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Elogio della noia ospedaliera

Per qualche momento ho pensato di iscrivermi a un concorso di sfiga. Una cosa tipo sfigometro, dove una giuria raccoglie le informazioni sulle sventure, le sfortune e gli incidenti dei concorrenti e poi valuta il grado di sfiga secondo vari parametri – che ne so, generale, personale, familiare, lavorativo, delle malattie, dei mezzi di trasporto. Ho pensato che potrei essere una valida concorrente.

In realtà non sono poi così sfigata. Il punto è che in questo momento sono ricoverata all’ospedale, per polmonite, e allora ho una vaga tendenza a vedere il lato buio delle cose. Ma come dice una mia amica, basta poco e il mio insopportabile ottimismo, il mio insopprimibile spirito da Pollyanna riemergerà e tornerò a vedere il lato bello delle cose.

Quindi, per andare con ordine che c’è da dire? In realtà dall’inizio dell’anno non avevo avuto tante disavventure, quindi pensavo ormai di esser fuori concorso, dopo aver avuto un ottimo 2012 di merda che secondo me mi dava credito per qualche annetto di tranquillità.

Quindi la Pollyanna che è in me mi suggerisce che questo ricovero sia solo un episodio isolato e mi spinge a trattarlo in quanto tale.
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Signora, dovrebbe prendere un appuntamento telefonicamente.

Nota su una scena di ordinaria incomprensione con un’infermiera di uno studio medico.

Ebbene sì, nonostante il 2012 sia ormai finito, chiuso, passato, archiviato, pare che i malanni non abbiano ancora del tutto abbandonato il mio corpo. Così questa settimana mi sono goduta una bella influenza, al completo. Ho iniziato con la febbre, piuttosto alta, poi è arrivato un mal di gola terribile e alla fine anche un bel raffreddore, di quelli che ti fanno parlare come l’orso Yoghi (do, do, non scherzo, parlavo proprio così, dudda chiusa e nasale).

Arrivata a giovedì ho ingenuamente pensato di essere ormai sulla dolce discesa della guarigione, così la sera me ne vado a nanna tutta contenta, sperando che finalmente una bella dormita, un lungo riposo, mi potessero regalare un risveglio finalmente in forma, o almeno con un naso meno gocciolante. E invece. Continua a leggere

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