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Premio!!!

Liebster_AwardHo ricevuto un auord, un premio, e ne sono contentissima, visto che mi arriva da un blog che mi piace assai e che seguo con sommo divertimento (non perché rida delle disgrazie dei precari, eh, ma perché il blog è proprio bello). LA DISOCCUPAZIONE INGEGNA mi ha onorata del Liebster blog award!

Vorrei pavoneggiarmi un po’, visto che già un’altra blogger mi aveva fatto un simile onore, conferendomi sempre questo premio, ma vista l’ora tarda mi fermo qui, che è meglio, e mi accingo ad elencare le regole del graditissimo regalo (diverse dalla prima nomination ricevuta due mesi fa).

Ecco le regole:

1 Elencare 11 cose che mi riguardano
2 Rispondere alle 11 domande a me rivolte da La disoccupazione ingegna
3 Scrivere 11 domande per le persone che nominerò a mia volta
4 Invitare a mia volta altre 11 persone, di cui apprezzo il blog. Continua a leggere

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Supermercato e sesso, così i visitatori naufraghi approdano qui

Stavolta non voglio fare un’altra apologia dell’apertura mentale dei tedeschi, che vendono vibratori in una catena di supermercati/profumerie (come potete leggere, se vi interessa, qui).  E nemmeno proseguire nella saga del gioco delle differenze tra tedeschi e italiani. No, stavolta voglio ispirarmi a uno dei blog che seguo, Tibten, per fare un ragionamento sulle chiavi di ricerca. In quel blog, infatti, ho letto alcuni post in cui si analizzano le parole chiave che hanno fatto arrivare i visitatori al blog stesso. WordPress, la piattaforma che ospita anche questo blog, offre questo simpatico strumento, che tra i numerosi dati e statistiche riguardanti il traffico e la provenienza delle visite (vi annuncio che è iniziata la campagna di conquista anche della Russia!!!), elenca le parole che l’incauto visitatore ha digitato su un motore di ricerca (Google o altri) e che, ahilui, lo hanno fatto approdare su queste pagine.

Purtroppo non posso vantare la stessa varietà di chiavi di ricerca di Tibten e nemmeno lo stesso grado di perversione, ma devo dire che in poco più di un mese ho raccolto delle piccole chicche… Continua a leggere

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Una solitudine troppo rumorosa

No, non è la recensione del mio libro preferito, ma in effetti questo post si chiama come il titolo di uno dei miei libri preferiti, di quello scrittore straordinario che è Bohumil Hrabal.

Visto che è da tanto tempo che vorrei rileggerlo, le parole del titolo mi frullano per la testa spesso e oggi hanno trascinato la mia mente in un tutt’altro posto. Mi hanno portata a pensare  al fatto che, da quando vivo in Germania, sono sì più sola di quando stavo in Italia, ma sono anche completamente ricoperta di parole. Parole scritte, parole dette, parole ascoltate, parole al telefono, parole su facebook, parole su internet.  Il mio contatto con la mia vita di prima e con la mia famiglia è ormai basato soprattutto sulle parole.  Skype, il telefono, facebook, il cellulare, i messaggini,le e.mail, sono tutti mezzi per raccontare come va la vita, per comunicare, aggiornarsi, mantenersi vicini. Ma non possono sostituire la condivisione e il vivere insieme le cose di tutti i giorni con le persone che ci mancano.

La quotidianità, si sa, è un’altra cosa. Continua a leggere

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