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definizioni

In questi giorni ho scritto decine di post. Tutti nella mia testa e nemmeno uno sul mio quadernino o sul mio computer. Stamattina poi ho quasi scritto un trattato, mentre andavo da casa all’asilo, con due bimbe, lo zaino, il vento in faccia e quell’aria sempre a metà tra lo sciagattato e il disperato. Ovviamente il trattato era tutto nella mia testa, scrivevo e scrivevo e addirittura vedevo le cose scritte davanti ai miei occhi, le lettere e le parole che comparivano, come su un foglio. Come esercizio non è male, fantastico tra l’altro per estraniarsi per qualche minuto dal cicaleccio interminabile della mia bimba. Lei parla. Tanto. Sempre. Senza sosta. In continuazione. Parla. E io, che pure sono una chiacchierona di prima categoria, per la prima volta in vita ho capito l’impagabile valore del silenzio. Così stamattina stavo nel mio “happy place”, mentre lei chiacchierava con me, coi fiori, con la sorella, con i muretti, con le formiche, e scrivevo parole virtuali nel mio cervello. Continua a leggere

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L’argento vivo (addosso)

Non so se è perché è italiana o perché sembra così a tutte le mamme, ma la mia bimba ha l’argento vivo addosso. E non posso fare a meno di fare paragoni con gli altri (tutte le mamme lo fanno, che lo ammettano o meno) e di vedere come si distingua sempre in mezzo ai bimbi tedeschi. Ma non in meglio o in peggio. Si distingue e basta. Quasi sempre.

Urla di più. Parla di più. Si muove di più. Nei ristoranti si sente di più. Al parchino dei giochi piange di più. E’ come se fosse geneticamente programmata a fare le cose “di più” rispetto agli altri.

Questa mia percezione di mia figlia mi pone diversi quesiti.

Intanto non so se è reale o se è, appunto, esclusivamente una mia percezione. Forse sembra a me, ma magari anche agli altri genitori sembra che i propri figli siano diversi. E se fosse così, beh, potrei anche fermarmi qui a scrivere, se qualcuno risolvesse i miei dubbi con una risposta certa.

Comunque, poniamo che non sia una mia proiezione, ma che davvero ci sia in lei un po’ più di vivacità rispetto agli altri. Questa sua prerogativa è in qualche modo legata alla sua italianità o è semplicemente caratteriale? Continua a leggere

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