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Interrogazioni di una madre migrante

Eccoci qui, belli e sistemati in UK, nella bella Brighton che nelle ultime 3 settimane ci ha regalato un tempo bellissimo. Cosa che ha facilitato il buon umore e l’integrazione.

Ma il sole, la temperatura mite e il verso, così familiare, dei gabbiani, non sono stati sufficienti a fermare qualche paranoia. Si tratta soprattutto di paranoie da madre.

Esplorando Brighton with the baby

Esplorando Brighton with the baby

Sono fermamente convinta che ci sia un qualche meccanismo biologico perverso per cui, nel momento in cui si diventa mamme, contemporaneamente si genera un sentimento nuovo che è insieme paranoia, peso della responsabilità, senso di ansia di varia forza e spessore. Magari è una cosa mia, tutta personale, e alle altre mamme non è successa, in ogni caso, al di là del profilo caratteriale o dell’attitudine che potevo aver prima,  nel momento in cui è nata la bimba, questo mio nuovo lato si è fatto avanti con forza e mi sono ritrovata a scavare in fondi di paranoia che non credevo di poter avere.

E questo era il preambolo. Il succo vero è che mi interrogo. Mi interrogo tanto e spesso sulle conseguenze che le mie (nostre) scelte di adulti hanno sulla vita di mia figlia. Delle mie figlie. Continua a leggere

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Di caldo, pance grosse e veleno gratis per Belen

immagine tratta dal web

immagine tratta dal web

Fa caldo. Molto caldo. Non dirò certo una cosa nuova, visto che tutti si lamentano del caldo, commentano questo caldo, fanno classifiche del caldo degli ultimi giorni, mesi, anni, decadi e cercano record di calura da battere o da dichiarare imbattibili. Qui a Livorno c’è anche umido. Un umido incredibile, che ti si appiccica addosso e ti entra dentro, ti rende molle. Così io mi sono accodata  a questi lamenti sul caldo e ho aggiunto la mia voce a quella del coro. Muoio di caldo. Ma roba che alle 3 di notte vago come una pazza per la casa alla ricerca di un refolo di fresco che dia sollievo alle mie abbondanti carni.

Mi do anche un certo tono perché ho scoperto che il mio status di donna incinta mi dà maggiore diritto a lamentarmi del caldo. Mi porto dietro (anzi davanti) questo pancione gigante e posso lamentarmi senza remore e senza limiti, attirando anzi larga solidarietà e larghi sorrisi, nei negozi, sui mezzi pubblici, con gli sconosciuti per strada. Continua a leggere

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Deve essere il baricentro spostato…

oppure non sono più livornese di scoglio.

Son problemi grossi: oggi sono andata al mare, mi sono goduta una bella mattinata di sole, sale, mare, sassolini e alghe spiaccicate sull’asciugamano dalla mia bimba, e ho realizzato una triste realtà. Non so più camminare sugli scogli come un tempo.

La "pompa", lo scoglione è fuori inquadratura, a sinistra

La “pompa”, lo scoglione è fuori inquadratura, a sinistra

La spiaggetta preposta alle mie uscite marittime mattutine con prole è sassosa. Più si avanza nell’acqua e più i sassolini diventano veri e proprio scogli, intermezzati da qualche pezzo di vecchio molo crollato. Un luogo da frequentare con le ciabatte di gomma, come i fiorentini al mare (che se sono fiorentini d.o.c. sapranno che i livornesi li prendono in giro per le loro mise marittime, Vernacoliere docet). Continua a leggere

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Di stanchezze, cambiamenti e scatoloni

E finalmente trasloco fu. Dopo tanti preparativi e tante parole e tanti cartoni da riempire, chiudere ed etichettare, il fatidico momento di caricare tutto su un camion arrivò.

Per la precisione sono arrivati 4 lituani da 120 kg l’uno e in poche ore hanno svuotato la casa friburghese, riempita con amore dei nostri ultimi 3 anni di vita. Prima dell’arrivo dei forzuti traslocatori c’erano stati momenti faticosi, concitati ma soprattutto commoventi. Amiche e amici venuti a salutarci, amiche schiavizzate a fare i cartoni, a tenere la bimba mentre io e lui facevamo i cartoni, altre amiche che hanno provveduto a cibarci mentre facevamo i cartoni. Insomma, giornate passate a mettere dentro gli scatoloni gli oggetti della nostra vita tedesca e non. Continua a leggere

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La torre di Babele e di cupcake

La fantastica torre di cupcake del mio babyshower

La fantastica torre di cupcake del mio babyshower

Per la prima volta doppia versione, italiana e inglese! For the first time a double version: Italian and English- for the English version scroll down.

Sono giorni intensi e frenetici e l’adrenalina è a mille. Facciamo cartoni, impacchettiamo tutto e io sono lanciatissima in quel processo di smaltimento di roba inutile che si accompagna sempre ai traslochi e ai trasferimenti. L’inevitabile catarsi del cambiare pelle, l’occasione del cambiamento per fare pulizia e sistemare tutto quello che si voleva sistemare da tempo.

Così è tempo di bilanci. L’adrenalina pompa il mio fisico altrimenti provato dagli sbalzi di temperatura e d’umore e affaticato da una pancia incredibilmente grande che sembra non finire mai di crescere (e pensare che ci devo ancora passare quasi 3 mesi insieme!).

Così la mia testa schizza, la concentrazione langue e soprattutto le liste e i pizzini si moltiplicano. Ho liste per tutto: le cose da fare, gli appuntamenti da prendere, la roba da comprare, la roba da mettere nelle valigie, la gente da vedere, i regali da preparare. E queste liste e questa frenesia del fare mi hanno un po’ anestetizzata. Mi sono ritrovata a poco più di una settimana dal trasloco senza rendermi davvero conto che ci siamo quasi.

Poi però domenica il velo si è squarciato.

Domenica c’è stata una festa, una bellissima festa. Continua a leggere

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Momenti di nostalgia anticipata. Addio Friburgo bella.

Con un titolo così, un bell’omaggio ad un altro canto anarchico ci sta tutto

perché da quando ho realizzato che tra qualche mese lascerò Friburgo, non riesco a levarmi dalla testa questa canzone.  Anche se non sono un’anarchica che, nonostante sia senza colpa, viene scacciata. Ma è vero che parto, magari senza cantare, ma con la speranza in cuore. Quindi alla fin fine non è che proprio calzi a pennello per la mia situazione, ma suona e risuona nel mio cervello, senza fine, e allora eccomi qui. Continua a leggere

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La pancia che bolleggia

23 ottobre 201o Barcellona

Sono nella Fondazione Mirò, in attesa degli altri. La pancia bolleggia, come fa sempre più spesso in questo periodo. Sento sempre di più, e sempre più netti, i movimenti della bimba, ed è una sensazione davvero strana. Sembra di avere un piccolo delfino nella pancia. Continua a leggere

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