Welcome to the UK – muri di gomma e soluzioni all’italiana

Un post al volo, un piccolo sfogo, da piccola italiana sprovveduta. Quelli che già ci son passati rideranno. Quelli che hanno vissuto la stessa cosa, ma in Italia, penseranno “ben ti sta”. Quelli che hanno vissuto la stessa cosa, ma in Germania, non lo so cosa penseranno, forse saranno solidali. Boh.

Insomma, sono a Brighton da una settimana. Cerco casa. In realtà, tanto per complicarmi la vita, ho deciso di fare una cosa strana. Visto che il progetto a lungo termine è di comprare e visto che per gli affitti si deve venire all’ultimo momento, ho prenotato vari appuntamenti per le case in vendita. Mi è sembrato un metodo, come un altro, per conoscere la città, girarla coi mezzi, avere un’idea dei servizi che i vari quartieri hanno, informarsi sulle scuole, vedere le tipologie di case e farsi un’idea generale di cosa sia abbordabile col nostro budget.

Quando avrò una casa qui, la decorerò con queste bellissime palline colorate che si illuminano

Quando avrò una casa qui, la decorerò con queste bellissime palline colorate che si illuminano

E così è stato. Parallelamente ho pensato che fosse saggio aprire un conto in banca e prendere qualche informazione preliminare sui mutui. Ed è lì che ho trovato i muri di gomma.

Mi sono presentata bella bella in una delle tante banche che ci sono in centro, andando a naso e scegliendola britannica, che non si sa mai. Ho chiesto al tizio apposito qualche informazione, spiegando che mi sarei trasferita a breve e che volevo aprire un conto ed eventualmente avere anche qualche notizia preliminare sui mutui (cosa serve, che tempi ci sono, cose così). Nel momento esatto in cui ho specificato che ancora non avevo un indirizzo fisso in UK ho visto che al tizio si abbassava la serranda sugli occhi. Sguardo vitreo, tremore alle mani. E’ andato di corsa da un altro tizio. Il nuovo tizio, che avrà avuto sì e no 20 anni e ne dimostrava 16, è stato più esaustivo, ha ascoltato la mia richiesta, mi ha detto che in quanto cittadina europea potevo aprire il conto, con un indirizzo di residenza tedesco, e mi ha detto di tornare con un passaporto e il mio indirizzo in Germania. Mi ha anche fissato un appuntamento con la consulente per i mutui.

Così due giorni dopo ritorno dal mio secondo tizio, col mio bel pacchettino col passaporto e la lettera dell’università che prometteva di assumere il mio coniuge. Mi siedo, lui prende il documento, inizia ad inserire i dati e mi chiede l’indirizzo in UK. Gelo. Gli ridico che non ne ho uno. Ah, peccato. Allora il conto non si può aprire. Ma come? Se ho espressamente chiesto questa cosa l’altro ieri e mi hai detto che potevo? Discutiamo. Mi dice di dare l’indirizzo del B&B in cui alloggio. Mi sembra assurdo farsi spedire lì una nuova carta bancomat e il relativo pin. Alla fine contrattiamo, e nonostante il mio immenso sfavamento, mi arrendo e decido di fornirgli l’indirizzo di una mia zia che vive a Londra e che gentilmente si è offerta di aiutare in caso di necessità. Ma già mi esce il fumo dal naso dal giramento. Mi sembra che il tizio mi abbia presa in giro. Vabbè, sbrighiamo le formalità, rido sotto i baffi perché è in crisi nera con lo spelling dei nomi, ma anche degli indirizzi tedeschi, ma almeno su quello ha tutta la mia solidarietà.

Alla fine ci spedisce dalla consulente, la mitica Georgina, una tipa supertruzza, truccatissima e impettita, pure lei giovane giovane. La consulente ci preleva dalla saletta in cui ho aperto il conto e prende il foglio coi dettagli del conto, in cui è specificato che lo avevo aperto 10 minuti prima. La prima domanda che mi fa è da quanto tempo vivo in UK e da quanto tempo ho quel conto con la banca. Non so se ridere o piangere, mi butto sull’aggressivo-passivo. Ripeto a pappagallo le cose già dette: mi sto per trasferire, ho un indirizzo provvisorio, mio marito inizierà a lavorare in UK a giugno, vorrei solo delle info preliminari per un mutuo futuro. Oh, yes, lovely! Allora non ha ancora uno stipendio qui? Emh, no, dicevo appunto….

No, perché sa, se io inserisco questi dati nel formulario esce fuori che le informazioni sono insufficienti perché la sua storia creditizia in UK è troppo breve. Grazie al cazzo, è breve sì, ho aperto il conto da 10 minuti!!! Ma non può fare una simulazione basata sullo stipendio previsto e sull’ammontare del deposito? No, ovviamente qualsiasi informazione proveniente da precedenti contratti, altri conti in banca, risparmi ecc è inutile perché generata da un paese diverso da questo. Insomma, la tipa ci ha fatto perdere 3 quarti d’ora per non dirci nulla e oltretutto mi sono ritrovata a pensare intensamente a Kafka e inventarmi maledizioni in aramaico. Per fortuna che dopo, su insistenza di babbo (santo subito) siamo andati in un’altra banca, dove abbiamo trovato una signora ragionevole e professionale che ha saputo dirci molte più cose e spiegarci la tempistica di una situazione del genere, rassicurandoci non solo sul fatto che si tratta solo di aspettare qualche mese prima di poter avere dei dati concreti, ma anche sul fatto che qualcuno ha un briciolo di flessibilità e capisce quello che dico, anche se si tratta di una richiesta fuori dai normali schemi. Che sollievo.

