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Il senso di N. per la neve

Questo senso è contraddittorio assai. Idealmente la neve è molto bella, romantica, fa tanto inverno nel senso vero del termine e rende il freddo polare vagamente più sopportabile, specialmente quando la nevicata è già storia e resta solo il bellissimo manto immacolato, e magari c’è anche il sole a riflettercisi sopra. Ma poi nel concreto, nel bagnato e nel freddo della neve, mica sono questa grande fan.

Che poi tutto il libeccio che c’ho sotto pelle si ribella e dopo qualche giorno di neve, e poi ghiaccio, e poi nevischio, e poi neve sporca e poi ghiaccio ancora, la pazienza finisce e un rabbia sorda, inespressa, mista a un senso si impotenza e di intrappolamento si fa avanti e mi travolge.

E poi come si fa? Come mai ci sono così tanti tipi di neve? L’altro giorno camminavo per strada e l’aria era asciutta, il cielo bianco ma non minaccioso e faceva moooolto freddo. A un certo punto mi arriva sul cappotto una pallina polistirolo. Continua a leggere

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Fichi e mandorle e i sapori dell’anima

Ieri ho avuto un’epifania gastronomica. Sono andata a fare la spesa da Real, il mitico supermercato che tanto assomiglia ad una coop italica e che offre una gamma di prodotti per me fondamentali (varie marche di pasta italiana, carne decente, diversi prodotti italiani confezionati a prezzi ragionevoli). Per la spesa, quella grande, è perfetto.

Mentre girovagavo senza troppa concentrazione tra una corsia e l’altra, perdendomi come faccio sempre, mi sono ricordata che mancava la marmellata, così mi sono gettata a capofitto tra confetture e creme varie. All’inizio ho cercato prodotti locali, magari con una quantità ragionevole di frutta dentro. Poi sono stata affascinata dal numero infinito di marmellate di bacche (Beeren di ogni sorta) che c’erano sugli scaffali e mi è salito un moto di rimpianto per le marmellate di casa mia. Ad un certo punto sono stata letteralmente folgorata. Da uno scaffale in basso è spuntata una marmellata di fattura austriaca che mi ha riempita di gioia: FICHI CON MANDORLE. Continua a leggere

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La foresta bianca incantata – aka il Bruscello

Ieri c’era un sole bellissimo e l’aria fresca e pulita, limpida limpida, così abbiamo trascinato una bimba poco vogliosa di attività all’aria aperta (la Pimpa sembrava più interessante, valla a capire!) e siamo andati su in montagna.

Abbiamo impacchettato la bimba come per una missione al Polo Nord e abbiamo preso lo slittino. Giù in città non c’era praticamente più neve, tranne per qualche mucchio sporco ai bordi delle strade, avanzato dai giorni prima. Ma appena abbiamo imboccato la strada di montagna verso lo Schauinsland, ci si è presentato uno spettacolo fantastico, che non avevo mai visto in vita mia. C’era la neve per terra, nel bosco, anzi, nella foresta nera, ma sugli alberi non c’era la neve, ma uno strato di ghiaccio. Era tutto bianco, come se i rami si fossero trasformati in cristalli di ghiaccio. L’aria sembrava immobile e il sole illuminava questa meraviglia.

Quando siamo arrivati alla pista per fare qualche scivolata con lo slittino, abbiamo trovato questo panorama

vista sulla pista per gli slittini

vista sulla pista per gli slittini

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Fugaci impressioni di Stoccarda

Via, armiamoci ci pazienza e partiamo

Via, armiamoci ci pazienza e partiamo

Così ieri mattina mi avvio alla stazione, sotto una simpatica nevicata mattutina, per prendere il treno delle 6.52 (ho detto le 6.52, di sabato mattina…roba da pazzi) che mi porterà a Stoccarda per la presentazione di un libro di italiano.

Prima notazione: è buio, fa freddo, nevica, ma la strada davanti a casa è bellissima, tutta bianca e intatta. C’è un silenzio irreale in giro e solo un signore che gironzola e qualche taxi svogliato.

Seconda notazione: alla stazione trovo le due amiche (e colleghe) con cui farò il viaggio, e sembra subito di essere in un giorno di festa, tutte e tre per un giorno (non lavorativo) senza prole, impegnate in una cosa che è di lavoro, sì, ma è anche un po’ una girata. In un attimo eravamo come 3 ragazzine (magari!) in gita! Continua a leggere

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Signora, dovrebbe prendere un appuntamento telefonicamente.

Nota su una scena di ordinaria incomprensione con un’infermiera di uno studio medico.

Ebbene sì, nonostante il 2012 sia ormai finito, chiuso, passato, archiviato, pare che i malanni non abbiano ancora del tutto abbandonato il mio corpo. Così questa settimana mi sono goduta una bella influenza, al completo. Ho iniziato con la febbre, piuttosto alta, poi è arrivato un mal di gola terribile e alla fine anche un bel raffreddore, di quelli che ti fanno parlare come l’orso Yoghi (do, do, non scherzo, parlavo proprio così, dudda chiusa e nasale).

Arrivata a giovedì ho ingenuamente pensato di essere ormai sulla dolce discesa della guarigione, così la sera me ne vado a nanna tutta contenta, sperando che finalmente una bella dormita, un lungo riposo, mi potessero regalare un risveglio finalmente in forma, o almeno con un naso meno gocciolante. E invece. Continua a leggere

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Il futuro – riflessioni sadomaso

L'immagine più soft che abbia trovato...- presa dal web

L’immagine più soft che abbia trovato…- presa dal web

I titoli li faccio così, mettendoci sempre i doppi sensi, per aumentare le visite degli ignari visitatori. Ma sulle strane ricerche che portano a queste pagine dedicherò presto un secondo capitolo. Andiamo oltre.

Ma stavolta il sadomaso c’entra, almeno un pochino. Stare a farsi le pippe mentali sul futuro è un po’ da masochisti, ammettiamolo. E anche fare dei post su questo tema, in modo che altri condividano le proprie paranoia, è un po’ da sadici. Ma tant’è, stasera, anzi stanotte, va così.

La bella nevicata, placida ma apparentemente instancabile che si sta consumando fuori dalla mia finestra di certo concilia un umore più meditabondo del solito. E allora meditiamo, una volta tanto. Non voglio fare speculazioni sul futuro, chiedermi come sarà la mia vita tra tot anni o cose del genere. Le mie meditazioni sono ben più terra terra. Il punto è: dove voglio andare? Cosa voglio fare? Continua a leggere

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Progetti didattici ma non natalizi (forse)

immagine presa dal web

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E TU, NELL’ANIMA, SEI PIU’ ITALIANO O PIU’ TEDESCO?

A Natale, o dintorni, la tentazione di un bel post natalizio preme, invita, chiama. E non è detto che non ci caschi anch’io. Stando a Friburgo, poi, con la neve che scende beata a fiocchi e i mercatini di Natale che ammiccano colorati e luminosi, è facile farsi prendere dal clima festaiolo. Poi c’è anche il fatto che sarà più di un mese (dall’inizio di novembre direi) che spuntano le decorazioni, le stelline, le paillettes, le scritte glitter, un trionfo del kitsch natalizio insomma, e alla fine una un po’ si fa trascinare, anche se non è che di solito impazzisco per il Natale.

Ma per resistere alla tentazione del post natalizio, mi sono concentrata sul lavoro. O meglio: visto che sto lavorando a una cosa piacevole e divertente, ho pensato di condividerla. Continua a leggere

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