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Socializzazione tedesca – cronaca del tentativo n. 1 – parte seconda

Oh, eccoci alla puntata conclusiva di questo tentativo programmato di socializzazione con le genti tedesche. Le puntate precedenti le potete trovare qui  e qui.

Il sottotitolo di questo posto potrebbe essere anche:

Compleanni, orda di bimbi e sindacalismo all’asilo.

Ieri finalmente c’è stata la festa di compleanno della mia bimba, che ha compiuto 2 anni proprio pochi giorni fa. La preparazione della festa era iniziata diversi giorni fa, diciamo circa 2 settimane prima dell’evento. Avevo fatto i bigliettini, e mi ero preparata psicologicamente. Peccato che poi io sia stata presa da un po’ di malanni e che io mi sia trovata un po’ all’ultimo a preparare il tutto. Presa un po’ dal panico da ansia da prestazione avevo anche rotto le palle un po’ a tutti, concretamente  e virtualmente, tra telefonate, chat e post qui e su facebook. E i consigli pratici e la solidarietà psicologica sono arrivati a palate, e mi sono sentita meglio.

Ma andiamo con ordine.
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Festa di compleanno – la ricerca dell’equilibrio perfetto

Come organizzare una festa di compleanno italiana in Germania, facendo contenti tutti.

Come si prepara la glassa per il dolce: prima di tutto va assaggiato!

Come si prepara la glassa per il dolce: prima di tutto va assaggiato!

Da quando ho deciso di fare la festa per il secondo compleanno della mia bimba, mi sono resa conto che devo migliorare la mia conoscenza delle abitudini tedesche. Ho fatto i bigliettini di invito, ne avevo ricevuti in passato, e pensavo fosse normale. I genitori dei bimbi che vanno all’asilo con Saretta invece mi sono parsi piuttosto stupiti:

  • uh, ma guarda, il bigliettino d’invito, ma grazie, che cosa elaborata…
  • oh, ma la festa la fai a casa? mmhh, ma avete un appartamento grande allora?!
  • ah, ma hai invitato TUTTI i bimbi dell’asilo (8, mica 20 eh!), accidenti!
  • ma cucini tu? che bella cosa, ma fate così in Italia? carino

e così via.
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La colazione dei campioni, anzi delle campionesse

Un po’ sono stata ispirata da un post di un’espatriata come me, in cui si descrivono le differenze tra nostre italiche colazioni e le abbondanti e proteiche colazioni crucche, ma un po’ sono stata costretta da mia figlia. Ecco, diciamo la verità, scrivo questo post per colpa di mia figlia. Voglio vedere in lei la perfetta fusione, in fatto di colazione, dei gusti tedeschi con quelli italiani.

Ma dopo la sua performance di stamattina vedo in lei soprattutto un pozzo senza fondo.

Una doverosa premessa però va fatta: ieri sera la bimba era andata a nanna senza cena, era così stanca da non riuscire a mangiare e si è quindi bevuta solo il latte. Detto questo, stamattina, di buon’ora, si prende il suo latte e sembra tranquilla. Quando io mi accingo a fare colazione, però, decide che è arrivata l’ora di mangiare qualcosa e così la metto sul seggiolone accanto a me e le preparo un classico della colazione italiana: pane e marmellata. Una bella fetta di quelle quadrate di pane in cassetta con uno strato di deliziosa marmellata di more, la mia preferita. Taglio i pezzettini e lei se li mangia con gusto. Nel frattempo io mi preparo un toast, non perché sia diventata seguace della colazione salata alla tedesca, ma perché ho deciso di iniziare una nota dieta che per l’appunto prevede un toast bilanciato come possibile pasto mattutino.

La bimba pulisce minuziosamente ogni traccia di marmellata

La bimba pulisce minuziosamente ogni traccia di marmellata

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Il futuro – riflessioni sadomaso

L'immagine più soft che abbia trovato...- presa dal web

L’immagine più soft che abbia trovato…- presa dal web

I titoli li faccio così, mettendoci sempre i doppi sensi, per aumentare le visite degli ignari visitatori. Ma sulle strane ricerche che portano a queste pagine dedicherò presto un secondo capitolo. Andiamo oltre.

