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La dolcezza dell’aria

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Livorno – immagine tratta da internet

Non c’è storia, l’aria di Livorno ha un tepore e una dolcezza, anche nel suo retrogusto salato e salmastro, che non ha paragoni. Per me ha un sapore e un odore magici. Sarà perché sa di casa, di mare, di vacanza e di caldo. Sarà perché ha profumi e suoni che mi appartengono, in fondo all’anima, nel sangue, nella carne. Sarà perché anche quando puzza, quando suda, quando è sporca, quando è troppo carica, è sempre l’aria della mia infanzia.

Così questa aria di Livorno mi riconquista ogni volta, mi stupisce, mi colpisce col suo calore. Continua a leggere

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Travagli: Kreißsal vs. delivery room

*SPOILER* AVVISO ALLE FUTURE MAMME O ASPIRANTI TALI:  IN QUESTO POST CI SONO ALCUNI DETTAGLI RIGUARDANTI I MIEI PARTI, SE ANCORA NON CI SIETE PASSATE, POTRESTE NON AVER VOGLIA DI SAPERLI.

Il tempo è sempre troppo poco, ma un ritaglio per questo post lo dovevo assolutamente trovare e in fretta, prima che i ricordi freschi dell’ultima nascita fossero offuscati dalle troppe notti insonni.

Intanto va detto, che come già sperimentato alla nascita della prima figlia in Germania, fare un figlio all’estero è una faccenda che ha i suoi pro e i suoi contro. Banale considerazione, diranno i più, ma visto che sto allattando e che questa attività mi lascia il cervello svuotato e un solo neurone funzionante, a questo giro mi permetto un piccolo carosello di banalità. Dicevo dell’estero, dunque. Continua a leggere

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Niente panico, forse sono solo ormoni che migrano

Si ricomincia. Punto e a capo. E come sempre ci sono tante domande (ma va?). Sai che novità. Eppure ci sono dei momenti in cui mi rendo conto in modo cosciente di quello sto vivendo. Mi spiego meglio. Delle volte si passa per dei cambiamenti epocali, per delle trasformazioni della vita, e nemmeno ce ne rendiamo conto, e altre volte c’è questa bizzarra consapevolezza di essere nel bel mezzo di un momento fondamentale, di quelli che cambierà tutto.

E così mi sento ora. Continua a leggere

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Di stanchezze, cambiamenti e scatoloni

E finalmente trasloco fu. Dopo tanti preparativi e tante parole e tanti cartoni da riempire, chiudere ed etichettare, il fatidico momento di caricare tutto su un camion arrivò.

Per la precisione sono arrivati 4 lituani da 120 kg l’uno e in poche ore hanno svuotato la casa friburghese, riempita con amore dei nostri ultimi 3 anni di vita. Prima dell’arrivo dei forzuti traslocatori c’erano stati momenti faticosi, concitati ma soprattutto commoventi. Amiche e amici venuti a salutarci, amiche schiavizzate a fare i cartoni, a tenere la bimba mentre io e lui facevamo i cartoni, altre amiche che hanno provveduto a cibarci mentre facevamo i cartoni. Insomma, giornate passate a mettere dentro gli scatoloni gli oggetti della nostra vita tedesca e non. Continua a leggere

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Saluti, nostalgie e stress vari da emigrazione – a presto Livorno

A Livorno ci sono stata 3 settimane e ho trovato un tempo schifoso. Il primo giorno in realtà ho beccato una giornata bella, anche se ventosa e sono riuscita ad andare al mare. Tutto era intonato al mio umore, uscita dall’ospedale crucco e subito partita, il giorno dopo, per Livorno. Arrivata la sera ero distrutta, ma mi pregustavo una bella vacanza/convalescenza livornese a maggio, fatta di caldo, di sole, di mare, cibo buono, riposo e cure familiari. Quindi il giorno dopo l’arrivo, svegliata con un bel sole e un po’ di vento, ho pensato che i miei desideri si fossero avverati e mi sono lanciata fuori, verso il mare, con la bimba. Ora, magari lanciata è un eufemismo. Avevo l’affanno post polmonite, la pancia di 22 settimane, la stanchezza del viaggio e l’energia di un bradipo. Ma insomma, lo spirito era quello. E come dicevo il tempo era intonato al mio umore.

Raggiunta la spiaggetta di Antignano la bimba ed io eravamo in compagnia della mia mamma e della mia zia, e ci siamo godute il sole e l’aria di mare. Frizzante. Di casa. Una meraviglia. Nonostante non fosse caldissimo, la bimba non ha sentito ragioni, e uno strato dopo l’altro si è spogliata. Alla fine si è anche inzuppata nell’acqua fredda. Il massimo è stato quando è uscita tutta corrucciata dall’acqua e si è avvicinata alla zia e le ha detto: “Zia Simona, è ghiaccia l’acqua del mare, me la scaldi?”

