Stupido cuore

“Quando i cuori si rompono basta cambiarli e metterci dei cuori nuovi. Cambiamo i cuori rotti a tutti quelli che sono morti, così poi rivivono”.

cuore

Come si spiega la morte ad una bimba che non ha nemmeno 4 anni?

Male, molto male. Perché è difficile, perché fa male.

Ma poi si trova un modo, giusto o sbagliato, ma un proprio modo, e si prova. E la reazione sorprende, ferisce, colpisce, stupisce, uccide e commuove. Un dolore concreto, che si somma al proprio dolore, una rabbia che si aggiunge alla propria, uno stupore davanti all’idea di definitivo che rispecchia il proprio stupore. E così tiriamo avanti da quasi una settimana. Giorni intensi, pieni di emozioni e di lacrime, e di canzoncine e rabbia. Abbiamo picchiato il divano e il pavimento, urlato in mezzo alla strada e pianto in tanti modo, silenziosamente, disperatamente, rumorosamente, nella riservatezza della nostra casa, e in mezzo alla gente, perché quando il pensiero colpisce, non ci si può ritirare. Lei lo prende di petto e ci si azzuffa.

Così le parole che ho usato, i giri di parole, le spiegazioni, sono diventate le parole che mette nelle sue canzoncine. Mesi fa aveva già sentito parlare di morte, purtroppo, e aveva già visto gli occhi lucidi e le lacrime impossibili da trattenere. E già le avevamo spiegato che quella persona, quel Roberto pieno di vita e con il vocione, quell’omone che scherzava sempre con lei quando la vedeva, non c’era più, che il suo cuore si era rotto e che i dottori purtroppo non erano riusciti a ripararlo. Come si spiega la morte a una bambina di poco più di tre anni? Cercando esempi concreti e parole facili.

E questa cosa del cuore rotto, e questa cosa delle tristezza perché quella persona non ci sarebbe più stata, le deve essere entrata dentro. E così i bisnonni che non ha mai conosciuto hanno iniziato a popolare le sue storie e le sue fantasie, e anche i loro cuori, stupidi cuori, si erano rotti.

Poi c’è questa cosa che le fa un sacco di domande, su tutto, e quindi anche sulle persone morte, su come si muore, su come erano quelle persone che non aveva conosciuto, su dove sono finite, ora che non ci sono più. Ma cosa vuol dire “non ci più, mamma?”

E così abbiamo tessuto storie, abbiamo ripescato ricordi, aneddoti, foto, storie. E quelle persone che per lei erano solo nomi sentiti da noi, sono diventate persone di cui parla come se le avesse davvero conosciute, incontrate, vissute.

La parte difficile poi è arrivata quando si è trattato di una persona che davvero conosceva e amava. Ed è una cosa spinosa da fare, comunicare la morte di un nonno a una nipotina che non ha neanche 4 anni. Poi lontani da dove successo. Lontani da tutti gli altri. Come conciliare la concretezza del fatto con l’impossibilità di toccare con mano la realtà? Male, molto male. Ma i momenti di pianto, di tristezza, di rabbia, sono normali, quello che mi ha messa in difficoltà e il fatto che lei cerchi una soluzione. Questa cosa che nonno non c’è più è un problema, un problema grosso, e i problemi si risolvono, si pensa, si ripensa, si cerca una soluzione e si cerca di risolverli.

Così è necessario andare a cercare un cuore nuovo, perché se nonno è morto è stato sicuramente per via del cuore, si deve essere rotto, era un cuore stupido, difettoso, andava cambiato, va cambiato, ne cerchiamo uno che funziona ed è fatta.

Oppure si telefona. Ha imparato a telefonare, compone i numeri sulla tastiera sotto dettatura, così una sera, mentre giocavamo col telefono, lei voleva provare di nuovo a chiamare qualcuno: “chi vuoi chiamare ora?” Silenzio. “Nonno”. Silenzio. Sa di averla detta grossa. “mamma, perché non possiamo chiamarlo? Io voglio inventare un telefono apposta così posso chiamare il mio nonno e posso parlarci.” Se sapesse come andrebbe a ruba la sua invenzione.

Ma c’è sempre l’opzione spaziale. Sono giorni che mi lima dicendo che dobbiamo andare al negozio di giocattoli, che è necessario, imprenscindibile, indispensabile, andare a comprare un razzo spaziale. Dobbiamo andare, comprarlo, e poi col razzo lei si lancia nello spazio. Per andare nello spazio si deve passare dal cielo, qualcuno le ha detto che le persone morte stanno in cielo, così prima di arrivare nello spazio potrebbe fermarsi in cielo e “give grandpa a big cuddle” (fare a nonno tante coccole). Altra invenzione che andrebbe a ruba, anche se meno pratica del telefono collegato con l’aldilà.

Non mi ricordo se ha avuto altre idee, in questo momento mi sono venute in mente quelle che mi hanno colpita di più.

