eventi funesti vi si abbattono sempre con meno violenza che nel resto d’Italia, sicché alla fine come livornesi ci si consola un po’. Siamo bloccati dalla neve, ma nel resto d’Italia è sempre peggio che da noi. Siamo allagati, ma nel resto d’Italia qualche città è proprio sommersa. Insomma, sarà per questi motivi o per la mia demenza gestazionale, a questo giro ho proprio sbagliato tutto nel prepararmi alle vacanze livornesi.

Sono arrivata  a fine marzo e ho trovato freddo. Ma freddo. Tempo schifoso. Pioggia. Vento. Cielo grigio e plumbeo. Acquazzoni. E ho patito freddo, più di quanto ne patisca di solito a Friburgo. Sì, più che a Friburgo perché non ero attrezzata. Nonostante avessi visto le brutte previsioni del tempo, non ci avevo creduto fino in fondo. E così mi sono ritrovata bagnata  come un pulcino e spesso infreddolita perché con troppi pochi strati addosso. E mi sono sentita come quei turisti sprovveduti che fanno cose come andare in maniche corte a San Francisco a settembre, o senza ombrello o impermeabile a Londra, o con le ballerine nella foresta nera. Ingenua e sprovveduta, a questo giro, a Livorno, ho avuto nostalgia di Friburgo. Soprattutto dell’equipaggiamento friburghese.  Delle scarpe anti freddo, anti pioggia, anti neve.  Della giacca impermeabile, calda, anti vento – che in realtà mi sarei anche portata dietro, ma che, essendo stretta in vita, stenta a chiudersi sulla pancia e sul seno. Ma la cosa che più mi ha spiazzata è stata la leggerezza con cui ho fatto la valigia della bimba.

Bimba intenta a cercare i granchi, grattarsi sulle rocce, bagnarsi con l'acqua di mare gelida, il tutto col giacchettino Bon Ton della geox, considerato elegante fino a 5 minuti prima. Da notare il grigiore della giornata.

Bimba intenta a cercare i granchi, grattarsi sulle rocce, bagnarsi con l’acqua di mare gelida, il tutto col giacchettino Bon Ton della geox, considerato elegante fino a 5 minuti prima. Da notare il grigiore della giornata.

Le ho preso poche cose perché a Livorno riceve sempre un sacco di regali, soprattutto vestiti e cose così. Non ho portato le cose da pioggia, i pantaloni gommati o la tuta termica, perché ho pensato che non servissero. E invece. Ci sono stati un paio di giorni in cui mi sono proprio pentita di questa mia svista, avrei voluto imbustare la bimba (come fanno i tedeschi) con la sua bella tuta antiacqua/antifango e portarla fuori senza tanti problemi. Vabbè, ormai è andata e ora che la bimba è ancora a Livorno, mentre io sono a congelarmi le chiappe a Brighton (altro capitolo che aprirò a breve), spero che il clima in Toscana sia addolcito e lei si stia godendo il sole tiepido e il profumo del mare. E la prossima volta, al momento di fare le valigie, starò più attenta. Abbigliamento pesante anche per Livorno (e ovviamente farà un caldo mostruoso). Scarpe da pioggia (e ovviamente non cadrà una goccia). Tuta impermeabile e antifango ( e ovviamente sarà tempo di nuotare in mare e mi sarò dimenticata il costume). L’importante però è aver preso coscienza e non rimanerci tanto male, ma fare gli indifferenti, come i tedeschi in pantaloncini che ho visto girovagare sotto un gelido acquazzone nel centro di Livorno poco prima di Pasqua.  Ah, ci voleva proprio un bel post originale sul tempo. Ora che lo rileggo potevo intitolarlo “non ci sono più le mezze stagioni” 😉

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7 commenti

Archiviato in cose di mamma, in giro per la Germania e per il mondo, Nostalgie

7 risposte a “L’ingenuità della turista sprovveduta

  1. simonetta

    ….cara Nicla, un mio amico tedesco doc, ai miei commenti sul tempo, risponde sempre: “Non esiste tempo brutto, esiste solo abbigliamento sbagliato….”. te lo suggerisco come titolo per il tuo prossimo post da Brighton!

    • mi sa che il tuo amico tedesco è molto saggio, non c’è dubbio, ma per affermare che non esiste tempo brutto, mi sa che è proprio crucco 😉 ci vediamo presto in crucconia!

      • simonetta puleio

        …mi dicono che in realtà la citazione è del fondatore degli Scout, l’inglese Baden Powell (che di tempo di schif…se ne intende!). “nessun tempo è così brutto se sei vestito con l’equipaggiamento giusto…” sarà…..

        Dott.ssa Simonetta Puleio Institut für Literaturwissenschaft ITALIANISTIK Universität Stuttgart Keplerstrasse 17 70173 STUTTGART

        mar 09/04/13 06:47 , malditestadellimmigrata

  2. letterio lillo pulejo

    mi e’ piaciuto quello che ha scritto Simonetta, “Non esiste tempo brutto, esiste solo abbigliamento sbagliato….”. e’ proprio vero

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