Il vicino di casa? Senza filtro, danke!

La schiettezza dei tedeschi talvolta mi spiazza. Ieri mattina sono andata a suonare al mio vicino di casa del piano di sopra, un tipo simpatico e gioviale che si ferma spesso a fare due chiacchiere, parla veloce, si mangia le parole, ha un accento diverso da quello di qui, e io in media capisco il 30% di quello che mi dice, ma sembra dire cose simpatiche. Sorrido alle sue battute, o almeno a quelle che penso siano battute. Secondo me pensa che io abbia una paresi facciale perché sorrido sempre.

Insomma, ieri mattina passa da casa nostra per chiederci se disturba ad allenarsi a tennis da tavolo tra le 7 e le 10 di domenica mattina. Mio marito, perplesso dal contenuto della comunicazione e con la bimba febbricitante attaccata ai pantaloni del pigiama, lo ascolta con scarsa concentrazione, ma appena finisce di parlarci e quello se ne va, viene colto dal dubbio di aver capito male. Il vicino ha parlato di un torneo a cui deve partecipare. Ma ha detto anche altro. Magari ci ha invitati a qualcosa e, tra la bimba che chiacchierava, il tedesco pronunciato alla bavarese, il sonno atomico dopo una notte insonne e pianti di bimba, forse non ha capito bene il contenuto della comunicazione. Panico da diplomazia tra vicini in pericolo.

Scatta l’allarme e allora mio marito mi prega di passare dal vicino, con una scusa qualsiasi, per cercare di capire se aveva capito bene. Ripasso il tutto in tedesco nella mia mente, per evitare sorprese: torneo di tennis da tavolo (o era ping pong?). Gioca domattina tra le 7 e le 10. Disturba?

A parte che a me sembrava strano che facesse un torneo a casa sua, ma vabbè, mi sono arresa e prima di andare a fare la spesa sono salita e gli ho suonato. Lui non ha una porta vera a propria. Ha una porta coi vetri smerigliati, tipo quella che si può avere dentro a una casa tra una stanza e l’altra, o all’ingresso di un ufficio. Dopo qualche secondo sento urlare qualcosa da dentro, ma nessuno viene ad aprire. Incerta su quello che mi ha urlato attraverso il vetro, dico timidamente che sono Nicla, la vicina del piano di sotto. Lui ripete il grido e questa volta sono sicura di aver capito bene: “non posso aprire ora, sono sul cesso!”

Il cesso: protagonista di questo racconto

Il cesso: protagonista di questo racconto

Senza perdere il mio sangue freddo mi scuso e dico che ripasserò più tardi.

Ora, ma ti pare che mi dici, urlando attraverso la porta di casa, che stai sul gabinetto e non puoi venire ad aprire? Che tra parentesi, se sei al bagno e non puoi venire ad aprire nemmeno tra un minuto, vuol dire che stai cacando, il che mi pare un’informazione ancora più intima e privata. Ma si sa, il mondo è bello perché è vario.

Io son rimasta di sasso, la situazione mi sembrava surreale. Voglio dire, mica è la mia migliore amica che, rispondendo al telefono e sapendo che sono io mi dice di richiamare dopo che ora sta al bagno e c’ha da fare…

Mi sto quindi domandando se è il mio vicino di casa ad essere particolarmente disinvolto e senza filtri, se è una cosa tedesca, se sono io ad avere qualche tipo di tabù sul tema “gabinetto” e “bisogni corporali”, se è tipicamente italiano quello di provare un certo pudore a parlare di bagno e cacca.

Comunque poi sono uscita a fare la spesa, e so che mentre ero via è di nuovo passato da noi, così ha informato anche il mio ignaro marito del fatto che non aveva potuto rispondermi perché stava sul cesso.

Se volete la soluzione del mistero, voleva davvero chiederci se disturbava ad allenarsi a ping pong la mattina dopo, tra le 7 e le 10, perché avrebbe partecipato a un campionato in paesino qua vicino e voleva scaldarsi un po’ prima della partita vera e propria. Che gentile che è a preoccuparsi del fatto che il lieve, ma costante rimbalzo della pallina sul pavimento possa infastidirci. Peccato che poi faccia zumba alle ore più strane, con la musica a palla, proprio sulla nostra testa e non si sia mai sognato di chiederci se disturbava. Io ho pensato più volte che ci cadesse il soffitto in testa!

In ogni caso ci è andata bene, è un tedesco gioviale e amichevole e mi ha anche invitata a prendere un caffè da lui, così, spontan, senza invito in carta bollata😉

9 commenti

Archiviato in il gioco delle differenze, in giro per la Germania e per il mondo

9 risposte a “Il vicino di casa? Senza filtro, danke!

  1. Stefania D'echabur

    Paese che vai usanza che trovi!

  2. eccezionale…hai creato una grande suspanse…ma poi come è andato il torneo? ma perchè costui non ha una porta come tutti gli altri? ma per caso è un supereore in incognito?

  3. Io sono imbarazzata perchè confesso che ti sto leggendo in un momento di pausa in ufficio e la storia dell’urlo dal bagno mi ha provocato un attacco incontrollabile di risa! Ovviamente tra le occhiate perplesse dei colleghi.
    Certo che in Germania ci deve essere davvero poca criminalità…la porta a vetri…ma almeno è blindata?! ^^

  4. Bellarticolo, molto utile! Stavo facendo le mie belle letture di post pre-nanna, dove lasciare qualche commento, con la speranza di ritorni sul mio blog, quando ho letto questo articolo! Grazie delle dritte!!!

  5. Pingback: Elogio della noia ospedaliera | malditestadellimmigrata

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