Insegnando italiano…o livornese?

Quante volte vi è capitato di parlare con gli amici o con altri italiani e all’improvviso di vedere le loro facce strane perché non hanno capito cosa stavate dicendo? Oppure di parlare con degli stranieri (nel mio caso anche in classe) e di essere assaliti dai dubbi: si dirà così in italiano? O sto parlando livornese?

Per fortuna sono toscana e spesso mi salvo con la vecchia storia che la mia regione è la culla dell’italiano e Dante Alighieri e bla bla bla

In questo video parlo con una mia bravissima collega, Barbara, proprio di alcune espressioni tipiche dei miei luoghi di nascita!

Video sulle espressioni livornesi
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Memoria delle memorie

Stamattina mi sveglio riposata e contenta e abbiamo un’intera mattinata per noi. Le bimbe sono entrambe a dormire da altre due sorelle, amichette loro. E non posso fare a meno di pensarci, di pensare che loro sono a fare uno sleepover o pigiama party (che ovviamente non si scriverebbe così, se lo scrivessi davvero in inglese, ma con una dose di y più massiccia). E ieri sera ho ricevuto delle foto di quelle quattro follette, impigiamate e rosee sul divano, che salutavano con sorrisi sornioni e felici. E il mio cervello è partito con mille pensieri, mi sono ricordata di quando andavo io a dormire dalle mie amichette da piccola, che poi erano di fatto due sorelle, amiche tutt’ora, o di quando rimanevano da me. Così non ho potuto fare a meno di pensare all’infanzia diversa che stanno vivendo le mie bimbe rispetto a me. Continua a leggere

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Nostalgia della nostalgia

Proprio così, ho nostalgia della nostalgia. Mi mancano certe sensazioni che la nostalgia mi dava. Dopo mesi lunghissimi sono riapprodata in questo porto familiare, in questo blog che dormiva sotto strati di settimane e settimane scivolate via senza che nemmeno me ne fossi accorta. E gironzolando tra i commenti lasciati tutti soli sotto alla marea di parole mie e tra vecchi post più o meno datati, mi sono ritrovata ad avere nostalgia di quelle sensazioni che provavo prima. Mi manca quell’emozione, quel sentimento di nostalgia che attraversava i miei pensieri, che a sorpresa mi attanagliava, si infilava nelle pieghe dell’anima e dell’umore e addolciva i ricordi di quello che avevo lasciato dietro di me.

Invece ora non la sento quella nostalgia, e un po’ mi manca. Perchè smettere di avere nostalgia dei posti che si ama è un po’ come diventare grandi e poi ripensare alla forza delle emozioni che ci travolgevano da bambini o da adolescenti e rimpiangerla un po’. Continua a leggere

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I had the feeling that I belonged

Batte e ribatte questa strofa di una canzone di Tracy Chapman, Fast car, e non mi esce dalla testa. Ormai sono settimane, forse mesi, mi torna in mente la canzone, suona e risuona quella strofa. E mi scava dentro.

 

Non certo perché io debba scappare da una vita di miseria, a bordo di una macchina veloce, o perché debba riscattarmi da una vita familiare terribile (come nella canzone), ma perché mi è capitato tante volte, negli ultimi tempi, di sentire davvero di appartenere a questo posto.  Continua a leggere

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La dolcezza dell’aria

fortezza-nuova

Livorno – immagine tratta da internet

Non c’è storia, l’aria di Livorno ha un tepore e una dolcezza, anche nel suo retrogusto salato e salmastro, che non ha paragoni. Per me ha un sapore e un odore magici. Sarà perché sa di casa, di mare, di vacanza e di caldo. Sarà perché ha profumi e suoni che mi appartengono, in fondo all’anima, nel sangue, nella carne. Sarà perché anche quando puzza, quando suda, quando è sporca, quando è troppo carica, è sempre l’aria della mia infanzia.

Così questa aria di Livorno mi riconquista ogni volta, mi stupisce, mi colpisce col suo calore. Continua a leggere

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Meteopatia: sarà il caldo, sarà il freddo, sarà l’umido…

Diluvia, piove che dio la manda, sembra di affogare in un mare d’acqua. Siamo al 13 agosto e questa estate brightoniana davvero stenta a decollare, non è mai decollata, e mi sa che è già finita. Così io mi trincero nelle mie sicurezze livornesi, nella dolce aspettativa di quel caldo che mi aspetta, così caldo che fino a che non ti ci tuffi non te lo ricordi cosa vuol dire. Quel caldo che è maniche corte e spalle scoperte anche di sera, quel caldo che le scarpe chiuse danno noia, fanno sudare troppo, quel caldo che devi dormire scoperta la notte, anche il lenzuolo va buttato da una parte. Continua a leggere

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Omino marshmallow (con le scarpe fotoniche)

Mesi e mesi senza nemmeno un post. Mi sono scervellata per postare qualcosa di veramente profondo e intelligente e l’unica cosa a cui riesco a pensare oggi sono le mie bellissime scarpe nuove. Brillanti, colorate, con la striscia fluorescente, un vero pugno in un occhio. Una cosa inguardabile dal punto di vista dei colori. Ma sono bellissime, e come si direbbe a Livorno, sono fotoniche. Oggi, per la prima volta in vita mia, mi sono comprata un paio di Nike.

Scarpe fotoniche

Scarpe fotoniche

Praticamente un evento. Continua a leggere

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