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Il senso di N. per la neve

Questo senso è contraddittorio assai. Idealmente la neve è molto bella, romantica, fa tanto inverno nel senso vero del termine e rende il freddo polare vagamente più sopportabile, specialmente quando la nevicata è già storia e resta solo il bellissimo manto immacolato, e magari c’è anche il sole a riflettercisi sopra. Ma poi nel concreto, nel bagnato e nel freddo della neve, mica sono questa grande fan.

Che poi tutto il libeccio che c’ho sotto pelle si ribella e dopo qualche giorno di neve, e poi ghiaccio, e poi nevischio, e poi neve sporca e poi ghiaccio ancora, la pazienza finisce e un rabbia sorda, inespressa, mista a un senso si impotenza e di intrappolamento si fa avanti e mi travolge.

E poi come si fa? Come mai ci sono così tanti tipi di neve? L’altro giorno camminavo per strada e l’aria era asciutta, il cielo bianco ma non minaccioso e faceva moooolto freddo. A un certo punto mi arriva sul cappotto una pallina polistirolo. Continua a leggere

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La foresta bianca incantata – aka il Bruscello

Ieri c’era un sole bellissimo e l’aria fresca e pulita, limpida limpida, così abbiamo trascinato una bimba poco vogliosa di attività all’aria aperta (la Pimpa sembrava più interessante, valla a capire!) e siamo andati su in montagna.

Abbiamo impacchettato la bimba come per una missione al Polo Nord e abbiamo preso lo slittino. Giù in città non c’era praticamente più neve, tranne per qualche mucchio sporco ai bordi delle strade, avanzato dai giorni prima. Ma appena abbiamo imboccato la strada di montagna verso lo Schauinsland, ci si è presentato uno spettacolo fantastico, che non avevo mai visto in vita mia. C’era la neve per terra, nel bosco, anzi, nella foresta nera, ma sugli alberi non c’era la neve, ma uno strato di ghiaccio. Era tutto bianco, come se i rami si fossero trasformati in cristalli di ghiaccio. L’aria sembrava immobile e il sole illuminava questa meraviglia.

Quando siamo arrivati alla pista per fare qualche scivolata con lo slittino, abbiamo trovato questo panorama

vista sulla pista per gli slittini

vista sulla pista per gli slittini

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Fenomeni meteorologici a me (finora) sconosciuti

Sarà che vengo dalla soleggiata Livorno, città allegramente sdraiata lungo una bellissima costa battuta dal mare e dal vento, ma ci sono alcuni fenomeni meteorologici che certe volte mi sorprendono.

Da un paio di giorni la città di Friburgo è avvolta da una nebbia lattiginosa che nemmeno nel film su Jack lo squartatore con Johnny Depp pareva plausibile. Eppure questa nebbia mica è fatta con un macchinario o con gli effetti speciali al computer, no no, è proprio vera, umida e grigia.

Alberi spettrali avvolti nella nebbia, davanti a casa mia

Alberi spettrali avvolti nella nebbia, davanti a casa mia

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Progetti didattici ma non natalizi – seconda parte

Due giorni fa sono riuscita finalmente a concludere il progetto didattico che avevo iniziato col mio gruppo di conversazione. La soddisfazione è stata tanta, visto che mi è sembrato che il gruppo si divertisse.

Alla fine tutto il ciclo è durato 3 o 4 lezioni in tutto. Dopo l’inizio scherzoso col test per scoprire se si è più tedeschi o più italiani, abbiamo proseguito con la lettura di alcuni brani di post che io ho tratto da alcuni blog di espatriati in Germania come me. I temi erano vari, dalle considerazioni sulle differenze alimentari, al problema filosofico del cappuccino, fino ad arrivare a temi più delicati come ad esempio la tanto lamentata difficoltà a fare amicizia coi tedeschi, o comunque la diversità tra tedeschi e italiani nel relazionarsi agli altri. L’obiettivo finale era quello di farli parlare, sperando che i temi proposti fossero stimolanti per loro. Durante la penultima lezione, in piccoli gruppetti, hanno discusso un po’, alla ricerca delle cose che LORO, in quanto TEDESCHI, trovavano strane degli italiani. Beh, ne sono venute fuori di cose, e io mi sono divertita tantissimo in questo confronto allo specchio. Ma ecco qualche perla: Continua a leggere

