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L’ingenuità della turista sprovveduta

Sono stata a Livorno più di una settimana, e dovrei saperlo che, nonostante questa città sia diventata il prototipo del posto col clima perfetto nel mio cervello, in realtà il clima così perfetto non lo è.

Come sempre la lontananza addolcisce i ricordi e quindi Livorno per me è la città del mare, dell’estate, del sole, del poter andare al mare da maggio a settembre, ma se butta bene anche da aprile e un po’ fino ad ottobre. E poi è vero che è colpita dai fenomeni meteorologici come tutto il globo, ma non si sa perché le tempeste e gli altri eventi funesti vi si abbattono sempre con meno violenza che nel resto d’Italia, sicché alla fine come livornesi ci si consola un po’. Siamo bloccati dalla neve, ma nel resto d’Italia è sempre peggio che da noi. Siamo allagati, ma nel resto d’Italia qualche città è proprio sommersa. Insomma, sarà per questi motivi o per la mia demenza gestazionale, a questo giro ho proprio sbagliato tutto nel prepararmi alle vacanze livornesi. Continua a leggere

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Colpi di vento senza sale

Oggi  si vola, letteralmente. Come si dice a Livorno “c’è un vento che porta via”. Raffiche fortissime che scuotono tutto e fanno impazzire mulinelli di foglie ovunque. Il vento, anche se carico di polvere, di terra e di foglie, qui è trasparente. Non mi viene in mente un’altra parola.

Ogni volta che qui c’è una bufera di vento vengo colta da fitte fortissime di nostalgia per la mia Livorno. Questo vento senza sale, che ti spettina e ti aggredisce, ma non con la stessa forza di quello di mare, mi fa venire voglia di andare via, di tornare a Livorno. Dove il vento è sempre carico. Carico di salsedine, umido, che ti si appiccica addosso come se avesse una consistenza propria. Carico di odori e profumi di mare. Continua a leggere

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Fenomeni meteorologici a me (finora) sconosciuti

Sarà che vengo dalla soleggiata Livorno, città allegramente sdraiata lungo una bellissima costa battuta dal mare e dal vento, ma ci sono alcuni fenomeni meteorologici che certe volte mi sorprendono.

Da un paio di giorni la città di Friburgo è avvolta da una nebbia lattiginosa che nemmeno nel film su Jack lo squartatore con Johnny Depp pareva plausibile. Eppure questa nebbia mica è fatta con un macchinario o con gli effetti speciali al computer, no no, è proprio vera, umida e grigia.

Alberi spettrali avvolti nella nebbia, davanti a casa mia

Alberi spettrali avvolti nella nebbia, davanti a casa mia

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La sindrome del pandoro – bella la mi’ Livorno

Ovvero di come appare il mondo (Livorno) dopo un’assunzione prolungata di massicce dosi di pandoro.

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Eccolo, il post natalizio.

L’emigrante scende dalla ricca Germania e la prima cosa che nota, rimettendo piede sul suolo natio, è che a Livorno c’è la crisi. Anzi, la “grisi”. Ma grossa. La miseria. E tutti lo dicono, i giornali lo ripetono, i telegiornali lo gridano, la gente lo dice, è tutto vero. C’è la crisi. Anche in Germania lo dicono, e quando sono laggiù leggo i giornali italiani online e mi immagino la crisi a casa mia. Perché diciamoci la verità, ad emigrare nel Baden-Württemberg ho avuto una gran botta di cul fortuna. E’ uno dei Land che meglio resiste in questa situazione critica. E il confronto tra la ricca Friburgo e la ventosa Livorno, ogni volta che ci ritorno, è impietoso. Nel centro di Livorno i negozi chiudono, a grappoli. L’aria che si respira è buona e piena di salsedine, ma metaforicamente è pesante e manca il respiro.

Stabilito questo punto fermo, e cioè la crisi, mi sono guardata intorno in questi giorni. E nonostante i problemi economici, il cibo ha fatto da padrone. Pranzi, cene, merende, di nuovo pranzi e cene, a ciclo continuo. E all’improvviso ho visto chiaramente quello che i miei studenti tedeschi mi dicono sempre: “gli italiani parlano sempre di cibo”. Continua a leggere

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