Corse, rincorse, case e tempi stretti

Sono settimane che ho un post abbozzatto sull’avventura del cercare casa a Brighton, ma non c’è verso di finirlo. Un po’ che manca il tempo, un po’ che appena mi ci metto magicamente la bimba piccola vuole il latte o vuole che l’assista ad emettere aria (da sotto o da sopra, poco importa, ha bisogno di sostegno morale, piccina!) oppure quella “grande” ha un improvviso attacco di mammite ed è urgente, necessario, indispensabile, irrimandabile che l’aiuti a cercare la sua macchinina argentata o la felpa di spiderman. Ma no, non ho deciso di trasformare questo blog in un mommy blog, e quindi la chiudo qui con le lamentele sui figli. Un po’ che la tecnologia, o forse il mio ricoglionimento, giocano contro di me, e l’ultima bozza invece di salvare tutte le preziose parole che avevo scritto (mortgage, estate agent, survey, open house, viewing…) si è aggiornata alla penultima versione e del post ne è rimasto meno di mezzo. Insomma, come blogger, un disastro.

Resta il fatto che è quasi impossibile ritagliarsi del tempo per questo mia passione, o mio hobby o come lo vogliamo chiamare. Poi c’è il fatto che, non contenta di avere due bimbe piccole all’estero, soli lui ed io, io e lui, abbiamo cercato casa febbrilmente, e con così tanta foga, che non è rimasto tempo sufficiente per scriverci sopra un post, risucchiati come siamo stati da un vortice di case da vedere, open house e second view.

Siamo due clienti che comprano una casa per la prima volta, niente ci trattiene dal comprare (leggi “pagare”) subito, quindi gli agenti immobiliari e i consulenti per il mutuo ci inseguono come i cani da caccia. Credo di aver parlato più volte col consulente per il mutuo che con mia madre, negli ultimi giorni. C’è da dire che il mio inglese ne ha tratto molto giovamento, vediamo il lato positivo. Contemporaneamente credo che mio marito abbia una relazione con Cubitt&West (una cosa tipo tecnocasa in Italia) perché il suo telefono è pieno di loro messaggini ammiccanti.

E quindi sono qui a scrivere cosa di preciso? Sono qui a riprendere le fila, a rimettermi in pari, a fare due chiacchiere senza pretese. Perché ogni tanto è bello avere mezz’ora di silenzio, preziosissimo, in casa, ed è bello sapere che esisto a prescindere dal mio essere mamma, ed è bello sapere che sono arrivata qui, a dicembre, e sono ancora viva e sono ancora io, almeno credo.

Ogni giorno scrivo pezzi mentalmente, mi immagino tutte le cose di cui vorrei parlare, e poi queste parole scivolano via. Ma le impressioni vivide di questa città restano impresse sulla mia pelle e nei miei occhi. E mi sembra incredibile, guardandomi indietro, di aver vissutto per più di 3 anni a Friburgo, di aver passato tante avventure tedesche, di avere già due figlie e di essere finita nel Regno Unito, stato che non avevo mai preso davvero in considerazione come meta. Ma diciamo la verità, non avevo preso in considerazione seriamente quasi nessuno stato per emigrarci. Mi sembra quasi di essermi lanciata in questo pellegrinaggio così, senza sapere davvero quello che stavo facendo. Ed è vero, perché nonostante tutta la preparazione che si possa avere prima di partire, mica lo sai davvero quello che ti aspetta.

Se 4 anni fa qualcuno mi avesse detto che avrei partorito a Brighton, oltretutto la mia seconda figlia, gli avrei dato del pazzo. E invece lasciare Livorno ha fatto scattare il mio orologio biologico e anche la mia ambizione professionale. E per quanto sembri incredibile, proprio ora che mi sono appena trasferita in un altro paese straniero, senza avere troppi punti di riferimento attorno a me, con due bimbe piccole e una casa da comprare, beh, proprio ora mi sento determinata come non mai a proseguire nel mio percorso professionale. Mi godo la maternità, ma allo stesso tempo non vedo l’ora di tornare a lavorare, perché quello che facevo mi piaceva proprio tanto. E tornare a lavorare vuol dire inserirsi di nuovo in un tessuto sociale, ricominciare una vita più vera. Ora mi sento in un limbo, sto iniziando a conoscere gente e questa cosa mi piace, ma allo stesso tempo ho una forte nostalgia, sia di Livorno che di Friburgo. E anche nelle relazioni, come in tutte le cose, si va per tentativi, finché non scatta un click. Qualche click è scattato, ma conciliare le nuove conoscenze con la vita di tutti i giorni (le bambine, cercare casa, sopravvivere, cucinare qualcosa, farsi almeno una doccia ogni 10 giorni) non è facilissimo.

Nel frattempo, mentre ogni tanto mi aggiro per il quartiere per sopravvivere alla giornata da neo-bi-mamma (esco con quella piccina, sennò a casa impazzisco) o mentre allatto per l’ennesima volta sulla mia mitica poltroncina dondolante nella nicchia del bovindo, scatto qualche istantanea di questa città, di questi cieli e di questi scorci, che giorno giorno mi entrano sottopelle e mi conquistano piano piano. Brighton sembra proprio un bel posto dove vivere, e me lo voglio godere più che posso.

Un parco vicino a casa mia, nella luce del mattino

Un parco vicino a casa mia, nella luce del mattino

la magia dell'allattamento

la magia dell’allattamento-scorci dalla finestra

dalla finestra, la magia dell'allattamento con rugiada

dalla finestra, la magia dell’allattamento con rugiada

un bel cafè vicino casa

un bel cafè vicino casa

A presto spero, e meno di rincorsa.

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5 commenti

Archiviato in cose di mamma, in giro per il Regno Unito e per il mondo, Nostalgie, riflessioni (finto profonde) a caso

5 risposte a “Corse, rincorse, case e tempi stretti

  1. Oh!
    Sono finita su questo blog perché credevo tu lavorassi e vivessi a Friburgo… Ma leggo che ti sei trasferita.

    Peccato

    Sono una new freiburger in cerca di contatti e ‘mamme’ ,soprattutto, visto che sto iniziando ad avere dei problemi con il mio bimbo dopo due mesi di asilo .

    Ciao

    • Peccato non esserci beccate! Scusa per la risposta ritardataria, ma il tempo è pochissimo in questo periodo! Hai provato a cercare contatti sul gruppo fb “italiani a Freiburg” o sugli altri gruppi di “italiani in Germania”? Lì ho conosciuto alcune delle ragazze che mi hanno fatto da baby sitter e so che ogni tanto ci danno un’occhiata le altre mamme italiane che ho conosciuto a Freiburg. In bocca al lupo!

  2. Ila

    Concordo! Brighton è un bel posto dove vivere e mi manca molto! Non l’ho nemmeno scoperta tutta che sono finita qui, in Germania! Abbiamo fatto il contrario 😉

  3. Linda

    Ho vissuto a Brighton qualche mese e….odiata tutto il tempo.
    Con il senno di poi e’ una bella citta’, ma io stavo male di mio e vedevo solo gli aspetti negativi.
    In bocca al lupo per la casa, non sara’ facile fare la scelta giusta, Brighton e’ un mercato particolare.
    Sicuramente non ti servono consigli e saprai gia’ quali sono le zone giuste, ma i miei amici inglesi con figli hanno scelto proprieta’ vicine a scuole con un’ottima reputazione, quello sembra la cosa fondamentale.
    Buona ricerca
    Linda

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