Ma stavolta il sadomaso c’entra, almeno un pochino. Stare a farsi le pippe mentali sul futuro è un po’ da masochisti, ammettiamolo. E anche fare dei post su questo tema, in modo che altri condividano le proprie paranoia, è un po’ da sadici. Ma tant’è, stasera, anzi stanotte, va così.

La bella nevicata, placida ma apparentemente instancabile che si sta consumando fuori dalla mia finestra di certo concilia un umore più meditabondo del solito. E allora meditiamo, una volta tanto. Non voglio fare speculazioni sul futuro, chiedermi come sarà la mia vita tra tot anni o cose del genere. Le mie meditazioni sono ben più terra terra. Il punto è: dove voglio andare? Cosa voglio fare? Continua a leggere

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Progetti didattici ma non natalizi – seconda parte

Due giorni fa sono riuscita finalmente a concludere il progetto didattico che avevo iniziato col mio gruppo di conversazione. La soddisfazione è stata tanta, visto che mi è sembrato che il gruppo si divertisse.

Alla fine tutto il ciclo è durato 3 o 4 lezioni in tutto. Dopo l’inizio scherzoso col test per scoprire se si è più tedeschi o più italiani, abbiamo proseguito con la lettura di alcuni brani di post che io ho tratto da alcuni blog di espatriati in Germania come me. I temi erano vari, dalle considerazioni sulle differenze alimentari, al problema filosofico del cappuccino, fino ad arrivare a temi più delicati come ad esempio la tanto lamentata difficoltà a fare amicizia coi tedeschi, o comunque la diversità tra tedeschi e italiani nel relazionarsi agli altri. L’obiettivo finale era quello di farli parlare, sperando che i temi proposti fossero stimolanti per loro. Durante la penultima lezione, in piccoli gruppetti, hanno discusso un po’, alla ricerca delle cose che LORO, in quanto TEDESCHI, trovavano strane degli italiani. Beh, ne sono venute fuori di cose, e io mi sono divertita tantissimo in questo confronto allo specchio. Ma ecco qualche perla: Continua a leggere

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Supermercato e sesso, così i visitatori naufraghi approdano qui

Stavolta non voglio fare un’altra apologia dell’apertura mentale dei tedeschi, che vendono vibratori in una catena di supermercati/profumerie (come potete leggere, se vi interessa, qui).  E nemmeno proseguire nella saga del gioco delle differenze tra tedeschi e italiani. No, stavolta voglio ispirarmi a uno dei blog che seguo, Tibten, per fare un ragionamento sulle chiavi di ricerca. In quel blog, infatti, ho letto alcuni post in cui si analizzano le parole chiave che hanno fatto arrivare i visitatori al blog stesso. WordPress, la piattaforma che ospita anche questo blog, offre questo simpatico strumento, che tra i numerosi dati e statistiche riguardanti il traffico e la provenienza delle visite (vi annuncio che è iniziata la campagna di conquista anche della Russia!!!), elenca le parole che l’incauto visitatore ha digitato su un motore di ricerca (Google o altri) e che, ahilui, lo hanno fatto approdare su queste pagine.

Purtroppo non posso vantare la stessa varietà di chiavi di ricerca di Tibten e nemmeno lo stesso grado di perversione, ma devo dire che in poco più di un mese ho raccolto delle piccole chicche… Continua a leggere

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Progetti didattici ma non natalizi (forse)

immagine presa dal web

immagine presa dal web

E TU, NELL’ANIMA, SEI PIU’ ITALIANO O PIU’ TEDESCO?

A Natale, o dintorni, la tentazione di un bel post natalizio preme, invita, chiama. E non è detto che non ci caschi anch’io. Stando a Friburgo, poi, con la neve che scende beata a fiocchi e i mercatini di Natale che ammiccano colorati e luminosi, è facile farsi prendere dal clima festaiolo. Poi c’è anche il fatto che sarà più di un mese (dall’inizio di novembre direi) che spuntano le decorazioni, le stelline, le paillettes, le scritte glitter, un trionfo del kitsch natalizio insomma, e alla fine una un po’ si fa trascinare, anche se non è che di solito impazzisco per il Natale.

Ma per resistere alla tentazione del post natalizio, mi sono concentrata sul lavoro. O meglio: visto che sto lavorando a una cosa piacevole e divertente, ho pensato di condividerla. Continua a leggere

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