Location location location – cap. I

Cercar casa in UK, un modo alternativo di conoscere la cultura locale

Un post a puntate, necessariamente a puntate. Un po’ perché ho tanto da dire, un po’ perché sono mesi che sta in bozza e ogni volta riesco a scriverne solo poche righe e poi vengo interrotta. Ci riprovo, speriamo vada meglio a questo giro.

Premesso che non so se sia più avventuroso la questione del cercare casa all’estero o quella del cercare casa con una bimba di meno di 2 mesi e una di meno di 3 anni. Ma ciò non toglie che questa avventura di cercar casa qui a Brighton, come la si voglia vedere, è un ottimo modo per conoscere meglio la cultura locale. Sì perché nel processo di scelta della casa ci sono implicate un sacco di cose intrinsecamente culturali che una, finché non ci si trova, mica se ne rende conto. Le case sono intrise di cultura nazionale in un modo assurdo. Intanto per la loro struttura, i materiali, gli interni, la divisione. Raccontano una storia, la storia del posto, della città, dei suoi dintorni e delle sue materie prime, la storia della gente del posto e dell’evoluzione del luogo. In poche settimane, in questa intensa ricerca di una casa da comprare, ho scoperto molte più cose di questo posto di quante ne avrei potute scoprire leggendo, chessò, una guida o un libro di storia.

Questo scrivevo un paio di mesi fa (anzi ormai più di 4 mesi fa), e poi, come sempre, sono stata interrotta. E oggi mi sono messa qui a scrivere, avendo ricevuto in regalo un’ora di tempo libero (sempre siano benedetto il nonno in trasferta!) e ho ritrovato questo inizio di post. E dato che da brava mamma ormai so che è peccato buttar via le cose, e che l’arte del riciclo rende la casalinga perfettamente eco-friendly, eccomi qui a riciclare. Anche perché ero partita bene, due mesi fa, con questa descrizione. Le case raccontano una storia. E cercare casa, visitare case, avere contatti con le agenzie immobiliari, varcare le soglie di sconosciuti autoctoni, è davvero un modo alternativo di conoscere la cultura locale.

Intanto urge un’introduzione, corredata di foto, sui tipi casa, altrimenti è difficile spiegare/capire di cosa sto parlando.  Un’illuminazione in merito me l’aveva data tempo fa un post sul blog Fabristol, proprio sul “compra casa in UK“. In realtà ho poco da aggiungere a quell’ottima descrizione, così andrò per sommi capi e visto che abito qui da poco, spero di non farcire la cosa di troppe imprecisioni. E soprattutto citerò le cose e le case in vendita che ho visto qui (di ciccia o su internet). Una breve e molto chiara descrizione (in inglese) dei tipi di casa si può leggere anche qui.

  • Detached house – una delle regine delle case. Indipendente, col proprio ingresso e il proprio giardino. SEPARATA dalle altre case. Da quel che ho inteso, una delle migliori opzioni che uno scalatore del mercato immobiliare possa avere. Meglio se d’epoca e con qualche original feature (chessò, un bel camino, meglio se d’epoca o qualche stucco floreale)

    Detached house -casa indipendente

    Detached house -casa indipendente

  • Semi-detached house – molto ambita, ma uno scalino sotto alla casa indipendente, di solito si tratta di blocchi di due unità, speculari, ciascuna col proprio ingresso/giardino/garage, ma con il muro divisorio in comune, a fare da specchio/asse di simmetria. L’indipendenza è garantita, ma non è esclusiva.

    Large semi detached house

    Semi detached – casa semi indipendente

  • Terraced house – traducibile come casa a schiera, può essere sia nelle zone residenziali periferiche che in quelle più centrali e urbanizzate. Si tratta di una linea, più o meno lunga, di case tutte uguali. Ogni casa ha il proprio ingresso indipendente, e di fatto è quello che noi chiameremmo un terratetto. Anche di queste ce ne sono di vari tipi, sia “popolari” che più signorili.
  • Terraced house-case a schiera

    Terraced house – case a schiera

  • Maisonette, flat e condomini – La prima è una casa ricavata da un’altra casa, solitamente gode di un proprio ingresso ed è su più di un piano, ma non è l’unica abitazione dell’edificio. I flat, o appartamenti, possono essere ricavati da una casa (di qualsiasi genere, sia terraced, che detached o semi) oppure possono essere purpose-built, cioè costruiti proprio come tali, di solito in un condominio e non sono il risultato di un frazionamento successivo.

