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Prosciutto, russi a frotte e babbi fighi- cronaca (ritardataria) di una settimana in ospedale

Paese che vai, ospedale che trovi, direi che è una massima che si adatta bene alla situazione.

Mi ero passata una bella settimana in ospedale e nell’attesa di essere dimessa, mi era salita incontrollabile la voglia di fare un bel bilancio di questa settimana. Poi il post era rimasto in bozza e finalmente ho trovato, solo adesso, la concentrazione per finirlo.

Ora, purtroppo c’è da dire che negli ultimi due anni le degenze mie (o di familiari stretti) sono state troppe, troppo frequenti e spesso insopportabili, come solo gli ospedali e le malattie sanno essere.

Ma a questo giro, pur nella sfiga cosmica che sembra perseguitarmi, alla fine ho avuto uno sguardo più rilassato sull’insieme e posso permettermi qualche digressione.

Da dove iniziare? Dal tasto dolente del rancio? Ma sì, spariamo a zero sul rancio, che quando si tratta di ospedali viene sempre bene. vassoio_ospedale

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Archiviato in il gioco delle differenze, in giro per la Germania e per il mondo, riflessioni (finto profonde) a caso

Crisi d’astinenza e divagazioni offline

Zona libera dalla rete, per fare una pausa da internet ogni tanto - immagine tratta dal web

Zona libera dalla rete, per fare una pausa da internet ogni tanto – immagine tratta dal web

Che buffo per un volta mettersi a scrivere offline. Una cosa che non mi succedeva da tempo. Sono qui all’ospedale, mi ero prefissata di fare un sacco di cose, scrivere alla ditta per fare le ultime domande di controllo prima di accettare il preventivo per il trasloco internazionale, volevo continuare con la ricerca delle case in affitto e fare qualche telefonata e mandare qualche mail per iniziare a prendere gli appuntamenti, che poi tra 10 giorni lui va a Brighton, e il mio compito è riempirgli l’agenda come un uovo. Volevo cazzeggiare un po’ su facebook e magari fare due chiamate con skype per salutare un po’ di gente e passare un po’ di tempo. E invece no. Invece stamattina mi hanno trasferita in una nuova stanza perché avevano bisogno della mia per un’emergenza, e mi sono trovata in una camera nuova, altrettanto figa, grandissima, con tre letti e una sola altra paziente, e purtroppo senza rete!
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