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Supermercato e sesso, così i visitatori naufraghi approdano qui

Stavolta non voglio fare un’altra apologia dell’apertura mentale dei tedeschi, che vendono vibratori in una catena di supermercati/profumerie (come potete leggere, se vi interessa, qui).  E nemmeno proseguire nella saga del gioco delle differenze tra tedeschi e italiani. No, stavolta voglio ispirarmi a uno dei blog che seguo, Tibten, per fare un ragionamento sulle chiavi di ricerca. In quel blog, infatti, ho letto alcuni post in cui si analizzano le parole chiave che hanno fatto arrivare i visitatori al blog stesso. WordPress, la piattaforma che ospita anche questo blog, offre questo simpatico strumento, che tra i numerosi dati e statistiche riguardanti il traffico e la provenienza delle visite (vi annuncio che è iniziata la campagna di conquista anche della Russia!!!), elenca le parole che l’incauto visitatore ha digitato su un motore di ricerca (Google o altri) e che, ahilui, lo hanno fatto approdare su queste pagine.

Purtroppo non posso vantare la stessa varietà di chiavi di ricerca di Tibten e nemmeno lo stesso grado di perversione, ma devo dire che in poco più di un mese ho raccolto delle piccole chicche… Continua a leggere

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moda italiana vs. “stile” tedesco

Messe MODA MADE IN ITALY

Immagine tratta dal web

Stimolata da una nuova, insospettabile dipendenza da blog e siti fashion, ma di quelli per taglie forti, tipo questo, ho pensato che un bel discorsino sulle differenze modaiole tra Italia e Germania fosse necessario, quasi indispensabile.

Prima di tutto devo precisare che questa nuova dipendenza non mi ha trasformata in una fashion blogger (noncicapiscounasega) né mi ha reso più modaiola, né più griffata e per ora non sembra aver aumentato la mia già alta predisposizione allo shopping. Lo shopping continuo a farlo un po’ dove capita e le grandi catene cheap (tipo H&M, Pimkie, C&A) sono i luoghi dove alla fine approdo sempre, volente o nolente.

Questa precisazione è importante, una premessa per capire che le cose che sto per scrivere non sono frutto di una qualche mia mania nel vestiario. Non ho preferenze per le cose coatte, non ho preferenze per le cose firmate, non ho preferenze per le cose particolarmente eleganti, non amo le paillettes e in generale mi vesto “normale” cercando di un essere troppo sciatta e avendo un occhio agli abbinamenti e ai dettagli.

Con questo bagaglio “estetico” sono arrivata bella bella in Germania, per la precisione nella ricca Friburgo, circa tre anni fa. Ignara di quello che mi aspettava. Mi sono portata le mie belle valigie piene di vestiti secondo me carini e di scarpe di varie fogge.

C’è voluto poco per rendermi conto di una serie di cose fondamentali:

  • la maggior parte delle mie scarpe era inadatta al clima (pioggia, freddo, neve, fango e ancora freddo e pioggia…)

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