Questo elenco è giusto per dare un’idea, molto generale, e soprattutto per iniziare il lungo viaggio nel mondo della follia immobiliare di questo regno. Una gabbia di matti. Hanno decine di definizioni e di nomi per le abitazioni. E guai a  fare l’italiana ingenua che chiamare casa un appartamento. GUAI! Sarebbe come dimostrare di aver perso una delle prime lezioni di inglese, proprio quella in cui la professoressa spiegava pazientemente la differenza tra home (il posto in cui ti senti a casa: dopo il lavoro torno a casa) e house (l’edificio, il luogo fisico – ho comprato una casa in campagna).

Qui ci stanno proprio in fissa con questa cosa della casa. Trasmissioni su trasmissioni di gente che vende, compra, ristruttura, rinnova e rivende case. Agenti immobiliari sotto copertura nemmeno fossero una nuova generazione di 007. Vips e starlette che aiutano ingenui proprietari a rifare il trucco alle loro vecchie case perché siano più appetibili sul mercato. Agenti immobiliari di lunga esperienza che aiutano disperati compratori a trovare la casa dei loro sogni: Location location location, è proprio la trasmissione che mi ha insegnato che “la posizione è praticamente tutto, una casa la puoi sempre migliorare, magari anche ingrandire, ma la posizione non la puoi cambiare”, i due conduttori mi hanno anche svelato tanti significati nascosti delle frasi tipiche degli annunci immobiliari:

  • with character – la casa con personalità, quella che noi chiameremmo “particolare, caratteristica”
  • original feature – qualsiasi cosa che caraterizzi la casa, che sia d’epoca, come degli stucchi o un camino, o che sia semplicemente la sagra del kitsch, non importa, purché faccia brodo
  • white canvas – la famosa tela bianca che permetterebbe ai nuovi proprietari di sbizzarrirsi per rendere più personale l’ambiente. Una delle frasi più sibilline che abbia mai sentito, potrebbe trattarsi di una casa anonima con pochi lavoretti, oppure di una disastrosa semi-ristrutturazione
  • some works – di solito le case che richiedevano qualche lavoro erano in tali condizioni che demolirle e tirarle su di nuovo sarebbe stato più semplice (e sicuramente più economico)

ci sono anche tante altre frasi e doppi sensi, ma dovrei forse scrivere un vero e proprio dizionario “agenti immobiliari-resto del mondo”, uscendo così un po’ dal tema.

Ma facciamo il punto di questa storia.

Un anno fa abbiamo preso in affitto una casa a Brighton. Un salasso, prezzi alti. Abbiamo deciso che sarebbe stato più saggio comprare e ci siamo attivati in quel senso. Ad agosto e settembre ci siamo girati mezza città  e ci siamo visti parecchie case. Lui, io, la bimba di due anni e mezzo e la mia pancia di 9 mesi. A fine settembre è nata la nostra seconda bimba. Dopo meno di due mesi ci siamo rimessi in pista alla ricerca della casa. Con poche certezze e molta determinazione. A un certo punto, a novembre, abbiamo messo gli occhi su una casa in una zona bellissima. Casa grande. Scuole fighe. Tanto posto e una vista bellissima. Però la casa era in un condominio (ah, l’ultimo scalino della gerarchia immobiliare), vecchiotta (ahi ahi, il riscaldamento elettrico) e con la moquette blu (però vintage, eh!). Ma incuranti del rischio e incuranti delle tacite regole locali abbiamo deciso che ci andava bene. Tira e molla, trattative, attese e struggimenti. Ad inizio aprile ce l’abbiamo fatta e l’abbiamo comprata. Ora stiamo per traslocare.

Nel mezzo, in tutti questi mesi, con questa storia della casa, ho potuto toccare con mano tante delle differenze tra qui e l’Italia.

Gli agenti immobiliari. Meriterebbero un intero post dedicato. Terribili.

I metri quadri, questi sconosciuti. Le case si quantificano in stanze. Punto. Se è una 3 camere (che sarebbe la nostra 5 vani, 3 camere da letto, un soggiorno e la cucina) poco conta se le tre camere sono strizzate in 60 mq (totali!!!) o generosamente spalmate su più di 100 mq.

Le scale, amate, adorate, indispensabili scale. Le scale servono, sono necessarie, perché non è una casa vera se non è su più di un piano. L’importanza di avere più livelli, la necessità di dividere la zona notte dalla giorno, sono concetti che prima mi erano sconosciuti. E non importa se la scala mangia preziosi metri quadri e se quando andrò in pensione e camminerò male mi farà bestemmiare come Benigni in “Berlinguer ti voglio bene”.

Il giardino. Senza non è una vera casa.

