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La dolcezza dell’aria

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Livorno – immagine tratta da internet

Non c’è storia, l’aria di Livorno ha un tepore e una dolcezza, anche nel suo retrogusto salato e salmastro, che non ha paragoni. Per me ha un sapore e un odore magici. Sarà perché sa di casa, di mare, di vacanza e di caldo. Sarà perché ha profumi e suoni che mi appartengono, in fondo all’anima, nel sangue, nella carne. Sarà perché anche quando puzza, quando suda, quando è sporca, quando è troppo carica, è sempre l’aria della mia infanzia.

Così questa aria di Livorno mi riconquista ogni volta, mi stupisce, mi colpisce col suo calore. Continua a leggere

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Archiviato in Nostalgie, riflessioni (finto profonde) a caso

Location location location – cap. I

Cercar casa in UK, un modo alternativo di conoscere la cultura locale

Un post a puntate, necessariamente a puntate. Un po’ perché ho tanto da dire, un po’ perché sono mesi che sta in bozza e ogni volta riesco a scriverne solo poche righe e poi vengo interrotta. Ci riprovo, speriamo vada meglio a questo giro.

Premesso che non so se sia più avventuroso la questione del cercare casa all’estero o quella del cercare casa con una bimba di meno di 2 mesi e una di meno di 3 anni. Ma ciò non toglie che questa avventura di cercar casa qui a Brighton, come la si voglia vedere, è un ottimo modo per conoscere meglio la cultura locale. Sì perché nel processo di scelta della casa ci sono implicate un sacco di cose intrinsecamente culturali che una, finché non ci si trova, mica se ne rende conto. Le case sono intrise di cultura nazionale in un modo assurdo. Intanto per la loro struttura, i materiali, gli interni, la divisione. Raccontano una storia, la storia del posto, della città, dei suoi dintorni e delle sue materie prime, la storia della gente del posto e dell’evoluzione del luogo. In poche settimane, in questa intensa ricerca di una casa da comprare, ho scoperto molte più cose di questo posto di quante ne avrei potute scoprire leggendo, chessò, una guida o un libro di storia.

Questo scrivevo un paio di mesi fa (anzi ormai più di 4 mesi fa), e poi, come sempre, sono stata interrotta. E oggi mi sono messa qui a scrivere, avendo ricevuto in regalo un’ora di tempo libero (sempre siano benedetto il nonno in trasferta!) e ho ritrovato questo inizio di post. E dato che da brava mamma ormai so che è peccato buttar via le cose, e che l’arte del riciclo rende la casalinga perfettamente eco-friendly, eccomi qui a riciclare. Anche perché ero partita bene, due mesi fa, con questa descrizione. Le case raccontano una storia. E cercare casa, visitare case, avere contatti con le agenzie immobiliari, varcare le soglie di sconosciuti autoctoni, è davvero un modo alternativo di conoscere la cultura locale. Continua a leggere

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Colpi di vento senza sale

Oggi  si vola, letteralmente. Come si dice a Livorno “c’è un vento che porta via”. Raffiche fortissime che scuotono tutto e fanno impazzire mulinelli di foglie ovunque. Il vento, anche se carico di polvere, di terra e di foglie, qui è trasparente. Non mi viene in mente un’altra parola.

Ogni volta che qui c’è una bufera di vento vengo colta da fitte fortissime di nostalgia per la mia Livorno. Questo vento senza sale, che ti spettina e ti aggredisce, ma non con la stessa forza di quello di mare, mi fa venire voglia di andare via, di tornare a Livorno. Dove il vento è sempre carico. Carico di salsedine, umido, che ti si appiccica addosso come se avesse una consistenza propria. Carico di odori e profumi di mare. Continua a leggere

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Com’è che oggi mi sento a casa – Friburgo mon amour

Ovvero quelle che cose che Friburgo ti regala un sabato mattina a caso.

