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I greci

immagine tratta da wikipedia

Chiesa dei Greci a Livorno – immagine tratta da wikipedia

A casa mia, a Livorno, si dice “vai a fatti benedi’ dai gre’i!”, un modo poco elegante ma efficace per consigliare a qualcuno affetto da sfortuna di varia natura di cercare una soluzione per tale sventura.

Di solito si arriva a meritare un tale consiglio in caso di un paio di sventure, che ne so, una brutta influenza seguita da un lieve tamponamento, o più membri di famiglia affetti simultaneamente da qualche male di stagione. O anche quando un male qualsiasi, anche di lieve entità, come raffreddore o influenza, colpisce nella stagione sbagliata. Magari me ne sto bella bella al moletto di Antignano e sono colta da starnuti e tosse, è caldo, è estate, c’è il sole, e il passante occasionale, squadrandomi, si potrebbe permetter di dirmi che devo andare a farmi benedire dai greci.

Questo non vuol dire che devo prendere un aereo e volare fino ad Atene, semplicemente basta andare in via della Madonna, a Livorno, presso la chiesa dei Greci, luogo dove appunto si può richiedere la benedizione, sperando di scampare a nuove disavventure.

Le mie vacanze livornesi, seddiovole appena finite, ecco, si possono definire proprio così, coi “greci”. Una sfiga dopo l’altra in una spirale crescente di violenza. Continua a leggere

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Elogio della noia ospedaliera

Per qualche momento ho pensato di iscrivermi a un concorso di sfiga. Una cosa tipo sfigometro, dove una giuria raccoglie le informazioni sulle sventure, le sfortune e gli incidenti dei concorrenti e poi valuta il grado di sfiga secondo vari parametri – che ne so, generale, personale, familiare, lavorativo, delle malattie, dei mezzi di trasporto. Ho pensato che potrei essere una valida concorrente.

In realtà non sono poi così sfigata. Il punto è che in questo momento sono ricoverata all’ospedale, per polmonite, e allora ho una vaga tendenza a vedere il lato buio delle cose. Ma come dice una mia amica, basta poco e il mio insopportabile ottimismo, il mio insopprimibile spirito da Pollyanna riemergerà e tornerò a vedere il lato bello delle cose.

Quindi, per andare con ordine che c’è da dire? In realtà dall’inizio dell’anno non avevo avuto tante disavventure, quindi pensavo ormai di esser fuori concorso, dopo aver avuto un ottimo 2012 di merda che secondo me mi dava credito per qualche annetto di tranquillità.

Quindi la Pollyanna che è in me mi suggerisce che questo ricovero sia solo un episodio isolato e mi spinge a trattarlo in quanto tale.
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