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Cin cin

Intanto leviamoci il pensiero: buon anno, buon inizio, tante belle cose, auguri a tutti.

Poi l’augurio indispensabile e imprescindibile: che il 2013 sia un anno meno di merda del 2012.

E poi alla fine il succo del post di oggi. Oggi, 1° gennaio,  che è giornata carica di buoni propositi, ricerca di buone vibrazioni, con un occhio rivolto ai bilanci fatti ieri e ancora in corso oggi. I bilanci del 2012, che volente o nolente mi toccano, anche se li ho evitati fino all’ultimo, sono arrivati inesorabili ad ammorbarmi questo primo giorno del 2013. Ma non era questo il succo del discorso, il succo era ancora il cibo. Come già fatto qui sono ancora in vena di lamentele (mi ripeto, “la lagna è il sale della vita” cit. ). Oggi mi va di lamentarmi ancora un po’, e ancora di cibo. Ieri sera ho concluso, spero, una delle maratone di pranzi, cene, caffè, mangiamo qualcosa insieme, facciamo uno spuntino ecc., più estenuanti degli ultimi anni. Ho mangiato come se non ci fosse un domani. Continua a leggere

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Archiviato in metablog, Nostalgie, riflessioni (finto profonde) a caso

Incinta? Stai attenta a…../ Schwanger? Kein Problem!

Mentre aspettavo Sara, la mia bimba, mi sono divertita molto a notare le differenza di trattamento che l’Italia e la Germania riservavano alle donne incinte e, dopo, ai neonati.

La prima cosa che saltava subito all’occhio era il numero di pance. Qui a Friburgo si tratta di una vera e propria epidemia. Centinaia di pance, in ogni stagione, di ogni forma e misura, spesso le portatrici di pancia sono accompagnate da un numero di infanti uguale o superiore a 1. Non è raro vedere mamme e babbi (scusate, son toscana, papà proprio non la digerisco come parola) con vere e proprie tribù di esseri sotto al metro di altezza. E questi genitori spesso sono giovanissimi.

A Livorno invece non c’era tutta questa esplosione. Di certo sul lungomare si vedono tanti passeggini e carrozzine, e tante donne col pancione, ma così, a occhio, la quantità non è paragonabile. Poi di certo ho tante amiche che si riproducono, ma d’altra parta la fascia d’età è quella, sui trenta. Ma si vedono in giro tante mamme ben più grandi e questa differenza con la Germania salta all’occhio. Evidentemente noi italiani non ci possiamo materialmente permettere di mettere al mondo dei figli a 20 anni.

Alla luce di questa considerazione, la prima cosa che si nota è la differenza di atteggiamento dei passanti, l’uomo (o la donna) della strada (come diceva la mia poco amata prof di filosofia): Continua a leggere

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