Biutiful di noialtri

C'è davvero bisogno di un commento nella didascalia?

C’è davvero bisogno di un commento nella didascalia?

Ecco il post politico. Dopo vecchi dubbi sulle primarie, ci cado di nuovo e mi lancio nel commentare la situazione italiana attuale. Un po’ è come sparare sulla croce rossa, ma non riesco a farne a meno. Ma non ho grandi cose da dire, nel senso che oggi proprio non mi va di sviscerare tutte le cose che mi passano per la testa sulle vicende politiche recenti e recentissime. Sputerei parole di bile e anche un po’ di disprezzo. No, la cosa di cui vorrei parlare è un fenomeno che osservo da quando vivo all’estero. Le vicende italiane, soprattutto politiche, viste da qui, sembrano la storia di una telenovela. Da quando devo aggiornarmi con i giornali online e non sono più vittima del bombardamento delle notizie via radio e via tv come succedeva in Italia, mi rendo conto di perdere colpi. Non sono aggiornata. E si verifica proprio quel fenomeno tipico delle telenovela (o quello che mi ricordo dalle poche che mi è capitato di seguire): da qualsiasi momento riprendi a guardarle è cambiato tutto ma non è cambiato poi molto. Capisco che sia un’affermazione allo stesso tempo contraddittoria e qualunquista, ma a pensarci bene fila liscia. Le storie delle telenovela proseguono, immutate a grandi linee nel tempo, i personaggi storici restano, si amano, si lasciano, si riaccoppiano in altre formazioni, creano figli ed eredi che a loro volto ripetono le gesta dei genitori o presunti tali. Ogni tanto un colpo di scena sconquassa il raggiunto equilibrio, sembra che capovolga le sorti dei vari personaggi, pare epocale, un tradimento imperdonabile, un incidente indimenticabile e che segna la storia per sempre. E poi, così, puff, dopo qualche puntata è tutto dimenticato, un nuovo equilibrio è raggiunto, il tradimento è perdonato, dimenticato, come se non fosse mai successo, le amicizie sono ricucite, i vecchi nemici non poi così tanto nemici. E forse mi sbaglierò, ma a seguire le notizie che arrivano dall’Italia non sembra che la cosa sia troppo diversa. Ogni tanto fatico a seguire, che se perdi un paio di puntate, gli articoli di giornale sono illeggibili, raccontano le vicende a puntate, parlano delle persone come se fossero gli amici di sempre, usando nomignoli, appellativi e battute incomprensibili per chi non sguazzi quotidianamente nel brodo mediatico italiano. Ma appena ho ripreso il filo, inquadrato i personaggi nuovi alla ribalta (che ogni due giorni ne spunta uno nuovo, a fronte delle centinaia di quelli soliti), mi pare che non sia cambiato granché. Le cose sembrano cambiare, ma restare intimamente immutate nella sostanza. E questo nuovo sconquasso del PD, questo tragico frutto di una miopia politica che ha dell’incredibile – o forse di un oscuro piano machiavellico a me incomprensibile –  mi chiedo se sia l’ennesimo tradimento/incidente che tra poche puntate sarà dimenticato, o se segnerà un nuovo svolgimento nella trama di questa telenovela politica italiana.

Non mi sono mai sentita qualunquista, ho sempre vissuto in prima persona le vicende politiche del mio paese, in certi momenti ho partecipato attivamente, e l’ho fatto seguendo la mia inclinazione, il mio istinto, il mio desiderio di fare e di cambiare quello che non mi piaceva. Forse lo “scappare” all’estero è stato come arrendersi, non lo so, ma di certo mi ha regalato un nuovo punto di vista. Un punto di vista più distaccato. Forse sono meno informata e impegnata di prima, forse ho meno il polso della situazione concreta che c’è in Italia, qualche volta mi “permetto” addirittura di rimanere senza aggiornamenti anche per qualche giorno, ma in ogni caso difficilmente rimango completamente estranea a quello che accade. Eppure riesco lo stesso a perdere il filo, ed oltre alla sensazione di estraneità di chi si è perso qualche puntata, si aggiunge anche una sensazione che non avevo mai provato prima: di estraneità al sistema e alle logiche che lo muovono. E se prima questa mia estraneità era dovuta in gran parte ad una militanza serrata in un’area di sinistra sempre a cavallo del limbo parlamentare/extraparlamentare, ora mi sembra dovuta ad un cambiamento mio. Prima certe dinamiche, anche parlamentari, avevano per me una qualche logica, un certo senso, anche se non lo condividevo, ma capivo il perché di certe scelte politiche fatte a destra e a sinistra. Ora non so se ho un analfabetismo politico di ritorno, e non so più leggere i motivi delle mosse politiche della classe dirigente, o se si tratta di una vera e propria disfatta e questa classe dirigente non ha proprio idea di quello che sta facendo e sta infilando un errore dopo l’altro. Probabilmente la risposta arriverà dalla prossima puntata della telenovela “politica in Italia”. Intanto io seguo interessata e preoccupata, mi angustio e penso che la possibilità di tornare in Italia sia sempre più remota, e non certo perché il PD è riuscito ad autodistruggersi nel giro di poche settimane, ma perché questa autodistruzione potrebbe avere conseguenze che aggraveranno le già critiche condizioni di un paese agonizzante e costretto a letto come un malato terminale. Certe volte invece vengo colta da un’improvvisa tedeschizzazione e le mie reazioni sono un mix di serio e faceto, sdegno per la situazione, bonaria e supponente ironia per un modo di far politica da teatrino.

In ogni caso l’idea di questa politica come telenovela mi piace, perché in questa ottica possono succedere le cose più strane, i personaggi più insospettabili possono tornare alla ribalta all’improvviso, e io posso immaginarmi una nuova puntata in cui Rodotà sia presidente della Repubblica, Vendola presidente del Consiglio e magari Gino Strada al Ministero della Difesa😉

7 commenti

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7 risposte a “Biutiful di noialtri

  1. Anonimo

    Per dare ancora un po’ di tinta “soap”….
    Anch’io mi sono un po’ impantanato nel seguire le vicende.
    Ieri sono venute ai miei occhi due storie d’amore.
    Pietro Grasso è completamente inebetito dallo stare per ore seduto accanto a Laura Boldrini che legge le schede. Non lo biasimo….ci cascherei anch’io.
    E poi l’amore atavico di Bersani per Prodi. C’ha provato Bersani a trattenersi. Ma non ce l’ha proprio fatta. E l’oggetto amato, tirato in ballo e fatto cadere, si è ovviamente incazzato come una bestia. L’innamorato addirittura si dimette; deve poter nascondersi nell’angolino e piangere.
    Giorgio

  2. Giorgio m’hai fatto strappa’ dalle risate! Hai proprio ragione, c’è anche tutto il contorno delle soap “minori”, uno spasso, se non fosse che lo sfacelo avanza senza tregua…

  3. lalienorossonellettodelviva

    togli il sembra: é una telenovela, per la precisione una di quelle sudamericane degli anni ’80 nella quale non ci capisce un cavolo perchè parlano un’altra lingua e i personaggi sono sempre gli stessi da 60 anni e qualche chilo di trucco da regalare alle new-entry!

  4. veronica

    a me sembra uno snuff movie.

  5. caterina

    hai centrato bene la situzione descrivendola come una telenovela baci mamma e nonna

  6. Ho trovato il vostro blog su google e sto leggendo alcuni dei tuoi post iniziali. Il tuo blog semplicemente fantastico.

  7. Very useful details. Hope to discover more blogposts soon!

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