Deve essere il baricentro spostato…

oppure non sono più livornese di scoglio.

Son problemi grossi: oggi sono andata al mare, mi sono goduta una bella mattinata di sole, sale, mare, sassolini e alghe spiaccicate sull’asciugamano dalla mia bimba, e ho realizzato una triste realtà. Non so più camminare sugli scogli come un tempo.

La "pompa", lo scoglione è fuori inquadratura, a sinistra

La “pompa”, lo scoglione è fuori inquadratura, a sinistra

La spiaggetta preposta alle mie uscite marittime mattutine con prole è sassosa. Più si avanza nell’acqua e più i sassolini diventano veri e proprio scogli, intermezzati da qualche pezzo di vecchio molo crollato. Un luogo da frequentare con le ciabatte di gomma, come i fiorentini al mare (che se sono fiorentini d.o.c. sapranno che i livornesi li prendono in giro per le loro mise marittime, Vernacoliere docet).

Così io ho portato la bimba, duenne (e mezzo) munita di ottime scarpine antiscivolo, e oggi ho avuto l’accortezza di andare anch’io con le ciabattine di gomma. Ma ho fatto il grande errore di mettermi le infradito, che sono una grande delusione, perché mettono a rischio la stabilità del piede nel momento in cui lo si appoggia sullo scoglio scivoloso. Si può cadere.

Comunque, trattato sulle infradito e le ciabatte da mare a parte, stamattina ho dovuto affrontare la dura realtà del mio scarso equilibrio. Mi sono avventurata anch’io verso lo scoglione che sta proprio davanti alla spiaggetta, seguendo impavida la bimba, scortata da nonno e zio. Lo scoglione è irto di punte e contornato da muretti irregolari, resti, credo, di un vecchio molo crollato. Ecco, io ci andavo tranquilla su quegli scogli e su quei muretti. Tranquilla e spedita, senza troppi tentennamenti. Come ci vanno di solito i livornesi, senza mostrare che ci stanno attenti, a dove mettono i piedi. Camminavo sui sassoni, col mio bel passo da livornese di scoglio, e arrivata all’imboccatura di uno spazio aperto in mare, mi buttavo con nonchalance per una bella nuotatina.

Stamattina invece non ero tranquilla, ma per niente. Potrei dare la colpa alle infradito. Ma poi la memoria mi suggerisce la triste informazione che su quegli scogli ci andavo anche scalza. Allora ho provato a cercare altri motivi. Cammino più cauta, ho paura di cadere, tentenno un po’ quando faccio i passi su uno scoglio più alto o più irregolare. Sono sicuramente più grassa di tutte le altre estati, e sono anche più incinta. Molto incinta. Ho la pancia grande. E il pancione può provocare qualche ansia, è più normale avere paura di cadere e farsi male. E’ normale essere più prudenti e camminare con cautele. Così mi sono autoassolta. Ho il baricentro spostato. Deve essere quello. Non cammino più sugli scogli come prima perché ho il baricentro spostato. Colpa della gravidanza e dei chili in più. Sono arrivata traballante al posto da cui prima mi tuffavo e mi sono calata con cautela nell’acqua. Mi è sembrata fredda e la mia nuotatina mi è sembrata impacciata. Ma anche queste cose devono essere un effetto della gravidanza e del baricentro. Sono state ore belle, cullata da questa piacevole giustificazione. Alla fine però la realtà è emersa, chiara e netta, un dubbio che già da tempo mi logorava come un tarlo maligno e infido.

Mi sono tedeschizzata.

In quasi 4 anni di Germania, riducendo la frequentazione dei luoghi marini livornesi, ho perso il tocco. Mi sono delivornesizzata. Non sono più una ragazza labronica verace (forse non sono nemmeno più una ragazza, se proprio devo essere pignola, ma quello è un altro capitolo). Mi arrendo all’evidenza, me ne dolgo e cerco di farmene una ragione. E in ogni caso, oggi, al mio babbo (che pur nato a Firenze, è di scoglio come un livornese) mica gliel’ho detto che non ci so più camminare sui sassi, no no, gli ho detto che è il baricentro spostato 😉

4 commenti

Archiviato in il gioco delle differenze, Nostalgie, riflessioni (finto profonde) a caso

4 risposte a “Deve essere il baricentro spostato…

  1. bello come descrivi il processo di immigrazione…..Quando torni in Livorno, ti abituerai presto alle vecchie abitudini. Quando vado al lago vicino a casa mia a prenderci un tuffo nell’acqua con mio figlio, lui ci è già abituato ai sassi. Il prossimo mosso nell’immigrazione tocchera ai tuoi bambini…. vedrai!

  2. Veronica

    Cara, benvenuta fra le persone di nessun luogo, che dovunque vanno c’hanno qualcosa che non va! (Comunque si, è il baricentro)

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