Archivi tag: caldo

La dolcezza dell’aria

fortezza-nuova

Livorno – immagine tratta da internet

Non c’è storia, l’aria di Livorno ha un tepore e una dolcezza, anche nel suo retrogusto salato e salmastro, che non ha paragoni. Per me ha un sapore e un odore magici. Sarà perché sa di casa, di mare, di vacanza e di caldo. Sarà perché ha profumi e suoni che mi appartengono, in fondo all’anima, nel sangue, nella carne. Sarà perché anche quando puzza, quando suda, quando è sporca, quando è troppo carica, è sempre l’aria della mia infanzia.

Così questa aria di Livorno mi riconquista ogni volta, mi stupisce, mi colpisce col suo calore. Continua a leggere

Annunci

6 commenti

Archiviato in Nostalgie, riflessioni (finto profonde) a caso

Omino marshmallow (con le scarpe fotoniche)

Mesi e mesi senza nemmeno un post. Mi sono scervellata per postare qualcosa di veramente profondo e intelligente e l’unica cosa a cui riesco a pensare oggi sono le mie bellissime scarpe nuove. Brillanti, colorate, con la striscia fluorescente, un vero pugno in un occhio. Una cosa inguardabile dal punto di vista dei colori. Ma sono bellissime, e come si direbbe a Livorno, sono fotoniche. Oggi, per la prima volta in vita mia, mi sono comprata un paio di Nike.

Scarpe fotoniche

Scarpe fotoniche

Praticamente un evento. Continua a leggere

7 commenti

Archiviato in cose di mamma, in giro per il Regno Unito e per il mondo, Nostalgie, riflessioni (finto profonde) a caso

Di caldo, pance grosse e veleno gratis per Belen

immagine tratta dal web

immagine tratta dal web

Fa caldo. Molto caldo. Non dirò certo una cosa nuova, visto che tutti si lamentano del caldo, commentano questo caldo, fanno classifiche del caldo degli ultimi giorni, mesi, anni, decadi e cercano record di calura da battere o da dichiarare imbattibili. Qui a Livorno c’è anche umido. Un umido incredibile, che ti si appiccica addosso e ti entra dentro, ti rende molle. Così io mi sono accodata  a questi lamenti sul caldo e ho aggiunto la mia voce a quella del coro. Muoio di caldo. Ma roba che alle 3 di notte vago come una pazza per la casa alla ricerca di un refolo di fresco che dia sollievo alle mie abbondanti carni.

Mi do anche un certo tono perché ho scoperto che il mio status di donna incinta mi dà maggiore diritto a lamentarmi del caldo. Mi porto dietro (anzi davanti) questo pancione gigante e posso lamentarmi senza remore e senza limiti, attirando anzi larga solidarietà e larghi sorrisi, nei negozi, sui mezzi pubblici, con gli sconosciuti per strada. Continua a leggere

11 commenti

Archiviato in cose di mamma, in giro per la Germania e per il mondo, riflessioni (finto profonde) a caso

Saluti, nostalgie e stress vari da emigrazione – a presto Livorno

A Livorno ci sono stata 3 settimane e ho trovato un tempo schifoso. Il primo giorno in realtà ho beccato una giornata bella, anche se ventosa e sono riuscita ad andare al mare. Tutto era intonato al mio umore, uscita dall’ospedale crucco e subito partita, il giorno dopo, per Livorno. Arrivata la sera ero distrutta, ma mi pregustavo una bella vacanza/convalescenza livornese a maggio, fatta di caldo, di sole, di mare, cibo buono, riposo e cure familiari. Quindi il giorno dopo l’arrivo, svegliata con un bel sole e un po’ di vento, ho pensato che i miei desideri si fossero avverati e mi sono lanciata fuori, verso il mare, con la bimba. Ora, magari lanciata è un eufemismo. Avevo l’affanno post polmonite, la pancia di 22 settimane, la stanchezza del viaggio e l’energia di un bradipo. Ma insomma, lo spirito era quello. E come dicevo il tempo era intonato al mio umore.

Raggiunta la spiaggetta di Antignano la bimba ed io eravamo in compagnia della mia mamma e della mia zia, e ci siamo godute il sole e l’aria di mare. Frizzante. Di casa. Una meraviglia. Nonostante non fosse caldissimo, la bimba non ha sentito ragioni, e uno strato dopo l’altro si è spogliata. Alla fine si è anche inzuppata nell’acqua fredda. Il massimo è stato quando è uscita tutta corrucciata dall’acqua e si è avvicinata alla zia e le ha detto: “Zia Simona, è ghiaccia l’acqua del mare, me la scaldi?”

La bimba desnuda incurante del maestrale teso

La bimba desnuda incurante del maestrale teso

Continua a leggere

6 commenti

Archiviato in cervelli in fuga, cose di mamma, il gioco delle differenze, in giro per la Germania e per il mondo, Nostalgie, riflessioni (finto profonde) a caso

Nostalgia che (per una volta) non mi appartiene

Stamattina mi sono svegliata un po’ storta. Non nel senso di cattivo umore (anche se a Livorno si direbbe proprio “ti sei svegliata col bu’o storto”) ma proprio nel senso vero del termine: con un po’ di torcicollo e in generale non in formissima. Poi la bimba, che il fine settimana ha la sveglia puntata tra le 6 e le 6 e mezzo, stamattina si è svegliata all’alba, sì, per il latte, ma poi bella al calduccio addosso (letteralmente) al su babbo, ha continuato a dormire beata – lui mi sa un po’ meno. E visto che è lunedì alle 8 passate ancora non si svegliava. Ho provato con carezze, sussurri, qualche scossettina, ma nulla. Ho provato a prenderla per la gola, informandola che andavo a fare colazione, argomentazione che fa sempre leva, visto che è una sorta di aspirapolvere – come si può vedere qui–  ma non ha funzionato:

-Sara, mamma va a fare a colazione.

– E io no!- e si è rigirata, tipo bozzolo, nella sua copertina morbida e sdrucita.

La prima copertina della bimba

La prima copertina della bimba

Continua a leggere

5 commenti

Archiviato in cervelli in fuga, cose di mamma, Nostalgie, riflessioni (finto profonde) a caso

L’ingenuità della turista sprovveduta

Sono stata a Livorno più di una settimana, e dovrei saperlo che, nonostante questa città sia diventata il prototipo del posto col clima perfetto nel mio cervello, in realtà il clima così perfetto non lo è.

Come sempre la lontananza addolcisce i ricordi e quindi Livorno per me è la città del mare, dell’estate, del sole, del poter andare al mare da maggio a settembre, ma se butta bene anche da aprile e un po’ fino ad ottobre. E poi è vero che è colpita dai fenomeni meteorologici come tutto il globo, ma non si sa perché le tempeste e gli altri eventi funesti vi si abbattono sempre con meno violenza che nel resto d’Italia, sicché alla fine come livornesi ci si consola un po’. Siamo bloccati dalla neve, ma nel resto d’Italia è sempre peggio che da noi. Siamo allagati, ma nel resto d’Italia qualche città è proprio sommersa. Insomma, sarà per questi motivi o per la mia demenza gestazionale, a questo giro ho proprio sbagliato tutto nel prepararmi alle vacanze livornesi. Continua a leggere

7 commenti

Archiviato in cose di mamma, in giro per la Germania e per il mondo, Nostalgie