I greci

immagine tratta da wikipedia

Chiesa dei Greci a Livorno – immagine tratta da wikipedia

A casa mia, a Livorno, si dice “vai a fatti benedi’ dai gre’i!”, un modo poco elegante ma efficace per consigliare a qualcuno affetto da sfortuna di varia natura di cercare una soluzione per tale sventura.

Di solito si arriva a meritare un tale consiglio in caso di un paio di sventure, che ne so, una brutta influenza seguita da un lieve tamponamento, o più membri di famiglia affetti simultaneamente da qualche male di stagione. O anche quando un male qualsiasi, anche di lieve entità, come raffreddore o influenza, colpisce nella stagione sbagliata. Magari me ne sto bella bella al moletto di Antignano e sono colta da starnuti e tosse, è caldo, è estate, c’è il sole, e il passante occasionale, squadrandomi, si potrebbe permetter di dirmi che devo andare a farmi benedire dai greci.

Questo non vuol dire che devo prendere un aereo e volare fino ad Atene, semplicemente basta andare in via della Madonna, a Livorno, presso la chiesa dei Greci, luogo dove appunto si può richiedere la benedizione, sperando di scampare a nuove disavventure.

Le mie vacanze livornesi, seddiovole appena finite, ecco, si possono definire proprio così, coi “greci”. Una sfiga dopo l’altra in una spirale crescente di violenza.

Sono stata 6 settimane a Livorno e sono riuscita a fare un bagno. UNO. D’estate, a Livorno, abitando in una casa sul mare, UN SOLO BAGNO. Questo secondo me la dice lunga.

Tutto ha avuto inizio col brutto tempo. L’estate non è decollata come si deve e faceva freschino. Ho portato le bimbe al mare e, quando possibile, ci siamo godute il sole e il sale, ma in generale non c’era quel caldo solito, quello che ci si aspetta a luglio a Livorno. La notte, per dire, un copriletto ci stava bene. Il maltempo che ha funestato mezza Italia ha anche fatto sì che ci fossero inondazioni e smottamenti, morti e feriti. Nel nostro piccolo abbiamo assistito alla piena del fiumiciattolo che, passando per Antignano, va a gettarsi sulla spiaggia del sale. A questo giro il fiumiciattolo ha portato di tutto di più sulla spiaggetta. Rami, canne, alberi, spazzatura di ogni tipo, sedili di auto, pezzi di lamiera, pezzi di tettoie di plastica. Al punto che la spiaggia era quasi inagibile. E le mareggiate, gli acquazzoni, gli allagamenti si sono susseguiti a ripetizione. Sulla costa e nell’entroterra. A fine luglio siamo andati a un bellissimo matrimonio dalle parti di San Casciano, vicino a Firenze, e abbiamo avuto freddo. Luglio, Firenze, freddo. Difficile associare queste tre parole nella stessa frase.

Il giorno dopo il matrimonio, in una bella domenica estiva, finalmente chiara e libera da nuvoloni, bella bella me ne sono andata al mare con le mie bimbe. Bagni, risate, caldo, albicocca spiaccicata ovunque, tuffi dal muretto, nell’acqua alta coi bracciolini, poi senza, poi con la mamma, poi col nonno, poi con la nonna, poi i secchi d’acqua per fare cia’ cia’ con le manine, la sabbia ovunque anche negli occhi, i tentativi di gattonare sulle pietre. Un grande successo. Schiacciata a go go e clima, finalmente, vacanziero.

Andando via dal mare, dopo una bella mattinata intensa e salata, o non inciampo su una groviglio di canne e rami, rimasti sulla spiaggia dopo la mareggiata? Ovviamente ho la bimba piccola in braccio, su un fianco come mio solito, e ci facciamo un bel volo.

Uno scorcio della spiaggia del sale dopo la mareggiata

Uno scorcio della spiaggia del sale dopo la mareggiata

Ci preoccupiamo tutti della botta che ha preso alla testa, ma la bimba sembra stare bene. Diverse ore dopo noto che è la gamba a farle male. Insomma, basta un giro al pronto soccorso per appurare che la caduta le ha provocato una frattura al femore. Luglio, Livorno, 10 mesi, frattura, femore, gesso. Cosa può esserci di peggio? Domanda retorica, ovviamente ci sono cose ben più gravi. Ma questo situazione mi aveva comunque gettata nello sconforto e, oltre alla preoccupazione, al dispiacere, e al lieve senso di colpa, c’era anche un doppio dispiacere, dedicato all’altra bimba, la vacanza era rovinata in parte anche per lei.

