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Ansia da prestazione

Malizia. Si dice ansia da prestazione e il pensiero corre subito al letto, al sesso e ad annose questioni. E invece no, la mia non ha niente a che vedere con questa sfera intima e privata che fa tanto copertina di Cosmopolitan. Ha invece a che vedere con un’altra sfera, che a mio avviso pure è intima e privata: il lavoro.

Avevo un forte desiderio di tornare a lavorare, di rimettermi in gioco e di ricominciare a tessere le sinapsi del mio cervello in attività diverse da quelle bambinesche. Il mio piano originale era di mettere anche la bimba piccola all’asilo, almeno per poche sessioni alla settimana (perché col tempo pieno andremmo falliti in due mesi!), e da settembre, con qualche ora libera, mettermi a cercare lavoro. Durante l’estate, però, spulciando i siti delle scuole qua e là avevo trovato un bando di selezione per docenti per dei corsi serali per adulti in un college. In anticipo rispetto ai miei piani avevo quindi colto l’occasione e fatto domanda. Ta-dan! In lista, colloquio, presa! All’inizio grandi prospettive, tre corsi alla settimana, ero felicissima. Poi l’euforia si sgonfia un po’ e alla fine dei tre corsi ne parte solo uno. Comunque contenta, inizio giuliva. Non sapevo quello che mi aspettava…

immagine tratta dal web

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Archiviato in cervelli in fuga, cose di mamma, italiano per stranieri

Momenti di nostalgia anticipata. Addio Friburgo bella.

Con un titolo così, un bell’omaggio ad un altro canto anarchico ci sta tutto

perché da quando ho realizzato che tra qualche mese lascerò Friburgo, non riesco a levarmi dalla testa questa canzone.  Anche se non sono un’anarchica che, nonostante sia senza colpa, viene scacciata. Ma è vero che parto, magari senza cantare, ma con la speranza in cuore. Quindi alla fin fine non è che proprio calzi a pennello per la mia situazione, ma suona e risuona nel mio cervello, senza fine, e allora eccomi qui. Continua a leggere

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Archiviato in cervelli in fuga, cose di mamma, in giro per la Germania e per il mondo, Nostalgie, riflessioni (finto profonde) a caso

Confessioni di una mamma mancata

30.10.12 ore 7 del mattino

Sul treno per Milano, in attesa di partire. Un po’ nervosa e un po’ sollevata per questa decisione. Allora è scattato il bisogno di scrivere per chiarirsi le idee, per sfogarsi un po’, per coccolarsi anche. Questa nuova gravidanza, un po’ voluta, un po’ intimamente temuta, mi sta mettendo in difficoltà. C’è una felicità, una gioia in fondo, dentro di me, che ancora non è riuscita a esplodere, che ancora è soffocata da una catena di eventi che sembra non terminare mai, siamo solo all’inizio del 4° mese! Continua a leggere

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