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Bella la mi’ Livorno – capitolo 3

momenti perfetti

momenti perfetti

Metti l’aria tersa e pulita, profumata di mare e limpida come può essere solo dopo una mareggiata. Metti il sole splendido e il mare che si scuote di dosso le ultime onde ormai lunghe e stanche dopo una notte agitata. Metti la bimba e la nonna in giro sul lungomare da sole. Metti che le cogli in un momento così e il mondo ti sembra perfetto e pensi che non vorresti essere da nessun’altra parte se non alle spalle di quelle due creature, in quell’istante, con quel mare e con quella luce. E con tutto quell’amore. Ti avvicini e senti che stanno facendo il tifo alle onde più grandi per incitarle a saltare il moletto. Ti avvicini e vorresti entrare in quel quadro senza disturbarne l’equilibrio. Ti avvicini e pensi: ma quanto le amo queste due donne? Ti avvicini e pensi di essere felice e di sentirti a casa come non ti succedeva da tempo.

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La sindrome del pandoro – bella la mi’ Livorno

Ovvero di come appare il mondo (Livorno) dopo un’assunzione prolungata di massicce dosi di pandoro.

il-pandoro-ricette-di-natale1

Eccolo, il post natalizio.

L’emigrante scende dalla ricca Germania e la prima cosa che nota, rimettendo piede sul suolo natio, è che a Livorno c’è la crisi. Anzi, la “grisi”. Ma grossa. La miseria. E tutti lo dicono, i giornali lo ripetono, i telegiornali lo gridano, la gente lo dice, è tutto vero. C’è la crisi. Anche in Germania lo dicono, e quando sono laggiù leggo i giornali italiani online e mi immagino la crisi a casa mia. Perché diciamoci la verità, ad emigrare nel Baden-Württemberg ho avuto una gran botta di cul fortuna. E’ uno dei Land che meglio resiste in questa situazione critica. E il confronto tra la ricca Friburgo e la ventosa Livorno, ogni volta che ci ritorno, è impietoso. Nel centro di Livorno i negozi chiudono, a grappoli. L’aria che si respira è buona e piena di salsedine, ma metaforicamente è pesante e manca il respiro.

Stabilito questo punto fermo, e cioè la crisi, mi sono guardata intorno in questi giorni. E nonostante i problemi economici, il cibo ha fatto da padrone. Pranzi, cene, merende, di nuovo pranzi e cene, a ciclo continuo. E all’improvviso ho visto chiaramente quello che i miei studenti tedeschi mi dicono sempre: “gli italiani parlano sempre di cibo”. Continua a leggere

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Nostalgia random – Cose a caso che mi mancano dell’Italia.

Questo post è una trappola, una trappola mortale che mi porterà a scrivere una montagna di banalità, ma proprio non resisto. Mi sono trattenuta, eh, davvero. 4 lunghissimi giorni. Poi ho ceduto. Ecco il post.

E subito ecco il primo scoglio.

Inizio dal cibo? Nooo, troppo banale.

Dal clima? Nooooo, trito e ritrito.

Dalla fantasia degli italiani? Già sentito.

Oh, vabbè, ma le cose son quelle, che ci posso fare io?

La verità è che:

IN ITALIA SI MANGIA BENE. Mediamente meglio, e parecchio, di come si mangia qui in Germania. Qui (almeno a Friburgo), in realtà, le cose non andrebbero malissimo, non fosse per le salse. Mi spiego. Ordini una bella bistecca, e qui la ciccia è buona, con le patatine fritte. Che ci vorrà mai? Mica è facile rovinarla. E invece, sorpresa, ti ci buttano sopra, a tradimento, un bel panetto di Krauterbutter, il loro terribile burro alle erbette. Oppure te la servono sdraiata, patatine comprese, su un bel letto di salsa marrone (vedi la tavola del Sardelli). Continua a leggere

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