Archivi tag: praga

Brighton, gabbiani entusiasti e insonnia indotta. Le prime impressioni

Freddo. Freddissimo. Tempo schifoso. Ecco, questa è stata la prima, primissima impressione di Brighton. Come biglietto da visita non è stato il massimo. Poi però ho cercato di non farmi condizionare dal maltempo, ho pensato che in fondo tutta l’Europa era sotto l’attacco di una burrasca di vento, gelo e intemperie e che dovevo resistere ancora qualche ora. Alla fine la resistenza è stata ripagata, il clima si è placato e la città, sotto qualche raggio di sole, ha cambiato colori e aspetto. Continua a leggere

Annunci

13 commenti

Archiviato in cervelli in fuga, cose di mamma, il gioco delle differenze, in giro per la Germania e per il mondo, riflessioni (finto profonde) a caso

Fenomeni meteorologici a me (finora) sconosciuti

Sarà che vengo dalla soleggiata Livorno, città allegramente sdraiata lungo una bellissima costa battuta dal mare e dal vento, ma ci sono alcuni fenomeni meteorologici che certe volte mi sorprendono.

Da un paio di giorni la città di Friburgo è avvolta da una nebbia lattiginosa che nemmeno nel film su Jack lo squartatore con Johnny Depp pareva plausibile. Eppure questa nebbia mica è fatta con un macchinario o con gli effetti speciali al computer, no no, è proprio vera, umida e grigia.

Alberi spettrali avvolti nella nebbia, davanti a casa mia

Alberi spettrali avvolti nella nebbia, davanti a casa mia

Continua a leggere

6 commenti

Archiviato in il gioco delle differenze, in giro per la Germania e per il mondo, Nostalgie

Il bidet, questo sconosciuto

Alla fine eccomi qui a parlare di bidet, lo sapevo che prima o poi il tema dei culi e dell’igiene sarebbe arrivato a portare una ventata di freschezza nelle mie giornate.

Purtroppo non si scappa, il “problema” dell’igiene e delle differenze culturali è pressante.

Sono tormentata da un sogno proibito, avere il bidet in bagno. Mi rendo conto che noi italiani, con questa cosa del bidet, c’abbiamo proprio la fissa, ma non posso fare a meno di pensare come sarebbe migliore la mia vita con un bel bidet in casa. Probabilmente siamo l’unico popolo ad avere una media di almeno un bidet procapite, e credo che questa nostra fissa sia condivisa da pochi altri al mondo.

Il bidet per me è un imperativo categorico, e mi stupisco quando gli altri non ne colgono la pregnante importanza.

Partiamo dai fatti: in Italia, in bagno, c’è il bidet. Nel resto del mondo, solitamente, no.

Dati alla mano, quelli strani, quelli diversi, siamo noi. E invece, da bravi italiani, convinti come sempre di essere i meglio del mondo, restiamo esterrefatti quando scopriamo, viaggiando, o chiacchierando con amici stranieri, che gli altri paesi non ce l’hanno. E intimamente ci chiediamo “ma come faranno a lavarsi il culo?”. Io, senza troppi problemi, l’ho chiesto proprio esplicitamente. E questa semplice, ingenua domanda, ha aperto un dibattito acceso che si potrae ancora.

Sebbene i paesi dell’Europa continentale siano più civiili di noi in fatto di trasporti pubblici, viabilità, dialettica politica e sensibilità per la cultura e l’ambiente, purtuttavia non si lavano il culo.

Continua a leggere

50 commenti

Archiviato in il gioco delle differenze, Nostalgie

Una solitudine troppo rumorosa

No, non è la recensione del mio libro preferito, ma in effetti questo post si chiama come il titolo di uno dei miei libri preferiti, di quello scrittore straordinario che è Bohumil Hrabal.

Visto che è da tanto tempo che vorrei rileggerlo, le parole del titolo mi frullano per la testa spesso e oggi hanno trascinato la mia mente in un tutt’altro posto. Mi hanno portata a pensare  al fatto che, da quando vivo in Germania, sono sì più sola di quando stavo in Italia, ma sono anche completamente ricoperta di parole. Parole scritte, parole dette, parole ascoltate, parole al telefono, parole su facebook, parole su internet.  Il mio contatto con la mia vita di prima e con la mia famiglia è ormai basato soprattutto sulle parole.  Skype, il telefono, facebook, il cellulare, i messaggini,le e.mail, sono tutti mezzi per raccontare come va la vita, per comunicare, aggiornarsi, mantenersi vicini. Ma non possono sostituire la condivisione e il vivere insieme le cose di tutti i giorni con le persone che ci mancano.

La quotidianità, si sa, è un’altra cosa. Continua a leggere

3 commenti

Archiviato in Nostalgie, riflessioni (finto profonde) a caso