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Forse sono solo tatuaggi – ancora cronache di naufraghi approdati qui

Ci risiamo, come promesso mi metto di nuovo a spettegolare un po’ dei visitatori che capitano sul mio blog mentre sono, evidentemente, alla ricerca di tutt’altro. Questa funzione della piattaforma di WordPress la trovo fantastica, ti fa l’elenco delle parole cercate dai visitatori, anche se mi fa un po’ sentire una spiona: è come se entrassi nei pensieri della gente che è finita a leggere il mio blog, e ne carpissi un qualche segreto. Ma vabbè, se fossi riservata e se non fossi ciacciona (per i non toscani: impicciona) non scriverei un blog parlando agli altri dei cazzi miei e chiedendo agli altri di parlare dei loro con me, quindi bando alle crisi di coscienza e vediamo un po’ cosa cercano davvero i miei incauti visitatori. Continua a leggere

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Archiviato in metablog, riflessioni (finto profonde) a caso

Supermercato e sesso, così i visitatori naufraghi approdano qui

Stavolta non voglio fare un’altra apologia dell’apertura mentale dei tedeschi, che vendono vibratori in una catena di supermercati/profumerie (come potete leggere, se vi interessa, qui).  E nemmeno proseguire nella saga del gioco delle differenze tra tedeschi e italiani. No, stavolta voglio ispirarmi a uno dei blog che seguo, Tibten, per fare un ragionamento sulle chiavi di ricerca. In quel blog, infatti, ho letto alcuni post in cui si analizzano le parole chiave che hanno fatto arrivare i visitatori al blog stesso. WordPress, la piattaforma che ospita anche questo blog, offre questo simpatico strumento, che tra i numerosi dati e statistiche riguardanti il traffico e la provenienza delle visite (vi annuncio che è iniziata la campagna di conquista anche della Russia!!!), elenca le parole che l’incauto visitatore ha digitato su un motore di ricerca (Google o altri) e che, ahilui, lo hanno fatto approdare su queste pagine.

Purtroppo non posso vantare la stessa varietà di chiavi di ricerca di Tibten e nemmeno lo stesso grado di perversione, ma devo dire che in poco più di un mese ho raccolto delle piccole chicche… Continua a leggere

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Il bidet, questo sconosciuto

Alla fine eccomi qui a parlare di bidet, lo sapevo che prima o poi il tema dei culi e dell’igiene sarebbe arrivato a portare una ventata di freschezza nelle mie giornate.

Purtroppo non si scappa, il “problema” dell’igiene e delle differenze culturali è pressante.

Sono tormentata da un sogno proibito, avere il bidet in bagno. Mi rendo conto che noi italiani, con questa cosa del bidet, c’abbiamo proprio la fissa, ma non posso fare a meno di pensare come sarebbe migliore la mia vita con un bel bidet in casa. Probabilmente siamo l’unico popolo ad avere una media di almeno un bidet procapite, e credo che questa nostra fissa sia condivisa da pochi altri al mondo.

Il bidet per me è un imperativo categorico, e mi stupisco quando gli altri non ne colgono la pregnante importanza.

Partiamo dai fatti: in Italia, in bagno, c’è il bidet. Nel resto del mondo, solitamente, no.

Dati alla mano, quelli strani, quelli diversi, siamo noi. E invece, da bravi italiani, convinti come sempre di essere i meglio del mondo, restiamo esterrefatti quando scopriamo, viaggiando, o chiacchierando con amici stranieri, che gli altri paesi non ce l’hanno. E intimamente ci chiediamo “ma come faranno a lavarsi il culo?”. Io, senza troppi problemi, l’ho chiesto proprio esplicitamente. E questa semplice, ingenua domanda, ha aperto un dibattito acceso che si potrae ancora.

Sebbene i paesi dell’Europa continentale siano più civiili di noi in fatto di trasporti pubblici, viabilità, dialettica politica e sensibilità per la cultura e l’ambiente, purtuttavia non si lavano il culo.

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Buoni propositi

Il buon proposito per la settimana (oltre a iniziare la dieta, dormire di più, non stressarsi, non incazzarsi più del dovuto con la bimba, fare più moto, rimettersi a studiare tedesco, non incazzarsi più del necessario col marito e contribuire alla pace nel mondo) è scrivere un post sul bidet, questo sconosciuto.

Ma prima devo contattare il meraviglioso Maestro Federico Maria Sardelli per avere il permesso di pubblicare una sua vecchia, geniale tavola proprio sul tema Germania e bidet.

Buonanotte a tutti/e, grazie per le tante visite (470 circa in 2 giorni e mezzo)  e i tanti, preziosissimi incoraggiamenti.

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