Bimba col gesso. Chissà che sorprese ci troveremo dentro dopo tre settimane

Bimba col gesso. Chissà che sorprese ci troveremo dentro dopo tre settimane

Passano i primi giorni, fortunatamente di tempo di merda, il che aiuta a tenere le bimbe buone e tranquille a casa, e si ammala la più grande.  Evvabbè, ci può stare. Ormai contiamo i giorni. Stanno per arrivare i rinforzi. Il babbo sta per venire in soccorso. Potremo fare i turni per portare la bimba al mare, invece di delegare nonni, zii e amici di turno. Potremo muoverci in macchina. Aperitivi e visioni di una pallida vita sociale si affacciano timidamente alla mia mente. Ma il giorno prima dell’arrivo del babbo, ecco che la mamma del babbo, aka “la mi socera”, si ammala. Pare una cosa di quelle che passano in fretta. Un paio di giorni e tornerà in pista, penso io. Un paio di giorni e tornerò in pista, dice lei. Intanto ho un po’ il respiro corto, le bimbe, le cose da fare, un po’ di preoccupazione per lei, un po’ di attenzioni al suocero, un sacco di gente che aiuta, ma resta il fatto che se la dama del castello va in stand by, il castello vacilla.

Ma ecco che i rinforzi arrivano, e tutto sembra più leggero. Peccato che i giorni passino, e lei non torni in pista, ma anzi sembra che una brutta influenza l’abbia stesa ancora di più. Ci preoccupiamo, ci consultiamo, ci discutiamo. Alla fine finisce che dobbiamo fare un altro giretto all’ospedale. Polmonite. Una settimana di ricovero. Evvabbè, ce la possiamo fare. Abbiamo visto di peggio. Il castello potrebbe crollare senza la sua dama, ma ce la possiamo fare. L’aiuto non manca, in qualche modo si farà. Magari il nipotino che sta per nascere potrebbe aspettare ancora qualche giorno, in attesa di tempi più tranquilli. Ma non aspettare troppo nipotino, che poi noi abbiamo io volo per tornare a Brighton, e vorremmo conoscerti prima di partire.

Nipotino bello, ancora non sei nato, che già subisci pressioni sociali.

Intanto il gesso viene tolto, perché 3 settimane, tra una sventura e l’altra, si sono esaurite in un’agonia di lunghe ore. Intanto la zia va in travaglio, perché i bimbi a un certo punto devono pur nascere, intanto la socera è ancora in ospedale. Intanto la bimba grande continua a tossire. Portiamola dal pediatra, va’, che tanto, dottore più dottore meno, che vuoi che sia. Beh, sì, visto il contesto, un ciclo di antibiotici lo farei. Bene, ci mancava.

Il nipotino arriva, bello come il sole, e porta vita e felicità e ridimensiona un po’ le sventure. La bimba piccola senza il gesso si rianima come un cucciolo e riprende il suo gattonamento perpetuo là dove lo aveva lasciato, lucidando senza posa i pavimenti. La bimba grande tossisce sempre meno. La suocera ha una data di dimissione dall’ospedale, ed è a breve. Il mondo alla fine non è così poi malaccio. Il nostro volo per domenica 24 è confermato. Pollyanna, ovvero il mio lato ottimista, fa di nuovo capolino e cerca di riprendere possesso del mio corpo spossato da una delle peggiori vacanze della storia. Vedo la luce. Sento come una scossa. Percepisco una cosa intensa, quasi forte, quasi dolorosa. Maporcamiseriamisièspaccatoundentemièpartitomezzomolare. Dentista di urgenza. Un vagone di soldi. Partiamo lo stesso, dopo due giorni. Ma certo che vacanza del cazzo. Altro che greci, dallo stregone.

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5 commenti

Archiviato in cose di mamma

5 risposte a “I greci

  1. Lucia

    Come al solito sei una maga nel raccontare…e ne hai di stori da raccontare!! Mi spiace per le vacanze greche ma mi piace tanto leggerti! Non e che vuoi scrivere un paio di romanzi brevi…novelle di 50-100 pagine! Un abbracio a tutti voi!

  2. ehilá! e ti siei dimenticata delle ZANZARE:::!!!! altro elemento che ha reso questa vacanza INDIMENTICABILE….!!!

  3. Oddio, qualcuno vi ha fatto il vudu!

  4. Francesca

    Ma come, abiti e hai abitato nei posti dove ai bimbi insegnano che il colore del cielo è il grigio e non hai apprezzato il clima livornese?! Anche io come te sono un’espatriata di livorno, ma abituata allo schifo del clima continentale sono andata quasi ogni giorno al mare e al rientro abbiamo sfoggiato ugualmente una bella abbronzatura. Mi dispiace molto per la bimba! Ciao 🙂

  5. Ciao, intanto complimenti per il tuo blog, molto interessante. Volevo sapere se sei interessata a rilasciarmi un’intervista e dove posso contattarti! A presto! Roberta

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