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Internazionalismo proletario

O di come gli Integrationskurs integrano gli immigrati tra loro.

Immagine tratta dal web

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Venerdì ho organizzato un pranzo. C’era qui una mia amica di Livorno, venuta a trovarmi per qualche giorno. Così ho pensato che sarebbe stato carino fare qualcosa con lei e con i miei amici di qui. All’inizio volevamo fare una cena, ma poi è emerso chiaramente che la tempistica non era ideale. I vari mariti (uno mio e uno dell’amica- entrambi ricercatori) erano in un momento di orari lunghi all’università. I bimbi di sera sono sempre più noiosi. Allora avevo pensato a un caffè/tè con le amiche ma non so perché in quel momento mi è balenata l’idea che un pranzo sarebbe stato più carino.

Così ho chiamato le amiche italiche, che poi sono anche colleghe, che poi sono anche mamme (non tutte, ma insomma). Poi ho pensato di chiamare quell’amica croata tanto carina che faceva il corso di tedesco con me e che vedo ogni tanto e che ancora non l’avevo invitata dopo la merenda che aveva offerto a me e alla bimba. Poi ovviamente ho chiamata l’amica spagnola, quella con cui ho fatto la mitica scoperta dei vibratori venduti da Müller. Che poi non è spagnola spagnola, ma viene da Tenerife ed è una ventata di sole e allegria (oltre che bella esagerata). Anche lei era al corso di tedesco con me, come l’altra amica italiana e la ragazza croata.  La spagnola però aveva già un appuntamento fissato con un’altra amica, una ragazza tibetana che ha una bimba poco più piccola della mia. Visto che la tibetana l’avevo già vista un paio di volte e mi aveva fatto istintiva simpatia, le ho detto di portare anche lei. Continua a leggere

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Cin cin

Intanto leviamoci il pensiero: buon anno, buon inizio, tante belle cose, auguri a tutti.

Poi l’augurio indispensabile e imprescindibile: che il 2013 sia un anno meno di merda del 2012.

E poi alla fine il succo del post di oggi. Oggi, 1° gennaio,  che è giornata carica di buoni propositi, ricerca di buone vibrazioni, con un occhio rivolto ai bilanci fatti ieri e ancora in corso oggi. I bilanci del 2012, che volente o nolente mi toccano, anche se li ho evitati fino all’ultimo, sono arrivati inesorabili ad ammorbarmi questo primo giorno del 2013. Ma non era questo il succo del discorso, il succo era ancora il cibo. Come già fatto qui sono ancora in vena di lamentele (mi ripeto, “la lagna è il sale della vita” cit. ). Oggi mi va di lamentarmi ancora un po’, e ancora di cibo. Ieri sera ho concluso, spero, una delle maratone di pranzi, cene, caffè, mangiamo qualcosa insieme, facciamo uno spuntino ecc., più estenuanti degli ultimi anni. Ho mangiato come se non ci fosse un domani. Continua a leggere

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Metti una mattina con il sole e con la neve

Albero_cielo_neveMetti che ti svegli e non c’è, per una mattina, la bufera di neve.

Metti che poi sorge il sole, dopo giorni che ormai quasi quasi ti eri dimenticata com’era fatto. Metti che poi fuori è tutto bianco e il sole splende e la luce rifrange su quel bianco, ti abbaglia gli occhi e tutto è inondato di luce e di sole, come in un cristallo gigante e magico, in un algido caleidoscopio candido.

Metti che hai la mattina libera e te la puoi prendere con calma. Metti che ti geli il viso e le chiappe al freddo, ma poi ti scongeli al caldo di un caffè accogliente in buona compagnia.

Metti che per una volta ti puoi permettere di cazzeggiare e spendi del tempo (e poco denaro) in shopping stupido in un negozio stupido, attività pro-buon umore per definizione.

cazzatine comprate oggi (Immagine presa dal web)

cazzatine comprate oggi (Immagine presa dal web)

Metti che sei andata a letto la sera prima con i segnali che il tuo corpo, forse, si sta rimettendo in carreggiata, dopo mesi di sfighe e di “guasti”.

Metti che ti sei svegliata con un insensato buon umore.

Metti che poi apri il computer e trovi delle parole e delle frasi che sono pezzetti di felicità e di amore (grazie Sarina, grazie Vale).

Metti poi che è Natale, che di per sè ci.importa.una.bella.sega, ma che a Friburgo vuol dire decorazioni e clima festaiolo e Glühwein e a tratti ti ci prende bene.

Metti che per strada è tutto ghiacciato e nonostante le lastre scivolose e il tutore al ginocchio non ti sei addobbata per terra battendo una culata.

Le insidiose lastre di ghiaccio non mi hanno fregata (stavolta)

Le insidiose lastre di ghiaccio non mi hanno fregata (stavolta)

Metti che stamani è così, il mondo gira dalla parte giusta, il momento è di equilibrio, senza motivo apparente. Gioia di essere qui, con giorni promettenti davanti da passare con gli amici crucchi e/o espatriati. Gioia di andare tra poco giù a casa, a godersi la famiglia e le coccole e a raccattare qualche ora di sonno in più (messaggio in codice per i nonni…).

Metti che oggi è così, col baricentro per una volta centrato e stabile e le cose che sembrano andare lisce.

Magari fossero tutte così le giornate!

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Cappuccino mon amour

I confronti non si possono fare solo sui grandi temi, torniamo alle cose terra terra – come se col post sui vibratori avessi aperto un dibattito filosofico!!

Parlare del caffè sarebbe troppo scontato. Parliamo del cappuccino.

Si tratta di una guerra impari. Italia vs. resto del mondo. E’ una guerra che vale anche per il caffè, ma restiamo sul cappuccino.

In Italia il cappuccino è piccolo, te lo servono in una tazza che sarà, sì e no, il doppio di quella del caffè.

In Italia il cappuccino è veloce, come il caffè, espresso. Continua a leggere

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