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La dolcezza dell’aria

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Livorno – immagine tratta da internet

Non c’è storia, l’aria di Livorno ha un tepore e una dolcezza, anche nel suo retrogusto salato e salmastro, che non ha paragoni. Per me ha un sapore e un odore magici. Sarà perché sa di casa, di mare, di vacanza e di caldo. Sarà perché ha profumi e suoni che mi appartengono, in fondo all’anima, nel sangue, nella carne. Sarà perché anche quando puzza, quando suda, quando è sporca, quando è troppo carica, è sempre l’aria della mia infanzia.

Così questa aria di Livorno mi riconquista ogni volta, mi stupisce, mi colpisce col suo calore. Continua a leggere

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Niente panico, forse sono solo ormoni che migrano

Si ricomincia. Punto e a capo. E come sempre ci sono tante domande (ma va?). Sai che novità. Eppure ci sono dei momenti in cui mi rendo conto in modo cosciente di quello sto vivendo. Mi spiego meglio. Delle volte si passa per dei cambiamenti epocali, per delle trasformazioni della vita, e nemmeno ce ne rendiamo conto, e altre volte c’è questa bizzarra consapevolezza di essere nel bel mezzo di un momento fondamentale, di quelli che cambierà tutto.

E così mi sento ora. Continua a leggere

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Saluti, nostalgie e stress vari da emigrazione – a presto Livorno

A Livorno ci sono stata 3 settimane e ho trovato un tempo schifoso. Il primo giorno in realtà ho beccato una giornata bella, anche se ventosa e sono riuscita ad andare al mare. Tutto era intonato al mio umore, uscita dall’ospedale crucco e subito partita, il giorno dopo, per Livorno. Arrivata la sera ero distrutta, ma mi pregustavo una bella vacanza/convalescenza livornese a maggio, fatta di caldo, di sole, di mare, cibo buono, riposo e cure familiari. Quindi il giorno dopo l’arrivo, svegliata con un bel sole e un po’ di vento, ho pensato che i miei desideri si fossero avverati e mi sono lanciata fuori, verso il mare, con la bimba. Ora, magari lanciata è un eufemismo. Avevo l’affanno post polmonite, la pancia di 22 settimane, la stanchezza del viaggio e l’energia di un bradipo. Ma insomma, lo spirito era quello. E come dicevo il tempo era intonato al mio umore.

Raggiunta la spiaggetta di Antignano la bimba ed io eravamo in compagnia della mia mamma e della mia zia, e ci siamo godute il sole e l’aria di mare. Frizzante. Di casa. Una meraviglia. Nonostante non fosse caldissimo, la bimba non ha sentito ragioni, e uno strato dopo l’altro si è spogliata. Alla fine si è anche inzuppata nell’acqua fredda. Il massimo è stato quando è uscita tutta corrucciata dall’acqua e si è avvicinata alla zia e le ha detto: “Zia Simona, è ghiaccia l’acqua del mare, me la scaldi?”

La bimba desnuda incurante del maestrale teso

La bimba desnuda incurante del maestrale teso

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La vita scorre parallela

Riflessioni di un emigrante sulla contemporaneità delle vite degli altri.

Sono ritornata a casa. Anche se è difficile come sempre dare la definizione esatta di casa, problema già sviscerato in uno dei primi post di questo blog. Così, mentre viaggiavo ho avuto tempo di riflettere un po’, e quando abbiamo imboccato l’uscita per la stazione di Friburgo, sono stata schiaffeggiata da un pensiero inquietante. Partiamo da una considerazione banalissima. La vita scorre, ovunque, per tutti, incurante del luogo. Se mi lascio il posto A per andare al posto B, la mia vita si sposta con me da un luogo a un altro, ma nel posto A tutto continua a procedere, e io raggiungo il posto B, inserendomi nella vita che già vi scorreva. Mi sono incasinata, ma la questione era semplicemente questa: 

ogni volta che me ne vado da Friburgo la vita della città e delle persone prosegue, più o meno placida, solo che io non la vedo e non la seguo. Ogni volta che arrivo a Livorno, finisco in media res direttamente nella vita della città e delle persone che la abitano.

La considerazione, quindi, era banalissima. Un po’ come quello che succede quando si va in vacanza, stacchiamo la spina dalla vita di tutti i giorni e la nostra vita prosegue, per una o più settimane, altrove. Ma quando si va in vacanza a casa propria, o meglio, quando si torna per dei periodi in madre patria, è sempre un viaggio dell’anima. E questa cosa delle vite che scorrono parallele mi colpisce molto di più. Continua a leggere

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