Fresh paint. Una bella passata e tutto sembra come nuovo. L’arma segreta degli agenti immobiliari di fronte alla carta da parati più assurda, ma anche di fronte ad indifendibili macchie di muffa e umidità. La soluzione del muratore per qualsiasi magagna che saltava fuori durante i lavori nella casa. La tattica di tutti quelli che in TV cercavan di vender casa. Di fatto quello che abbiamo fatto anche noi di fronte alla sagra del cattivo gusto che ci si parava davanti. In pratica la panacea di tutti i mali.

Ma visto che si tratta di un tema da trattare a puntate e che di cose da raccontare ce ne sono a pacchi, mi fermo qui. Anche perché è sempre rischioso far conto sul sonno della prole. E poi sono sicura che una volta lanciato il sasso, su questa cosa avventurosa che che è cercar casa in UK, pioveranno storie e aneddoti a frotte😉

 

 

 

 

5 commenti

Archiviato in il gioco delle differenze, in giro per il Regno Unito e per il mondo

5 risposte a “Location location location – cap. I

  1. Martina

    Ciao! Sono capitata nelle pagine del tuo blog così per caso, e ho sentito l’esigenza di scriverti…sai, la tua storia sembra la mia, nostra storia (io, lui e la bimba di quasi 2 anni). Anche noi siamo all’estero, in Spagna. Cervello in fuga, quello di mio marito, il mio lo era già da tempo!! Siamo qui io da 4 anni e lui da 5.
    Io non lavoro, qui la crisi e’ molto forte, e faccio la mamma a tempo pieno. Barcamenandomi in questa esperienza fantastica di essere mamma accettando i pro e i contro di crescere e diventare una famiglia fatta soprattutto di noi tre, dato che la famiglia e’ in Italia. Io sono felicissima e nonostante non posso vivere senza le mie sorelle e i miei genitori che sono fantastici ci sto bene nella situazione di emigrata. Certo, il maldi testa da te descritto a voglia che lo conosco..a volte la solitudine pesa, cercare di capire quale sia la tua casa casa..etc etc. Ma quando c’e’ l’amore e un progetto di vita condiviso tutto diventa più facile da affrontare. Ti dico ciò perché adesso le cose sono cambiate, le grandi opportunità lavorative di mio marito stanno scemando e ci stiamo guardando attorno per trovare una nuova occasione e nuove sfide. Voi perché avete fatto da Germania a Inghilterra? Come avete affrontato il nuovissimo cambio? Io al mio lui dico che non dobbiamo avere paura, incoraggio e appoggio, ma a voltele ansie sopraffanno anche me. Spero tu possa leggere il mio monologo..e darmi qualche consiglio dato che siete già passati in questa situazione.
    Mart

    • Ciao Martina, leggo solo ora il tuo commento, nel casino dell’ultimo trasloco sono stata per un po’ staccata da rete e blog. Il motivo del trasferimento da Germania a Inghilterra è stato puramente lavorativo, mio marito aveva la possibilità di una posizione permanente e così abbiamo deciso di cambiare. Come l’abbiamo vissuta? Non posso rispondere per il resto della famiglia, so che per me non è stata una cosa facile e non lo è tutt’ora, ma sono comunque contenta e credo che quello che scrivi sia la chiave “quando c’è l’amore e un progetto di vita condiviso tutto diventa più facile da affrontare”. La cosa che non mi aspettavo è la doppia nostalgia, di casa casa (Livorno) e di Friburgo. In bocca al lupo per i vostri progetti e spero che tu possa trovare un altro posto dove sentirti a casa.

  2. faniya

    Ciao, ho trovato il tuo blog tramite l’articolo bellissimo del parco giochi e mi piacerebbe poterti scrivere in privato. Come posso contattarti?

  3. Mimma Kuwait

    Molto interessante questo post. Avrei dovuto passarlo ad una amica che si è appena trasferita. Aspetto il seguito. Qui a Kuwait è tutto diverso. Per esempio non potremo mai comprare casa.
    E io ho fatto la scelta dell’appartamento in un building che mi dava più sicurezza. Poi qui si alternano vecchio e nuovo.
    Ricordo anch’io la casa dei miei amici a londra. Tutti orgogliosi di mostrarci i loro tre piani…..poco importa che in totale non si arrivasse a 150 mq ma vuoi mettere l’orgoglio dei tre piani??

  4. 1) Anche in Germania si dice: “Lage, Lage, Lage”. Forse è un po’ estremo ma la posizione effettivamente è molto importante.
    2) Davvero non indicano la misura? Pensavo che usassero gli square feet.

commenta se ti va

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...