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La torre di Babele e di cupcake

La fantastica torre di cupcake del mio babyshower

La fantastica torre di cupcake del mio babyshower

Per la prima volta doppia versione, italiana e inglese! For the first time a double version: Italian and English- for the English version scroll down.

Sono giorni intensi e frenetici e l’adrenalina è a mille. Facciamo cartoni, impacchettiamo tutto e io sono lanciatissima in quel processo di smaltimento di roba inutile che si accompagna sempre ai traslochi e ai trasferimenti. L’inevitabile catarsi del cambiare pelle, l’occasione del cambiamento per fare pulizia e sistemare tutto quello che si voleva sistemare da tempo.

Così è tempo di bilanci. L’adrenalina pompa il mio fisico altrimenti provato dagli sbalzi di temperatura e d’umore e affaticato da una pancia incredibilmente grande che sembra non finire mai di crescere (e pensare che ci devo ancora passare quasi 3 mesi insieme!).

Così la mia testa schizza, la concentrazione langue e soprattutto le liste e i pizzini si moltiplicano. Ho liste per tutto: le cose da fare, gli appuntamenti da prendere, la roba da comprare, la roba da mettere nelle valigie, la gente da vedere, i regali da preparare. E queste liste e questa frenesia del fare mi hanno un po’ anestetizzata. Mi sono ritrovata a poco più di una settimana dal trasloco senza rendermi davvero conto che ci siamo quasi.

Poi però domenica il velo si è squarciato.

Domenica c’è stata una festa, una bellissima festa. Continua a leggere

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Saluti, nostalgie e stress vari da emigrazione – a presto Livorno

A Livorno ci sono stata 3 settimane e ho trovato un tempo schifoso. Il primo giorno in realtà ho beccato una giornata bella, anche se ventosa e sono riuscita ad andare al mare. Tutto era intonato al mio umore, uscita dall’ospedale crucco e subito partita, il giorno dopo, per Livorno. Arrivata la sera ero distrutta, ma mi pregustavo una bella vacanza/convalescenza livornese a maggio, fatta di caldo, di sole, di mare, cibo buono, riposo e cure familiari. Quindi il giorno dopo l’arrivo, svegliata con un bel sole e un po’ di vento, ho pensato che i miei desideri si fossero avverati e mi sono lanciata fuori, verso il mare, con la bimba. Ora, magari lanciata è un eufemismo. Avevo l’affanno post polmonite, la pancia di 22 settimane, la stanchezza del viaggio e l’energia di un bradipo. Ma insomma, lo spirito era quello. E come dicevo il tempo era intonato al mio umore.

Raggiunta la spiaggetta di Antignano la bimba ed io eravamo in compagnia della mia mamma e della mia zia, e ci siamo godute il sole e l’aria di mare. Frizzante. Di casa. Una meraviglia. Nonostante non fosse caldissimo, la bimba non ha sentito ragioni, e uno strato dopo l’altro si è spogliata. Alla fine si è anche inzuppata nell’acqua fredda. Il massimo è stato quando è uscita tutta corrucciata dall’acqua e si è avvicinata alla zia e le ha detto: “Zia Simona, è ghiaccia l’acqua del mare, me la scaldi?”

La bimba desnuda incurante del maestrale teso

La bimba desnuda incurante del maestrale teso

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