La bimba desnuda incurante del maestrale teso

La bimba desnuda incurante del maestrale teso

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Momenti di nostalgia anticipata. Addio Friburgo bella.

Con un titolo così, un bell’omaggio ad un altro canto anarchico ci sta tutto

perché da quando ho realizzato che tra qualche mese lascerò Friburgo, non riesco a levarmi dalla testa questa canzone.  Anche se non sono un’anarchica che, nonostante sia senza colpa, viene scacciata. Ma è vero che parto, magari senza cantare, ma con la speranza in cuore. Quindi alla fin fine non è che proprio calzi a pennello per la mia situazione, ma suona e risuona nel mio cervello, senza fine, e allora eccomi qui. Continua a leggere

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Socializzazione tedesca – cronaca del tentativo n. 1 – parte seconda

Oh, eccoci alla puntata conclusiva di questo tentativo programmato di socializzazione con le genti tedesche. Le puntate precedenti le potete trovare qui  e qui.

Il sottotitolo di questo posto potrebbe essere anche:

Compleanni, orda di bimbi e sindacalismo all’asilo.

Ieri finalmente c’è stata la festa di compleanno della mia bimba, che ha compiuto 2 anni proprio pochi giorni fa. La preparazione della festa era iniziata diversi giorni fa, diciamo circa 2 settimane prima dell’evento. Avevo fatto i bigliettini, e mi ero preparata psicologicamente. Peccato che poi io sia stata presa da un po’ di malanni e che io mi sia trovata un po’ all’ultimo a preparare il tutto. Presa un po’ dal panico da ansia da prestazione avevo anche rotto le palle un po’ a tutti, concretamente  e virtualmente, tra telefonate, chat e post qui e su facebook. E i consigli pratici e la solidarietà psicologica sono arrivati a palate, e mi sono sentita meglio.

Ma andiamo con ordine.
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La vita scorre parallela

Riflessioni di un emigrante sulla contemporaneità delle vite degli altri.

Sono ritornata a casa. Anche se è difficile come sempre dare la definizione esatta di casa, problema già sviscerato in uno dei primi post di questo blog. Così, mentre viaggiavo ho avuto tempo di riflettere un po’, e quando abbiamo imboccato l’uscita per la stazione di Friburgo, sono stata schiaffeggiata da un pensiero inquietante. Partiamo da una considerazione banalissima. La vita scorre, ovunque, per tutti, incurante del luogo. Se mi lascio il posto A per andare al posto B, la mia vita si sposta con me da un luogo a un altro, ma nel posto A tutto continua a procedere, e io raggiungo il posto B, inserendomi nella vita che già vi scorreva. Mi sono incasinata, ma la questione era semplicemente questa: 

ogni volta che me ne vado da Friburgo la vita della città e delle persone prosegue, più o meno placida, solo che io non la vedo e non la seguo. Ogni volta che arrivo a Livorno, finisco in media res direttamente nella vita della città e delle persone che la abitano.

La considerazione, quindi, era banalissima. Un po’ come quello che succede quando si va in vacanza, stacchiamo la spina dalla vita di tutti i giorni e la nostra vita prosegue, per una o più settimane, altrove. Ma quando si va in vacanza a casa propria, o meglio, quando si torna per dei periodi in madre patria, è sempre un viaggio dell’anima. E questa cosa delle vite che scorrono parallele mi colpisce molto di più. Continua a leggere

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La nuova rete (delle amicizie)

Immagine tratta dal webCon le mie amiche italiane (in particolare una, l’Amica conosciuta qui) discutiamo spesso su come si fa a fare amicizia coi tedeschi. Posta così la questione sembra un problema da pre adolescenti che alle medie non riescono ad inserirsi e a farsi nuovi amici, in realtà si tratta di un problema serio, anche tra i trentenni emigrati del nuovo millennio.

Sono 3 anni tondi che abito in questa città e nei primi mesi la vita qui aveva uno stile più “erasmus” piuttosto che “novelli sposi”. Un po’ ci mettete il fatto che stavamo già insieme da tipo 10 anni, che convivevamo già da tempo e che, quindi, di novello, non avevamo proprio niente. Decisi a conoscere nuove persone e a vivere fino in fondo questa nuova vita, ci siamo impegnati a fare nuove amicizie, andare alle feste, intrecciare conoscenze. Non è andata male all’inizio, ma si è verificato il noto fenomeno della calamita italiana all’estero. Continua a leggere

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