Gli arrivi nei paesi nuovi sono sempre dei battesimi dai quali non si può prescindere. In questo caso, poi, ci ho messo il carico da 11, sperando di poter ottenere più informazioni possibili nel minor tempo possibile, facendo domande a raffica, e rischiando di essere presa per una pazza da internare. Nonostante lo shock culturale, sono contenta di questa settimana, mi è sembrata fruttuosa e mi è stata utile per prenderci le misure. Ho capito che di strada, tra la lingua, la cultura, la mentalità, la guida alla rovescia, gli autobus a due piani e gli impiegati di banca ritardati, ce n’è da farne, e parecchia. Ma anche visto una città carina, vivace, con tante facce e tanti lati da scoprire, molti quartieri interessanti, e tanti italiani (che meritano un post a parte) accoglienti e fantastici!

Il circolo vizioso “conto in banca solo se hai l’indirizzo in UK, casa in affitto solo se hai il conto, conto solo se hai casa” si spezza all’italiana, usando un indirizzo che qualcuno gentilmente ti offre di usare – che sia amico, parente, collega. Il circolo vizioso, comunque, non ha spezzato il mio entusiasmo. E quindi pronti, attenti, via, tra 3 mesi si parte!!!

13 commenti

Archiviato in cervelli in fuga, il gioco delle differenze, in giro per la Germania e per il mondo

13 risposte a “Welcome to the UK – muri di gomma e soluzioni all’italiana

  1. Franca

    Quando ho letto Un italiano in America di Severgnini mi ha fatto tanto ridere. Ma ho riso ancora di piu’ quando venendo qui ci siamo trovati nelle stesse, precise situazioni Es. apri un conto ma siccome non puoi dimostrare di avere avuto debiti e di averli regolarmente pagati non hai storia per cui niente carta di credito da nessuno. C’e’ voluto del bello e del buono grazie anche a mio genero x averne una Ora, a distanza di tre anni gli stessi enti che ce l’avevano negata ogni due x tre ce ne offrono di tutti i tipi che noi sadicamente buttiamo nel cestino.

    • Sì, sono situazioni assurde, ci sono stati dei momenti in cui con babbo ci siamo guardati perplessi, perché sembrava quasi che fossimo dei criminali perché avevamo dei contanti con noi, (euro, oibò) ma nessuna carta di credito UK, e quelli della banca avevano proprio l’espressione del tipo: ma come avete fatto a vivere finora???

      • laura

        Ciaooooo….una mia amica che abita a Berlino mi ha mandato il link al tuo blog. Io vivo a Brighton con il mio bimbo di 3 anni e mezzo in una casa grande e abbiamo 2 stanze da affittare al momento. Se siete ancora alla ricerca battimi un colpo!

  2. christiane barckhausen-canale

    Nicla, allora di racconto la mia esperienza in Molise, quando con una amica abbiamo voluto comprare una casa, sono andata alla banca e volevo mettere sul nostro conto 20 milioni di Lire. L’impiegato della banca mi ha detto se metto una somma cosi grande, mi costara molto e che sarebbe meglio che l’altra meta la metta il mio compagno Giorgio. Li ho detto che Giorgio stava lavorando, l’impiegato ha fatto un bel sorriso, ha detto “non fa niente”, a preso un piego di carta ed ha fatto…..LA FIRMA DI GIORGIO…… hai ragione, cambiare paese e sempre un’avventura!

    • Ciao Christiane, hai proprio ragione, cambiare paese è sempre una scoperta, certe volte una sorpresa bella, altre volte una brutta delusione. Per ora la prendo con filosofia e cerco di trovare il lato divertente e provo ad immaginarmi quanto sembriamo strani noi italiani agli occhi degli stranieri che devono rapportarsi con noi! un abbraccio

  3. Maria

    un pö ti invidio a trasferiti in UK, dove tutti parlano l’inglese e non devi sforzarsi di farti entrare in testa sto assurdo Deutsch, dall’altra parte se penso ad un altro trasloco internazionale mi viene da piangere (forse perche e’ passato solo un anno dal primo)!

  4. Martina

    Ciao Laura.
    Io sarei interessata alla stanza in affitto!
    Possiamo sentirci via mail e conoscerci?!?🙂

  5. Ciao! Io sono al mio secondo trasferimento, questa volta in Thailandia, Ti posso dire che la guida a sinistra ti farà sentire confusa per un po’..Sono qui da 4 mesi ed ancora devo pensare un attimo da che parte guardare prima di attraversare la strada!

commenta se ti va

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...