Klarastrasse: il negozio di vestiti per bambini second hand accanto al negozio dark punk con accessori vagamente sadomaso, per una volta aperti tutti e due alla stessa ora. Chissà se hanno gli stessi clienti?

La vetrina del negozio del mio amico, che trovo deliziosa e mi mette di buon umore ogni volta che ci passo davanti.

la vetrina del negozio Huitzilpochtli

la vetrina del negozio Huitzilopochtli

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La vita scorre parallela

Riflessioni di un emigrante sulla contemporaneità delle vite degli altri.

Sono ritornata a casa. Anche se è difficile come sempre dare la definizione esatta di casa, problema già sviscerato in uno dei primi post di questo blog. Così, mentre viaggiavo ho avuto tempo di riflettere un po’, e quando abbiamo imboccato l’uscita per la stazione di Friburgo, sono stata schiaffeggiata da un pensiero inquietante. Partiamo da una considerazione banalissima. La vita scorre, ovunque, per tutti, incurante del luogo. Se mi lascio il posto A per andare al posto B, la mia vita si sposta con me da un luogo a un altro, ma nel posto A tutto continua a procedere, e io raggiungo il posto B, inserendomi nella vita che già vi scorreva. Mi sono incasinata, ma la questione era semplicemente questa: 

ogni volta che me ne vado da Friburgo la vita della città e delle persone prosegue, più o meno placida, solo che io non la vedo e non la seguo. Ogni volta che arrivo a Livorno, finisco in media res direttamente nella vita della città e delle persone che la abitano.

La considerazione, quindi, era banalissima. Un po’ come quello che succede quando si va in vacanza, stacchiamo la spina dalla vita di tutti i giorni e la nostra vita prosegue, per una o più settimane, altrove. Ma quando si va in vacanza a casa propria, o meglio, quando si torna per dei periodi in madre patria, è sempre un viaggio dell’anima. E questa cosa delle vite che scorrono parallele mi colpisce molto di più. Continua a leggere

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Cin cin

Intanto leviamoci il pensiero: buon anno, buon inizio, tante belle cose, auguri a tutti.

Poi l’augurio indispensabile e imprescindibile: che il 2013 sia un anno meno di merda del 2012.

E poi alla fine il succo del post di oggi. Oggi, 1° gennaio,  che è giornata carica di buoni propositi, ricerca di buone vibrazioni, con un occhio rivolto ai bilanci fatti ieri e ancora in corso oggi. I bilanci del 2012, che volente o nolente mi toccano, anche se li ho evitati fino all’ultimo, sono arrivati inesorabili ad ammorbarmi questo primo giorno del 2013. Ma non era questo il succo del discorso, il succo era ancora il cibo. Come già fatto qui sono ancora in vena di lamentele (mi ripeto, “la lagna è il sale della vita” cit. ). Oggi mi va di lamentarmi ancora un po’, e ancora di cibo. Ieri sera ho concluso, spero, una delle maratone di pranzi, cene, caffè, mangiamo qualcosa insieme, facciamo uno spuntino ecc., più estenuanti degli ultimi anni. Ho mangiato come se non ci fosse un domani. Continua a leggere

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A casa tutti bene?

immagine tratta dal web

immagine tratta dal web

Voglio dedicare un post alla famiglia. Non perché nottetempo io mi sia reincarnata in Costanza Miriano (per l’amor del cielo, no) o in un ideatore pubblicitario della Mulino Bianco, no. Semplicemente perché oggi faccio il mio primo blogmeseversario e mi va di festeggiare, anzi, di dedicare. Così ho deciso di mettere per scritto quei pensieri che mi frullano spesso per la testa e che riguardano la famiglia. Anzi, le mie famiglie. Sì, perché io ho tante famiglie, un po’ ereditate, un po’ costruite nel tempo e un po’ scelte. Visto che in molti casi si tratta di famiglie allargate, credo che sia il caso anche di allargare il concetto di famiglia. Continua a leggere

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