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I had the feeling that I belonged

Batte e ribatte questa strofa di una canzone di Tracy Chapman, Fast car, e non mi esce dalla testa. Ormai sono settimane, forse mesi, mi torna in mente la canzone, suona e risuona quella strofa. E mi scava dentro.

 

Non certo perché io debba scappare da una vita di miseria, a bordo di una macchina veloce, o perché debba riscattarmi da una vita familiare terribile (come nella canzone), ma perché mi è capitato tante volte, negli ultimi tempi, di sentire davvero di appartenere a questo posto.  Continua a leggere

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Archiviato in il gioco delle differenze, in giro per il Regno Unito e per il mondo, Intimamente, Uncategorized

Italiani Contemporanei in DE_UK

che emozione, un’intervista! Grazie a Chiara e al suo progetto “L’Italiano contemporaneo” per questa chiacchierata. Buona visione!

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Biutiful di noialtri

C'è davvero bisogno di un commento nella didascalia?

C’è davvero bisogno di un commento nella didascalia?

Ecco il post politico. Dopo vecchi dubbi sulle primarie, ci cado di nuovo e mi lancio nel commentare la situazione italiana attuale. Un po’ è come sparare sulla croce rossa, ma non riesco a farne a meno. Ma non ho grandi cose da dire, nel senso che oggi proprio non mi va di sviscerare tutte le cose che mi passano per la testa sulle vicende politiche recenti e recentissime. Sputerei parole di bile e anche un po’ di disprezzo. No, la cosa di cui vorrei parlare è un fenomeno che osservo da quando vivo all’estero. Le vicende italiane, soprattutto politiche, viste da qui, sembrano la storia di una telenovela. Da quando devo aggiornarmi con i giornali online e non sono più vittima del bombardamento delle notizie via radio e via tv come succedeva in Italia, mi rendo conto di perdere colpi. Non sono aggiornata. E si verifica proprio quel fenomeno tipico delle telenovela (o quello che mi ricordo dalle poche che mi è capitato di seguire): da qualsiasi momento riprendi a guardarle è cambiato tutto ma non è cambiato poi molto. Capisco che sia un’affermazione allo stesso tempo contraddittoria e qualunquista, ma a pensarci bene fila liscia. Continua a leggere

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Grazie dei fiori, ops, del premio!

Ci godo un po’, anche se in ritardo, a ringraziare Scassandralverde per il premio che mi ha donato qui e cioè il Very Inspiring Blogger Award.

very-inspiringLa ringrazio per aver nominato il mio blog come “fonte di ispirazione” e colgo l’occasione per farle i complimenti per il suo blog che è, testualmente, una sorta di diario di come si può ” Vivere da sola in Italia, a 24 anni, con 450 euro al mese e a impatto zero” ma soprattutto per il progetto, l’idea, in sé.  Mi Accetto molto volentieri il regalo, ma mi sottraggo alle sue regole, semplicemente perché per ragioni logistiche ho il cervello in pappa e proprio non ce la faccio. A breve qualche indizio del perché il mio cervello è in pappa. Nel frattempo vi invito a dare un’occhiata al blog di Scassandra, perché è davvero interessante e “inspiring” 😉

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Il futuro – riflessioni sadomaso

L'immagine più soft che abbia trovato...- presa dal web

L’immagine più soft che abbia trovato…- presa dal web

I titoli li faccio così, mettendoci sempre i doppi sensi, per aumentare le visite degli ignari visitatori. Ma sulle strane ricerche che portano a queste pagine dedicherò presto un secondo capitolo. Andiamo oltre.

Ma stavolta il sadomaso c’entra, almeno un pochino. Stare a farsi le pippe mentali sul futuro è un po’ da masochisti, ammettiamolo. E anche fare dei post su questo tema, in modo che altri condividano le proprie paranoia, è un po’ da sadici. Ma tant’è, stasera, anzi stanotte, va così.

La bella nevicata, placida ma apparentemente instancabile che si sta consumando fuori dalla mia finestra di certo concilia un umore più meditabondo del solito. E allora meditiamo, una volta tanto. Non voglio fare speculazioni sul futuro, chiedermi come sarà la mia vita tra tot anni o cose del genere. Le mie meditazioni sono ben più terra terra. Il punto è: dove voglio andare? Cosa voglio fare? Continua a leggere

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2012 in review

I regali di WordPress!!! Dalle amate statistiche, da cui ho anche tratto spunto per qualche riflessione senza meta proprio qui, WP ha tratto le informazioni che più sembravano interessanti, per farne un riassunto del 2012 che nel mio caso è il riassunto di poco meno di due mesi di vita. Eccolo:

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 6.700 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 11 years to get that many views.

600 persone hanno raggiunto la vetta del monte Everest nel 2012. Questo blog ha avuto circa 6700 visite nel 2012. Se ogni persona che ha raggiunto la vetta dell’Everest avesse visto questo blog, ci sarebbero voluti 11 anni per avere così tante visite.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Supermercato e sesso, così i visitatori naufraghi approdano qui

Stavolta non voglio fare un’altra apologia dell’apertura mentale dei tedeschi, che vendono vibratori in una catena di supermercati/profumerie (come potete leggere, se vi interessa, qui).  E nemmeno proseguire nella saga del gioco delle differenze tra tedeschi e italiani. No, stavolta voglio ispirarmi a uno dei blog che seguo, Tibten, per fare un ragionamento sulle chiavi di ricerca. In quel blog, infatti, ho letto alcuni post in cui si analizzano le parole chiave che hanno fatto arrivare i visitatori al blog stesso. WordPress, la piattaforma che ospita anche questo blog, offre questo simpatico strumento, che tra i numerosi dati e statistiche riguardanti il traffico e la provenienza delle visite (vi annuncio che è iniziata la campagna di conquista anche della Russia!!!), elenca le parole che l’incauto visitatore ha digitato su un motore di ricerca (Google o altri) e che, ahilui, lo hanno fatto approdare su queste pagine.

Purtroppo non posso vantare la stessa varietà di chiavi di ricerca di Tibten e nemmeno lo stesso grado di perversione, ma devo dire che in poco più di un mese ho raccolto delle piccole chicche… Continua a leggere

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