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In questi giorni ho scritto decine di post. Tutti nella mia testa e nemmeno uno sul mio quadernino o sul mio computer. Stamattina poi ho quasi scritto un trattato, mentre andavo da casa all’asilo, con due bimbe, lo zaino, il vento in faccia e quell’aria sempre a metà tra lo sciagattato e il disperato. Ovviamente il trattato era tutto nella mia testa, scrivevo e scrivevo e addirittura vedevo le cose scritte davanti ai miei occhi, le lettere e le parole che comparivano, come su un foglio. Come esercizio non è male, fantastico tra l’altro per estraniarsi per qualche minuto dal cicaleccio interminabile della mia bimba. Lei parla. Tanto. Sempre. Senza sosta. In continuazione. Parla. E io, che pure sono una chiacchierona di prima categoria, per la prima volta in vita ho capito l’impagabile valore del silenzio. Così stamattina stavo nel mio “happy place”, mentre lei chiacchierava con me, coi fiori, con la sorella, con i muretti, con le formiche, e scrivevo parole virtuali nel mio cervello. Continua a leggere

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Archiviato in cose di mamma, metablog, riflessioni (finto profonde) a caso

Dell’allattamento e di altri demoni

Mi sa che ‘sto blog diventerà un mommy blog di questo passo, ma non riesco proprio a fare a meno di impantanarmi sulla questione dell’allattamento.

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Qualche giorno fa, trascinata dal link sulla bacheca facebook di un’amica neomamma, sono finita a leggere un post sull’allattamento. Latte versato. Mi è piaciuto molto, l’ho trovato sincero e in accordo col mio pensiero e così l’ho condiviso a mia volta. E ho taggato due amiche britoniane con le quali ho più volte scambiato idee ed emozioni su questa cosa dell’allattamento. E nel giro di poche ore la mia bacheca facebook è diventata una tribuna di dibattito/sfogo.  Tante altre mamme si sono ritrovate in quel post e hanno detto la loro o semplicemente condiviso la loro personale esperienza. E così mi sono trovata a fare i conti con questo “mostro” dell’allattamento. I conti con me stessa. E a ripensare alle emozioni e ai pensieri che mi attraversavano la testa nelle primissime settimane di vita delle mie bimbe, spesso riflessi nei fiumi di parole riversati sugli altri, soprattutto la mia mamma e la suocera, ed espressi qua e là con status su Facebook e messaggini sullo smartphone. Uno su tutti, di una decina di giorni dopo la nascita della seconda: “magia dell’allattamento un bella sega, l’allattamento pare un campo di addestramento marines!” Continua a leggere

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Corse, rincorse, case e tempi stretti

Sono settimane che ho un post abbozzatto sull’avventura del cercare casa a Brighton, ma non c’è verso di finirlo. Un po’ che manca il tempo, un po’ che appena mi ci metto magicamente la bimba piccola vuole il latte o vuole che l’assista ad emettere aria (da sotto o da sopra, poco importa, ha bisogno di sostegno morale, piccina!) oppure quella “grande” ha un improvviso attacco di mammite ed è urgente, necessario, indispensabile, irrimandabile che l’aiuti a cercare la sua macchinina argentata o la felpa di spiderman. Ma no, non ho deciso di trasformare questo blog in un mommy blog, e quindi la chiudo qui con le lamentele sui figli. Un po’ che la tecnologia, o forse il mio ricoglionimento, giocano contro di me, e l’ultima bozza invece di salvare tutte le preziose parole che avevo scritto (mortgage, estate agent, survey, open house, viewing…) si è aggiornata alla penultima versione e del post ne è rimasto meno di mezzo. Insomma, come blogger, un disastro. Continua a leggere

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