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Travagli: Kreißsal vs. delivery room

*SPOILER* AVVISO ALLE FUTURE MAMME O ASPIRANTI TALI:  IN QUESTO POST CI SONO ALCUNI DETTAGLI RIGUARDANTI I MIEI PARTI, SE ANCORA NON CI SIETE PASSATE, POTRESTE NON AVER VOGLIA DI SAPERLI.

Il tempo è sempre troppo poco, ma un ritaglio per questo post lo dovevo assolutamente trovare e in fretta, prima che i ricordi freschi dell’ultima nascita fossero offuscati dalle troppe notti insonni.

Intanto va detto, che come già sperimentato alla nascita della prima figlia in Germania, fare un figlio all’estero è una faccenda che ha i suoi pro e i suoi contro. Banale considerazione, diranno i più, ma visto che sto allattando e che questa attività mi lascia il cervello svuotato e un solo neurone funzionante, a questo giro mi permetto un piccolo carosello di banalità. Dicevo dell’estero, dunque. Continua a leggere

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Niente panico, forse sono solo ormoni che migrano

Si ricomincia. Punto e a capo. E come sempre ci sono tante domande (ma va?). Sai che novità. Eppure ci sono dei momenti in cui mi rendo conto in modo cosciente di quello sto vivendo. Mi spiego meglio. Delle volte si passa per dei cambiamenti epocali, per delle trasformazioni della vita, e nemmeno ce ne rendiamo conto, e altre volte c’è questa bizzarra consapevolezza di essere nel bel mezzo di un momento fondamentale, di quelli che cambierà tutto.

E così mi sento ora. Continua a leggere

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Il futuro – riflessioni sadomaso

L'immagine più soft che abbia trovato...- presa dal web

L’immagine più soft che abbia trovato…- presa dal web

I titoli li faccio così, mettendoci sempre i doppi sensi, per aumentare le visite degli ignari visitatori. Ma sulle strane ricerche che portano a queste pagine dedicherò presto un secondo capitolo. Andiamo oltre.

Ma stavolta il sadomaso c’entra, almeno un pochino. Stare a farsi le pippe mentali sul futuro è un po’ da masochisti, ammettiamolo. E anche fare dei post su questo tema, in modo che altri condividano le proprie paranoia, è un po’ da sadici. Ma tant’è, stasera, anzi stanotte, va così.

La bella nevicata, placida ma apparentemente instancabile che si sta consumando fuori dalla mia finestra di certo concilia un umore più meditabondo del solito. E allora meditiamo, una volta tanto. Non voglio fare speculazioni sul futuro, chiedermi come sarà la mia vita tra tot anni o cose del genere. Le mie meditazioni sono ben più terra terra. Il punto è: dove voglio andare? Cosa voglio fare? Continua a leggere

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Il tetris delle valigie, o dell’arte della trasferta dell’emigrante

Eccoci finalmente al momento delle vacanze di natale e al temutissimo momento di salire in macchina. Purtroppo per parlare delle vacanze e di trasferimenti Livorno-Friburgo c’è un gettone obbligatorio che tutti devono pagare: ascoltare i miei lamenti e le mie bestemmie contro le compagnie aeree.

Ogni volta che affrontiamo il viaggio, rigorosamente in macchina, qualcuno spunta con suggerimenti naive, del tipo: ma perché non prendete l’aereo? ma non sarebbe meno stressante andare in treno? ma non vi converebbe noleggiare un elicottero?

E lì si scatena la bestia che è in me, perché sì, dentro di me alberga una seconda personalità, quella dell’agente di viaggi, che vive nascosta e sorniona e spunta fuori aggressiva in determinati momenti. Ecco, quando mi chiedono perché noi facciamo 800 km in macchina per spostarci da Friburgo a Livorno, l’agente di viaggi si risveglia e attacca. Senza pietà. Continua a leggere

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