Una cosa incredibile è successa iera. Mentre andavamo all’asilo, dopo un pianto disperato, e mille tentativi di consolarla, si è calmata. Ma a pochi metri dall’asilo è scoppiata di nuovo a piangere e mi ha detto: “sai, mamma, io sono davvero molto triste, per tutti quelli che sono morti, in tutti i posti del mondo”. Una piccola Che Guevara in erba. Una piccola bimba che mi ha fatto stringere il cuore.

E a questo giro la lontananza ha pesato, pesa, fa male, amplifica emozioni e sentimenti e rende più difficile stare vicini a chi si ama.

Ma si fa di tutto per alleviare la tristezza al  proprio amore, e Halloween, per assurdo, è stato terapeutico. Zucca grande, tutorial yankee su youtube senza ritegno e pedalare. Stasera saremo le più spaventose di tutti 😉

Non solo zucche, ma anche mandarini e arance. Il concetto di "spaventoso" di mia figlia credo vada rivisto ;)

Non solo zucche, ma anche mandarini e arance di Halloween. Il concetto di “spaventoso” di mia figlia credo vada rivisto 😉

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8 commenti

Archiviato in cose di mamma, Intimamente, Nostalgie, riflessioni (finto profonde) a caso

8 risposte a “Stupido cuore

  1. Barbara

    Ehy Nicla!!! Mi dispiace tanto per la brutta situazione e il periodo triste!! Dai un abbraccio alla piccola!! Ciao !!
    Barbara

  2. anna

    ciao sono anna la mamma di francesca e la nonna di lollo, devo dire che mi hai fatto commuovere. sara e’ una bambina splendida e anche tu nicla ti meriti tutti i complimenti del mondo x riuscire a fare la mamma in questo modo bellissimo !!!!! un grande bacio a tutti

  3. Valentina

    Lacrimoni anche x me.. Sono sicura che hai fatto un gran lavoro come sempre Nicla, e Sara è’ una bimba piena di risorse… La nostra piccola Che Guevara supererà questo momento, ci vorrà un po ma lo farà. Lo farete. Xxx

  4. Simona

    Nicla, mia splendida creatura … lo so che è così difficile affrontare situazioni come questa, il dolore attanaglia il “cuore”, confonde, ti rende inebetita, si passa da momenti di apparente quiete per poi, improvvisamente, sentire un esplosione dentro, e non si sa mai, come gestirla. Ma tu, hai avuto coraggio nell’affrontare la lontananza, che purtroppo, isola e non permette di condividere fisicamente gli abbracci, gli sguardi, il dolore comune, che ti danno forza, consolano, e poi la responsabilità di dover parlare con una figlia, spiegarle quello che è successo …. Ma tu sai che per tutti, tu c’eri, eri li con noi, e che il tuo compito è stato sicuramente il più delicato. Sara è una bambina con 20mila risorse, ed io la capisco e capisco te, perché quando avevo solo un anno più di lei, mio padre (tuo nonno) ci lasciò, ed è vero, che quando sei piccola cerchi sempre di trovare una soluzione, per “riparare” , ciò che si è rotto. Nonostante la mia … ormai … non più tenere età, continuo a cercare la soluzione per continuare ad avere tutti quei meravigliosi “cuori difettosi” ancora accanto a noi. Il parlare, il ricordare, sono le nostre formidabili armi per andare avanti a testa alta e fortificarci, mantenere in vita tutto ciò che abbiamo condiviso.Il nostro compito è quello di tramandare la “memoria storica” , fatta dal quotidiano, delle piccole cose, degli aneddoti famigliari, in modo che le persone continuano ad essere presenti e parte integrante della nostra vita, dei nostri figli, dei nostri nipoti …. Non essendo noi dei credenti, non abbiamo bisogno di guardare al cielo, ma solo ed esclusivamente nei nostri cuori. Ma di un punto di riferimento, verso il quale rivolgerci, è umanamente necessario. Ben vengano così i “viaggi spaziali” di Sara! 😉 Un abbraccio fortissimo a tutti voi, vi voglio un universo di bene

  5. Anonimo

    figlia ,sorella vi adoro!!!sono super commossa.caterina

  6. Ciao Nicla. Secondo me non è un caso che io sia capitata proprio oggi su questo blog, su questo post. Per me il nonno di Sara e il mio babbo si sono incontrati lassù. E ci guardano amorevolmente. Sarò un po’ pazza, ma sento di poterne essere sicura.

  7. Anonimo

    Ricordo quando la mi’ nonna (di facciata cattolica, ma intimamente profonda atea) mi pose di fronte al fatto che morire era ineludibile. Lo fece con ferocia. Non so perché…ma ci giró intorno veramente poco.
    Piansi a lungo. Il vuoto era immenso.
    Welcome to the void….you’ll enjoy 🙂

  8. Mi dispiace tanto per la tua perdita, non posso neanche pensarci.
    Un bacio a te e alla bimba, dolcissima.

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